Sebastien Gimbert

Sebastien Gimbert: una carriera straordinaria

Al Bol d'Or potrebbe disputare la sua ultima gara nel Mondiale Endurance: Sebastien Gimbert nella specialità ha segnato un'era in un ventennio di successi.

20 agosto 2019 - 13:17

Lo ha ribadito nuovamente prima della 8 ore di Suzuka, Sebastien Gimbert: “Il Bol d’Or potrebbe essere la mia ultima gara“. Anche in questa circostanza, preferendo ricorrere al condizionale. Da un paio d’anni a questa parte per uno dei migliori interpreti delle corse motociclistiche di durata si parla della sua (potenziale) ultima stagione di gare. Nell’Endurance Seb ha vinto tutto, affermandosi non soltanto tra i piloti di maggior successo, ma un vero e proprio riferimento per squadre e per i suoi stessi colleghi. Proprio nell’EWC, Gimbert ha trovato la sua dimensione nell’ultimo ventennio. D’altronde, il passaggio a questa specialità, gli ha un po’ salvato la carriera.

BOL D’OR ULTIMA GARA?

42 anni il prossimo 9 settembre, Sebastien Gimbert con il Bol d’Or dovrebbe (potrebbe) concludere una carriera straordinaria nell’Endurance. Trascorsa una vita nella specialità, il veterano francese non ha lasciato nessun discorso in sospeso nel FIM EWC: ha vinto tutto, ha corso con i migliori team (Suzuki SERT, GMT94 Yamaha, BMW Motorrad France fino a Honda), diventando tra i piloti più rispettati del circus. Proprio questi successi gli hanno permesso di intraprendere diverse attività collaterali da istruttore di guida e team manager del proprio Team Race Experience. Nel contempo Sebastien ha iniziato a seguire suo figlio Johan, il quale sta già correndo con convincenti risultati in Spagna nella Supersport 300 dopo le prime vittorie conseguite in madrepatria.

ENDURANCE SALVA-CARRIERA

Sicuramente l’intelligenza sopraffina di Sebastien aiuterà e non poco Johan ad intraprendere una carriera ricca di soddisfazioni nel motociclismo. Proprio la “testa“, unita ad una straordinaria sensibilità di guida, ha permesso a Gimbert di essere universalmente riconosciuto tra i più grandi protagonisti dell’Endurance. Salito in sella già a 4 anni seguendo le orme di suo zio Olivier (ex pilota di Enduro e Motocross), agli inizi non aveva soldi, ma tanto talento. Con due titoli nazionali 250cc si era guadagnato l’investitura di pilota dell’Equipe de France della federmoto d’oltralpe, per poi correre addirittura nel Mondiale 500cc: con la Honda NSR500V bicilindrica del team ELF Tecmas, persino occasionalmente con la Paton. Pochi risultati, mezzi e budget, con il rischio di concludere anzitempo la carriera. Almeno fino a quando si era presentata la possibilità di correre con Honda France la 24 ore di Le Mans.

PRIMI SUCCESSI

Con l’Endurance è stato un colpo di fulmine reciproco. Pronti-via, alla 24 ore di Le Mans 2000 la prima vittoria con la VTR 1000 #111, lo stesso numero con cui corre dal 2014 sotto le insegne Honda Endurance Racing. Un segno del destino, passando tuttavia per altre squadre: da Suzuki SERT a GMT94 Yamaha, BMW Motorrad France, vincendo tutto a più riprese ed a ripetizione. Persino una 24 ore di Le Mans (2002) con il suo idolo Jean Michel Bayle, come lui passato dal Motocross alla Velocità su pista, suo riferito da 18enne quando esordì in 500cc prima di diventare suo compagno di squadra nella SERT.

GRAND CHELEM

Gimbert nel FIM EWC ha vinto tutto e vanta un primato invidiabile: l’aver vinto, almeno 1 volta, tutte le 24 ore previste dal calendario. Le Mans in 3 occasioni (2000, 2002, 2005), Bol d’Or (2002, 2003, 2007) e Spa Francorchamps (2003). Successi combinati al titolo iridato 2004 con GMT94 Yamaha, due titoli francesi Superbike (2009 e 2011 rispettivamente con GMT94 Yamaha e BMW Motorrad France), disputando quest’anno la sua 20esima 24 ore di Le Mans lottando fino all’ultimo per la vittoria. L’Endurance gli ha salvato la carriera e Gimbert, con la sua classe e dedizione, ha impreziosito ed elevato di status l’intero movimento.

FILOSOFIA

La 20esima partecipazione-record alla 24 Heures Moto è stata celebrata da Gimbert con un casco dedicato. Salvo ripensamenti, Sebastien Gimbert difenderà nuovamente i colori di Honda Endurance Racing al Bol d’Or, cercando di portare la squadra ad una vittoria che manca dalla 8 ore di Oschersleben. Con la filosofia di sempre, riprendendo le sue parole: “Correndo ti sembra di volare. Quando sali in sella, l’adrenalina e l’equilibrio sono emozioni indescrivibili.

2 commenti

marco.rutill_12016373
8:09, 21 agosto 2019

Come sempre metto alla prova la tua immensa conoscenza nel mondo Endurance per fugare un mio dubbio: scrivi che Gimbert ha vinto almeno una volta tutte le 24 ore in calendario. Quindi anche la 24 ore di Oschersleben? Chiedo solo perché hai omesso questa, ma hai ricordato Spa 2003.
Comunque, come sempre, articolo denso e completissimo!

    Alessio Piana
    11:27, 21 agosto 2019

    Ciao Marco
    Il riferimento è alle 24 ore tuttora esistenti, per quanto Spa lo tornerà ad essere dal 2022. Altrimenti avrei dovuto inserire anche Albacete, per non parlare delle 24 ore scomparse negli anni ’80 (Imola tra queste). Oschersleben l’ha vinta comunque nel 2004.
    Aggiungo: Bol d’Or, Le Mans e Spa, come saprai bene, era il Masters of Endurance. Da qui solo queste tre 24 ore riportate nell’articolo…

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