Omaggio al Tourist Trophy: Daniel Ingham ha completato quel giro che non ha mai finito

Storie di Moto
venerdì, 28 agosto 2026 alle 18:16
Tourist Trophy: Daniel Ingham l'ultimo mezzo giro al TT
Helayna è la moglie di Daniel Ingham, pilota britannico morto durante le prove del Tourist Trophy di quest'anno. Oggi, spenti i motori delle ultime gare dell'anno sul famigerato Mountain Course, ha reso omaggio al marito ultimando insieme ad un gruppo di amici e appassionati quell'ultimo giro che Daniel purtroppo non ha mai concluso.
Daniel Ingham aveva 33 anni e aveva debuttato sul circuito stradale più veloce e terribile dieci anni fa, ad un'età molto acerba per un road racer. Per anni aveva gareggiato nel Manx GP, l'evento di fine stagione riservato ai debuttanti e agli amatori: i migliori si conquistano il passaporto per il Tourist Trophy, la madre di tutte le corse su strada. Ingham era arrivato all'apice nel 2024, vincendo il Senior Manx GP, cioè la competizione più importante. Nella foto d'apertura lo vediamo festeggiare quel traguardo insieme al team e alla sua famiglia: la moglie Helayna e i piccoli Joey e Phoebe. Se chiami il tuo primogenito come uno dei miti del TT, Joey Dunlop, fuoriclasse anni '90 con 24 trionfi all'attivo, significa che c'è una strada tracciata davanti.

Quel maledetto mercoledi 

Ormai ci aveva corso tante volte sul Mountain Course. Daniel Ingham era un pilota esperto e sapeva benissimo che quando viaggi a oltre 210 chilometri all'ora di media fra marciapiedi, rocce e villaggi il sottile fra l'ebbrezza del rischio e l'irreparabile diventa sottilissimo. L'esperienza al TT è decisiva, ma non ti salva se qualcosa gira storto. Mercoledi 27 maggio, mentre era impegnato nelle qualifiche Superbike, Daniel Ingham ha perso il controllo a Doran Bend, una delle curve più insidiose. Si trova a circa 8 miglia dalla partenza di Douglas, poco oltre Ballacrane e a ridosso del primo intermedio di Glen Helen. Questo tratto anticamente si chiamava Balling Bridge, ma prese il nome di adesso perchè un pilota famoso degli anni '50, Bill Doran, vi ebbe due terribili incidenti, nel 1950 e 1952. Nel secondo si ruppe la gamba destra, sopravvivendo miracolosamente. Daniel Ingham non ha avuto la stessa fortuna.

Il TT è un segno identitario 

Helayna ha voluto a tutti i costi che quel giro maledetto avesse una fine, per questo ha accompagnato le ceneri del marito fino al traguardo. Tanti, in Italia, ogni volta che un pilota muore al TT si chiedono che senso abbia, in questa epoca, sacrificare la vita per una moto, una gara, una coppa. La domanda riecheggia tante volte, perchè i lutti al Mountain Course non sono la fatalità, ma una tragica costanza. Quest'anno l'Isola di Man, oltre a Daniel Ingham, si è portata via anche lo svizzero Mauro Poncini e il britannico Sam Naughton, scomparsi proprio pochi giorni fa, durante le prove del Manx GP. Ma le gare su strada continuano e continueranno, perchè sono l'identità di una numerosissima popolazione di piloti e appassionati. Tutti conoscono i rischi e l'accettano, con ineluttabile spirito d'appartenenza: anche le mogli, le madri e i figli.
Ecco perchè, in una giornata di fine agosto, Daniel è finalmente arrivato al traguardo, insieme a chi gli voleva bene.
Daniel Ingham
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