BSB 25

BSB 25: 2002, Steve Hislop finalmente Campione

Nelle celebrazioni del BSB 25 si arriva alla stagione 2002 del British Superbike con Steve Hislop finalmente Campione con Monstermob Ducati e tempi... da MotoGP!

1 aprile 2021 - 12:15

BSB 25. Con questa sigla, il British Superbike festeggia il suo 25esimo anniversario, traguardo importante per un campionato in grado di ritagliarsi un ruolo importante nel motociclismo: per la sua natura, per uno show entusiasmante offerto ogni weekend di gara, per le sue storie e personaggi. Proseguendo il nostro racconto dei primi 25 anni di storia del BSB, siamo giunti al 2002. Una stagione che ha finalmente incoronato in Steve Hislop il suo Campione, capace persino di viaggiare sui riferimenti cronometrici dei prototipi MotoGP 990cc!

VIA LIBERA ALLE 1000

Sotto il profilo tecnico-regolamentare, la stagione 2002 viene ricordata come la prima nella quale il British Superbike ha precorso i tempi, sancendo l’inizio di un trend tuttora in voga. In anticipo rispetto al Mondiale di categoria, il BSB apre infatti alle 1000cc 4 cilindri, mossa volta a scongiurare la supremazia delle bicilindriche (leggi Ducati) emersa nel 2001. Sulla scia di questa innovazione regolamentare e la concomitante chiusura del team Reve Racing, il Campione in carica John Reynolds passa così al team Crescent Suzuki puntando sulle potenzialità della GSX-R 1000. I Ducatisti, con la nuova 998R Testastretta, restano tuttavia i piloti da battere, schierati addirittura da tre team di assoluto valore. Monstermob PBM riconferma un Steve Hislop chiamato al riscatto dopo il fattaccio di Rockingham 2001, mentre il team Renegade punta sull’esperienza di Michael Rutter e la “fame” di un giovane Shane Byrne, miglior privato della passata stagione. Sulle ceneri del pluri-decorato Reve Racing, scomparso in seguito alla dipartita del main sponsor Red Bull, nasce il team IFC. Con una storia tutta da raccontare…

SI PARTE A SILVERSTONE

Il BSB 2002 prende il via sul tracciato “International” di Silverstone ed è proprio il team IFC Racing il più chiacchierato della vigilia. A corto di budget, la squadra diretta da Ray Stringer si presenta ai box soltanto il giovedì pre-evento con le due Ducati di bianco vestite, immacolate da sponsor. Una mossa da “all-in“: ben figurare con Sean Emmett e Paul Brown nel fine settimana, cercando di convincere qualche sponsor a supportare la causa per il prosieguo della stagione. Più che un azzardo, una… favola! Lo stesso Emmett, tra lo stupore generale, trionfa in Gara 1, totalizzando 41 punti nelle due manche. Una scommessa vinta, il tutto in una giornata dove il mattatore resta il preannunciato favorito Steve Hislop. Al secondo posto di Gara 1, “Hizzy” fa seguire una dominante affermazione in una seconda contesa inframezzata da una bandiera rossa, resasi necessaria in virtù del pauroso schianto di John Crawford. E le 1000cc? Un secondo ed un terzo posto rispettivamente per Reynolds (Suzuki) e Plater, quest’ultimo con la Yamaha R1 vestita con i colori Virgin Mobile.

LA PRIMA DI SHAKEY

Il formidabile avvio di Steve Hislop viene ribadito dalla doppietta conseguita nel secondo round disputatosi a Brands Hatch Indy, ritrovandosi con i punti maturati nel successivo evento di Donington Park già a +23 in campionato. L’appuntamento dell’East Midlands, tuttavia, viene ricordato tra le pietre miliari nella storia del BSB. La ragione? La prima di 85 vittorie di Shane Byrne. Passato al team Renegade Ducati dopo il riconoscimento di miglior pilota privato del 2001, “Shakey” in data 28 aprile 2002 sale sul gradino più alto del podio in una pirotecnica Gara 1.

La prima vittoria di Shakey

Resistendo agli assalti di uno scatenato Steve Plater, Byrne dà prova del suo valore alla prima effettiva occasione di carriera con una moto vincente. Una giornata storica per il BSB, da sogno per il team Renegade che piazza un sensazionale 1-2 in una (piovosa) seconda manche con Rutter a precedere lo stesso Byrne.

LOTTA APERTISSIMA

Prossimi all’estate, la stagione 2002 entra nel vivo. Ad Oulton Park, teatro del quarto round, Hislop domina Gara 2, ma di fatto si trova impossibilitato a ripetersi nella seconda. Trascorsi pochi giri, in pieno ingresso della Cascades, la Suzuki GSX-R 1000 di Reynolds lascia olio in piena traiettoria innescando una maxi-carambola. In un sol colpo, coinvolti il suo compagno di squadra Karl Harris (infortunatosi alla mano sinistra), Dean Ellison e Gary Mason. Un giovane Stuart Higgs, già direttore di gara, concede a tutti i piloti qualche giro di ricognizione per verificare le condizioni della pista, prima di propendere per l’inevitabile conclusione prematura della contesa con Rutter vincitore e l’assegnazione di metà punteggio. Archiviata questa pazza Gara 2, il BSB si trasferisce a Snetterton dove succede di tutto. Nella prima manche Byrne centra il compagno di squadra Rutter in fondo al Bentley Straight, si registrano due interruzioni con bandiera rossa (in entrambe le gare) e c’è il nostro Giovanni Bussei al via, convocato da Crescent Suzuki in sostituzione dell’infortunato Karl Harris. Il torinese sarà 7° e 11° nelle due manche vinte da Sean Emmett, il quale dimezza il proprio gap in campionato da 34 a 17 punti a vantaggio di Hislop.

Spettacolari lotte a Brands Hatch

La successiva trasferta a Brands Hatch GP consegna due gare entrate nella storia della Superbike d’oltremanica. Nella prima manche, con Emmett KO per un problema tecnico e Hislop soltanto dodicesimo, John Reynolds regala alla Suzuki GSX-R 1000 vestita con l’iconica livrea Rizla la prima vittoria. Sfiorerà il bis in un’emozionante Gara 2, vissuta con una serie di 7 sorpassi-e-controsorpassi all’ultimo giro. Al culmine di questo confronto leggendario, Emmett riuscirà a spuntarla per soli 32 millesimi su Hislop con Rutter terzo e JR addirittura giù dal podio. Insomma, il solito BSB…

CAMPIONATO RIAPERTO

Il buon momento di Sean Emmett trova conferma nei successivi due round dove riesce a portarsi a -11 da Hislop in campionato. Proprio ad Hizzy ne succedono di tutti i colori. A Rockingham, dove perse il titolo 2001 e si infortunò pesantemente, può nulla nei confronti di un incontenibile Michael Rutter, ritrovandosi giù dal podio di Gara 2 per un proprio errore.

Hislop e Reynolds festeggiano sul podio

Si arriva così a Knockhill dove il pubblico amico lo spinge fino ad una trionfale Gara 1, ma nella seconda accusa un pesante zero. Leader all’ingresso del conclusivo Real Radio Hairpin, Rutter lo centra consegnando la vittoria ad un sorpreso Shane Byrne con Sean Emmett terzo. Il motociclista scozzese la prende con filosofia, tanto da concedere persino un passaggio a Rutter per tornare ai box, ma sono soltanto 11 i punti di vantaggio nella generale.

HISLOP PRENDE IL LARGO

La svolta della stagione si registra in occasione del nono round sul velocissimo tracciato di Thruxton. Più che in pista, ai box. Il team IFC Racing, presentatosi al via della stagione con problematiche di budget, chiude definitivamente i battenti. Senza soldi, senza più nemmeno le moto, senza la possibilità di lottare per la leadership di campionato, distante soltanto una decina di punti. Una situazione drammatica da un punto di vista sportivo con Sean Emmett “ripescato” dal team Virgin Mobile Yamaha, con Rob McElnea che decide di affidargli una terza R1 per continuare a cullare il sogno-titolo. All’esordio con la 1000 di Iwata è due volte terzo, ma di fatto saranno soltanto due dei quattro podi totalizzati da quel momento in avanti.

Steve Hislop (2) seguito da Sean Emmett (3)

Con Emmett che, di fatto, dà addio ai suoi sogni di gloria, Hislop prende il largo. A Thruxton totalizza 45 punti, subendo tuttavia in Gara 2 la beffa in volata per soli 43 millesimi da un Shane Byrne sempre più protagonista. Nella successiva trasferta di Cadwell Park il pluri-vincitore del TT fa bottino pieno, mettendo a segno una doppietta senza discussioni e concretizzando l’effettiva fuga-campionato. Con 3 round e 6 gare ancora da disputarsi, sono 43 i punti di margine rispetto ad Emmett, con Rutter potenziale avversario più insidioso.

HISLOP CAMPIONE

Questo vantaggio supera abbondantemente i 50 punti nel successivo evento di Oulton Park dove Hislop vince Gara 1, mentre nella seconda sconta un ritiro per uno dei pochi problemi riscontrati alla sua 998 R. Per “Hizzy” la pratica-campionato sembra una mera formalità, ma diverse insidie si presentano lungo il cammino. In quel di Mallory Park corre sulla difensiva lasciando a Rutter (ormai più diretto inseguitore) e Plater le vittorie, chiudendo i giochi soltanto nel conclusivo atto di Donington Park. Festeggiando… con gli interessi.

Da sinistra Plater, Hislop e Rutter

Accontentandosi del terzo posto di Gara 1, Steve Hislop coronerà una stagione straordinaria con la conquista del primo ed unico titolo BSB in carriera. Un traguardo inseguito da tempo che, per l’allora 11 volte vincitore del TT, sembrava un vero e proprio tabù. L’eroico motociclista scozzese, che ci lascerà pochi mesi più tardi per un tragico incidente in elicottero, sarà inoltre artefice del primo hurrà nel BSB del pluri-titolato team di Paul Bird, impreziosendo un formidabile 2002 con una prestazione da… extra-terrestre! In Superpole, con il crono di 1’31″627, viaggerà sui riferimenti della MotoGP, non distante dall’1’31″563 valso la pole a Valentino Rossi in sella alla Honda RC211V ufficiale…

CLASSIFICA FINALE BSB 2002

1- Steve Hislop – Monstermob Ducati UK – Ducati 998 R – 452

2- Michael Rutter – Team Renegade Ducati – Ducati 998 R – 407.5

3- Sean Emmett – Virgin Mobile Aiwa Yamaha – Yamaha YZF R1 – 379

4- Shane Byrne – Team Renegade Ducati – Ducati 998 R – 294.5

5- Steve Plater – Virgin Mobile Aiwa Yamaha – Yamaha YZF R1 – 286

6- John Reynolds – Rizla Suzuki Crescent – Suzuki GSX-R 1000 – 283.5

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