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Dakar, il punto sui top riders: comanda Sunderland, sorprese e due ritiri

Prima metà di Dakar 2022 con GasGas/KTM all'attacco, come dimostra la top 3. Yamaha e Honda inseguono, qualche sorpresa e due ritiri. Il punto sui top riders.

8 gennaio 2022 - 12:58

Con il mini-percorso di ieri va in archivio la prima metà della Dakar 2022. Sei tappe completate non senza svariati intoppi, come ad esempio le forti piogge che hanno portato a cambiamenti in corsa. Più qualche problema organizzativo che ha coinvolto anche uno dei nostri piloti, senza dimenticare la sicurezza rafforzata dopo quanto capitato prima del via della competizione (i dettagli). Per il momento il Rally Raid va avanti, oggi è giornata di pausa per ricaricare le energie, sistemare le moto e prepararsi per la parte più importante dell’evento. Intanto rivediamo come sono messi i piloti che possono aspirare al trionfo finale.

GasGas/KTM all’attacco

In testa alla classifica generale troviamo Sam Sunderland. Il vincitore dell’edizione 2017 in America Latina, è alla sua nona Dakar, anche se in cinque occasioni ha dovuto lasciare per cadute o guai meccanici. Al momento vanta due podi, uno nella 2^ tappa e l’altro ieri dietro al compagno di squadra Daniel Sanders. Quest’ultimo ha chiuso 4° e best rookie nella scorsa edizione, ma finora si è già preso le vittorie di prologo e due tappe, con un incidente “di faccia” giovedì (ecco cos’è successo) ed una spalla lussata nella 5^ tappa. Problemi non da poco, ma il talento australiano continua ad essere costantemente nelle zone alte. Attualmente è 3° in classifica generale, ma tra i due ragazzi GasGas/KTM c’è il primo pilota del team ufficiale di Mattinghofen. Matthias Walkner.

Vincitore 2018, al via acciaccato per un infortunio ad un polso accusato ad inizio dicembre, è a poco più di due minuti dal capoclassifica con vari piazzamenti sul podio, un’ottima posizione per dire la sua. Chi decisamente si aspettava una partenza migliore è nientemeno che il campione in carica, Kevin Benavides. Lasciata Honda, è ora al via con KTM: si aspettava un inizio migliore in difesa del titolo, ma ci sono ancora sei intese tappe da disputare. Del “dream team”, Toby Price è quello più indietro: due volte vincitore, deve fare i conti con una sanzione di sei minuti per eccesso di velocità ricevuta nella 5^ tappa. L’esperto australiano, 12° nella generale, cerca il riscatto dopo il prematuro finale nel 2021 per caduta con svariati infortuni.

Honda, Yamaha e gli altri

La casa dei tre diapason ha perso uno dei suoi ragazzi di punta, come diremo in seguito, ma c’è un Adrien Van Beveren che chiude la prima parte di Dakar in quarta piazza a poco meno di otto minuti dal capoclassifica. Dopo il ritiro in toto nel 2021 per tanti problemi meccanici, Yamaha vuole essere della partita, così come certo l’esperto pilota francese. Accanto a lui c’è Andrew Short, appena fuori dalla top ten in classifica generale. Passiamo a Honda, che ha vinto le due edizioni disputate in Arabia Saudita e punta decisamente a continuare il periodo vincente, anche se appare un po’ più difficile. Il migliore al momento è Pablo Quintanilla, uno dei piloti Leggenda della Dakar, che occupa la 5^ posizione a +17:44 da Sunderland. Fuori dalla top ten per ora sia Ricky Brabec (vincitore 2020) che ‘Nacho’ Cornejo, ancora tutti interi a differenza di Barreda, come diremo in seguito. C’è poi Lorenzo Santolino a guidare la truppa Sherco con il suo sesto posto provvisorio a +18:22 dal capoclassifica, seguito a ruota da un’altra Leggenda. Dodici Dakar alle spalle, 2° nel 2016, Stefan Svitko sta disputando una corsa molto solida che gli vale il momentaneo 7° posto.

Le sorprese

Tolto Petrucci e la sua storica vittoria di tappa, non sono mancati altri nomi “nuovi” nelle zone alte. Iniziamo con Joaquim Rodrigues ed il suo emozionante trionfo, con un occhio al cielo. È il cognato del compianto Paulo Gonçalves, il suo team Hero è lo stesso con cui stava correndo l’esperto pilota prima dell’incidente fatale nel 2020. “Abbiamo vinto insieme, io e lui” è stato il commento di Rodrigues dopo quel suo primo successo, il primo anche per il marchio indiano. C’è stata poi la festa Sherco con un altro pilota portoghese, Rui Gonçalves, 3° miglior rookie del 2021 ed al suo primo piazzamento sul podio in occasione della 4^ tappa. “La squadra sta facendo un grandissimo lavoro, il risultato è per tutti i ragazzi” aveva detto l’esperto crossista. Non dimentichiamo poi Mason Klein, californiano pupillo di Skyler Howes, al debutto assoluto ed attualmente 10° in classifica generale. Al via con BAS KTM, ha già messo a referto il suo primo podio, precisamente nella 3^ tappa dietro a Rodrigues e Price, ma è quasi diventato una presenza fissa tra i primi 10.

Ritiri e dubbi

Due dei ragazzi di punta hanno dovuto concludere anzitempo la propria Dakar. Il primo è stato Skyler Howes, pilota di punta Husqvarna factory, incredibilmente in top ten al traguardo nella 5^ tappa nonostante un violento incidente in cui ha picchiato forte la testa, tanto da non ricordare nulla dell’accaduto. Una volta arrivato ha cominciato a sentirne le conseguenze: nessun infortunio serio, ma la sua corsa si è conclusa. Non è andata meglio a Ross Branch, pilota Yamaha e fiero rappresentante del Botswana, certo uno dei ragazzi da seguire per questa edizione che sfortunatamente si è chiusa prima del previsto. All’inizio della sesta tappa ecco una brutta caduta che l’ha lasciato piuttosto dolorante, per poi rilevare la frattura della gamba destra. Dubbi poi per Joan Barreda: un incidente nella tappa 5 ha portato alla frattura della clavicola sinistra. La Leggenda di casa Honda, con due vittorie di tappa finora, ha stretto i denti ieri, ma vedremo se domani riuscirà a ripartire ed a continuare la sua corsa.

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Foto: Instagram-Sam Sunderland

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