In Italia il "
dopolavoro" ha un'accezione particolare. Viene inteso come un'occasione di svago, di divertimento, per qualcuno persino un'occasione di ironizzare. Nella Terra del Sol Levante, il dopolavoro è qualcosa di diverso, soprattutto nel settore motociclistico. Consuetudine che il dopolavoro per i dipendenti dei quattro colossi giapponesi (Honda, Yamaha, Suzuki e Kawasaki) sia strettamente attinente alle due ruote. Dando vita, da volontari, a delle squadre impegnate attivamente nel motociclismo sportivo tra l'All Japan e, soprattutto, alla
8 ore di Suzuka. Sarà così anche per la 43^ edizione in programma il 7 agosto prossimo, con diverse realtà di "
stampo-dopolavoro" al via, ma con propositi ambiziosi. Veicolando un messaggio positivo.
UNA TRADIZIONE HONDA
Alla "
sua" gara, chiaramente pullulano team dei dipendenti delle varie fabbriche Honda sparse per il Giappone. Questo il caso di Honda Suzuka Racing Team, squadra formata dai dipendenti della fabbrica Honda R&D di Suzuka che sin dagli anni '70 come "
dopolavoro" sono impegnati nel gestire una squadra che corre abitualmente alla
8 ore di Suzuka. Nel 1979 riuscirono persino a conquistare un quarto posto assoluto con una CB750, centrando poi un'altra Top-5 nel 2012. Una realtà piuttosto ambiziosa, tanto che nei primi test si è persino presa il lusso di comandare la graduatoria dei tempi.
DOPOLAVORO NELLA STORIA ALLA 8 ORE DI SUZUKA
Che dire poi del Team Honda Blue Helmets M.S.C. Kumamoto & Asaka. Proprio così, questa la denominazione completa, per una storia da raccontare. Il Team Blue Helmets celebra quest'anno 54 anni di storia, sempre facendo riferimento ai dipendenti dell'Asaka Center di Saitama e caratterizzato (lo dice la denominazione stessa) dai "caschi blu". Una squadra che riuscì persino a vincere l'edizione 1982 della
8 ore di Suzuka, funestata dalla comparsa del Tifone 10. Vinsero Shigeo Iijima e Shinji Hagiwara con la Honda CB900F #27 a precedere di soli 28 centesimi (scarto più esiguo di sempre, frutto della Safety Car) Hiroyuki Itoh e Toshihito Yoshimura con la #28. Blue Helmets M.S.C. inoltre si è riunito dal 2016 a questa parte con i dipendenti della fabbrica Honda di Kumamoto, prefettura come risaputo colpita dal drammatico sisma del 2016. I dipendenti di Honda Kumamoto si sono trasferiti presso l'Asaka Center di Saitama, dando così vita alla partnership "Asaka & Kumamoto" espressa dalla denominazione del team.
YAMAHA NON DA MENO ALLA 8 ORE DI SUZUKA
Solitamente Honda annovera almeno 5 team dei propri dipendenti al via della
8 ore di Suzuka, mentre Yamaha da sempre è rappresentata dall'Iwata Racing Family, diventata nel corso degli anni anche "
Club Yamaha Motorcycle Racing". Si tratta, lo dice la denominazione stessa, della squadra dei dipendenti del Reparto di Ricerca e Sviluppo Yamaha di Iwata. Una realtà presente nel motociclismo sin dagli anni ‘70, tanto da non mancare l'appuntamento alla prima 8 ore disputata nel 1978, conquistando il 7° posto finale con una TZ373 condotta da Toshihiro Wakayama e Sankichi Abe. Nel 2002 arrivò il 9° posto assoluto e la vittoria d classe X-Formula con Makoto Tokinaga e Yasuhiko Sato in sella ad una Yamaha R17, ovvero una R7 con motore R1, in quanto la R1 non era ancora omologata SBK/JSB. Quest'anno Iwata Racing Family correrà con una R1 #41 iscritta sotto le insegne "
IRF with Azur Lane". Se IRF è l'acronimo della squadra, Azur Lane è un videogioco sparatutto per smartphone a scorrimento laterale creato da sviluppatori cinesi, rilasciato nel 2017. Sponsor per l'occasione…
IL MESSAGGIO DI HAMAMATSU TEAM TITAN
Da rimarcare anche la versione Suzuki. Dagli anni ’70, i dipendenti della fabbrica Suzuki di Hamamatsu come "dopolavoro" hanno istituito una squadra (Hamamatsu Team Titan per l'appunto) impegnata alla 8 ore e nell’All Japan Superbike. Per l’edizione 2022 veicoleranno due messaggi. Il primo, come claim, "Ci piace correre", ripensando ai due anni di pandemia e conseguente doppia-cancellazione della 8 ore. Il secondo, rivolto direttamente e pubblicamente ai vertici aziendali, "We Never Stop Racing", presente su una maglietta celebrativa, con la R che raffigura il logo delle GSX-R e GSX-RR MotoGP. Un messaggio di risposta ed in contrasto al disimpegno di Suzuki dal Motorsport…