BSB 25

BSB 25: 2001, John Reynolds vs Steve Hislop per il titolo

Nelle celebrazioni del BSB 25 si arriva alla stagione 2001 del British Superbike con il successo di John Reynolds dopo un intenso duello con Steve Hislop.

19 marzo 2021 - 19:12

BSB 25. Con questa sigla, il British Superbike festeggia il suo 25esimo anniversario, traguardo importante per un campionato in grado di ritagliarsi un ruolo importante nel motociclismo: per la sua natura, per uno show entusiasmante offerto ogni weekend di gara, per le sue storie e personaggi. Proseguendo il nostro racconto dei primi 25 anni di storia del BSB, siamo giunti al 2001. Una stagione vissuta nel segno del duello tra John Reynolds e Steve Hislop, vincitori di 12 manche a testa (24 in due delle 26 disputate…), con la lotta per il titolo risoltasi in un rocambolesco contatto in quel di Rockingham.

RIVOLUZIONE IN GRIGLIA

Superata un’indimenticabile stagione 2000, nel British Superbike si registra una rivoluzione in griglia. I duellanti Neil Hodgson e Chris Walker passano rispettivamente ai mondiali Superbike e 500cc, lasciando a diversi “veterani” il ruolo di potenziali favoriti. John Reynolds, a sua volta in lizza per il titolo 2000, resta in Reve Red Bull Ducati con accanto Sean Emmett. Le 996 ex-GSE passano altresì sotto la gestione del neonato team Monstermob Ducati di Paul Bird con Steve Hislop pilota di punta. In Virgin Mobile Yamaha si punta tutto su James Haydon, mentre Kawasaki UK affida le ZX-7R alla struttura di Simon Buckmaster con Steve Plater e Michael Rutter in sella. Complessivamente sono 9 le moto factory ai nastri di partenza, Suzuki compresa. Il team Crescent, sfumato a 5 giri dal termine della stagione il titolo 2000 con uno spaziale Walker, limita l’impegno ad una sola GSX-R 750 per lo scozzese John Crawford.

VIA A DONINGTON

La stagione 2001 parte dove si era conclusa quella precedente, ovvero a Donington Park. John Reynolds, tutt’uno con la Ducati 996 vestita con i colori Red Bull, monopolizza la scena. Strepitosa pole in qualifica, doppietta nelle due gare, con differenti modalità: domina la prima, vince la seconda dopo un intenso duello uno scatenato James Haydon. In un sol colpo JR lascia l’East Midlands a punteggio pieno in classifica e già a +17 rispetto al più diretto inseguitore Steve Hislop, sfruttando l’altalenante weekend vissuto dai suoi avversari, pasticcioni tra una manche e l’altra. L’unico costante nel rendimento risponde al nome di John Crawford, due volte terzo, conquistando un insperato doppio-podio per le velleità Crescent Suzuki.

VANTAGGIO REYNOLDS

Capitano dello squadrone Reve Red Bull Ducati di Ben Atkins con Roger Marshall team manager, Reynolds si rende protagonista di un superlativo inizio di stagione. Alla doppietta di Donington fa seguire l’affermazione di Gara 1 a Silverstone, ritrovandosi tuttavia battuto nella seconda corsa da Steve Hislop. Un bottino di successi arricchito nella successiva trasferta di Snetterton dove mette nuovamente tutti in riga. Con 4 vittorie in 5 gare e soli 5 punti lasciati per strada, il sempreverde John si ritrova con 27 lunghezze di margine su Hislop dopo 3 round. Come sempre nel BSB, mai dire mai…

IL RITORNO DI STEVE HISLOP

Conclusa la stagione 2000 con un grave infortunio al collo rimediato nella wild card mondiale di Brands Hatch, Steve Hislop aveva vissuto un inverno difficile. Una prolungata riabilitazione, incertezze legate alla sua nuova avventura con il neonato team Monstermob Ducati di Paul Bird. OK: la sua Ducati 996 è la stessa moto campionessa in carica con Neil Hodgson, ma quasi senza test il 2001 presentava non poche incognite. Dubbi spazzati via nel prosieguo della stagione, con il protagonista del TT alla sua migliore stagione da diversi anni a questa parte. Riassaporato il gusto della vittoria a Silverstone, tra Oulton Park e Brands Hatch GP si registra la svolta.

Hislop vs Reynolds ad Oulton Park

Ad Oulton Park domina e mette a segno la prima, personale doppietta in carriera nel British Superbike, dominando letteralmente la scena. Pochi giorni più tardi a Brands Hatch, proprio dove rimediò l’infortunio al collo, si ripete e, sfruttando il ritiro per problema tecnico accusato in Gara 2 da Reynolds, conquista la leadership di campionato a +13. Un bel momento per Hizzy in un weekend dove si mette in mostra un “tale” Shane Byrne. Con una privatissima Suzuki GSX-R 750 è quarto in Gara 2, il tutto con una squadra (Performance House) senza budget e dal prosieguo di stagione incerto.

HIZZY VOLA

Il buon momento di Hislop viene riconfermato nei successivi due eventi previsti dal calendario. A Thruxton, nel primo weekend effettivamente aperto a più pretendenti alla vittoria, vige un sostanziale pareggio con un successo a testa tra i due pretendenti al titolo. All’epoca 11 volte vincitore al TT, Hislop mette a segno una perentoria doppietta ad Oulton Park, inventandosi una magia su Reynolds all’ultimo giro di Gara 2 in piena salita della Clay Hill. Un sorpasso tuttora ricordato tra i più belli nella storia del British Superbike, in quella circostanza funzionale ad una prima “mini-fuga” del portacolori PBM Ducati in campionato: 20 punti tondi tondi su JR.

REAZIONE REYNOLDS

La reazione di Reynolds non si fa attendere. Si corre a Knockhill e, in casa di Hislop, conquista la vittoria nelle due gare, sfruttando qualche sbavatura del beniamino scozzese. Favori del pubblico, in quella suddetta circostanza, condivisi con il clamoroso ed occasionale ritorno in gara di Niall Mackenzie, al via con una seconda Crescent Suzuki per congedarsi nel migliore dei modi dal motociclismo. Il tri-Campione BSB eccelle e non poco in questa sua partecipazione “spot“: segna il secondo tempo in Superpole e, nelle due gare, conclude quinto e quarto davanti al titolare John Crawford. Il pubblico di Knockhill gli concede una meritatissima standing ovation, ma non sarà l’ultima esibizione di Mackenzie in pista: lo rivedremo, questa volta sì per l’ultima volta, in azione due anni più tardi…

HISLOP VERSO IL TITOLO?

La sconfitta patita in casa non desta preoccupazioni a Steve Hislop. Al successivo round di Cadwell Park conquista la doppietta, mentre in quel di Brands Hatch Indy pareggia i conti in termini di vittorie nel weekend proprio con Reynolds. Le distanze tra i due in campionato restano di 20 punti, tesoretto incrementato a 25 lunghezze in quel di Mallory Park, potenziale svolta della stagione. Nelle qualifiche, Reynolds incappa in una rovinosa caduta e, suo malgrado, si infortuna alla caviglia sinistra. Stringendo i denti sigla la provvisoria Superpole, ma la comparsa della pioggia cancella la sessione assegnando d’ufficio la pole proprio ad Hislop. Uno stoico Reynolds porterà a termine le due gare vincendo clamorosamente la prima e, stremato, sarà soltanto quinto nella seconda, lasciando Mallory Park con 25 punti da recuperare e 4 manche ancora da disputarsi.

IL FATTACCIO DI ROCKINGHAM

Per il penultimo appuntamento di una stagione articolata su 13 round (26 gare), il British Superbike scopre l’impianto di Rockingham, costruito a tempi di record per ospitare la Formula CART americana. Si corre chiaramente sull’infield ricavato dal triovale, in condizioni al limite dovute alla pioggia. La prima manche, con l’asfalto a dir poco scivoloso, è apertissima, ancor più dopo l’ingresso della Safety Car per la rovinosa caduta di Crawford. Reynolds e Hislop si ritrovano ai primi due posti e, al successivo restart, si registra l’episodio decisivo di tutta una stagione. Reynolds, come ammetterà successivamente, sbaglia una marcia con Hislop che non lo può evitare: centra in pieno la Ducati #3, ma sarà proprio Steve ad avere la peggio. Cade rovinosamente fratturandosi la gamba destra e, di fatto, la sua stagione finisce qui.

Il contatto tra Hislop e Reynolds

La direzione gara espone doverosamente la bandiera rossa per una prima manche che riparte in un’atmosfera surreale, senza Hislop e con il campionato apparentemente già deciso. Reynolds si accontenta di un terzo ed un secondo posto nelle due manche, lasciando le vittorie al compagno di squadra Sean Emmett e Michael Rutter. “The Blade“, nonostante le problematiche Kawasaki (economiche ed organizzative, cambiando 3-squadre-3 nel corso della stagione), riesce nell’impresa di spezzare l’egemonia di successi Ducati nel corso della stagione. Vincendo Gara 2 diventa infatti l’unico pilota non-Ducati a salire sul gradino più alto del podio in 26 gare…

REYNOLDS CAMPIONE

Si arriva così alla finalissima di Donington Park con Steve Hislop fuori gioco per infortunio e John Reynolds virtualmente già Campione. Per legittimare il titolo ed onorare un 2001 da incorniciare, vince le due gare e pareggia i conti proprio con lo sfortunatissimo Hizzy: 12 vittorie a testa, ma il titolo è di JR. Il primo personale nel British Superbike, ma di fatto il secondo alloro britannico dopo la precedente affermazione del 1992. Questa volta a ben 38 anni e con il team Reve Red Bull Ducati, finalmente in grado di massimizzare con l’originario di Nottingham il superlativo pacchetto-tecnico a disposizione. Ducati fa festa con 25 vittorie in 26 gare, la top-3 di campionato con (nell’ordine) Reynolds, Hislop ed Emmett. Aspettando la rivoluzione regolamentare ventilata per il 2002, tra le note liete della stagione spicca un giovane Shane Byrne. Con una Suzuki GSX-R 750 del team Performance House, “Shakey” conquista il titolo tra i privati e, meritatamente, una moto ufficiale per l’anno venturo.

CLASSIFICA FINALE BSB 2001

1- John Reynolds – Reve Red Bull Ducati Team – Ducati 996 – 536

2- Steve Hislop – Monstermob Ducati – Ducati 996 – 475

3- Sean Emmett – Reve Red Bull Ducati Team – Ducati 996 – 326

4- James Haydon – Virgin Mobile Aiwa Yamaha – Yamaha R7 – 316

5- Paul Brown – Motorola Ducati – Ducati 996 – 264

6- Michael Rutter – Transatlantic Finance Kawasaki – Kawasaki ZX-7R – 256

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