Nel 2010 lavoravo come addetta stampa di una squadra riminese, una delle più prestigiose a livello nazionale. Lanciare giovani talenti era la missione di Stefano Morri, figlio di Giuseppe, uno dei mitici fondatori della Bimota. Ad inizio stagione scrissi questa nota stampa per annunciare l'ingaggio di un pilota quasi debuttante, sul quale il team riponeva ottime speranze. Si chiamava Luca Salvadori.
"Il Bike Service Racing Team anche quest’anno cercherà di lanciare una nuova giovane promessa nel Campionato Yamaha R6 Cup e il pilota scelto è il diciassettenne milanese Luca Salvadori, un ragazzo veloce, simpatico, determinato, serio e professionale. A fine 2009 ha già partecipato ad alcune gare con il Bike Service Racing Team mostrando ottime potenzialità, gli manca solo un po’ di esperienza e quest’anno cercherà di accumularne il più possibile".
Luca non era ancora uno youtuber, un content-creator ma semplicemente un ragazzino milanese educatissimo, in certi frangenti quasi timido. Per iniziare la carriera motociclistica aveva scelto una tra le squadre più importanti a livello nazionale in quegli anni. Lui sapeva che sarebbe stata una sfida difficile. "Nella R6 Cup il Bike Service in passato ha schierato piloti molto forti, da Roccoli a Tamburini, cercherò di raccogliere la loro eredità ma questa cosa non mi spaventa, anzi, mi galvanizza. Spero di fare una buona stagione e di lottare con i primi" aveva detto alla presentazione della squadra. Nel 2010 Luca Salvadori si era poi classificato 11esimo assoluto e 2° tra gli Under 18 nella R6Cup e in quegli anni il livello del campionato era altissimo. Aveva anche debuttato a livello internazionale nell'Europeo Stock 600 ad Imola conquistando i suoi primi punti stagionali.
Luca Salvadori degli esordi era uno studente con una grandissima passione per i motori. L'anno dopo era rimasto al Bike Service ed aveva deciso di partecipare a tutto l'Europeo Superstock 600 e al CIV in quella stessa categoria. Doveva essere l'annata del salto decisivo, invece fu avara di risultati. Così Luca aveva deciso di cambiare squadra.
Ai ragazzi e le ragazze del Bike Service, compresa me che facevo l'addetta stampa, aveva lasciato il ricordo di un ragazzo estremamente serio ed educato. In quel periodo era difficile, anzi, impossibile pensare che sarebbe poi diventato un bravissimo content-creator, il più noto e seguito nel suo campo. Le nostre strade poi si erano divise. Talvolta ci si perde di vista per poi incontrarsi di nuovo.
Luca Salvadori: l'inizio la fine
Negli anni le nostre strade oi sono sfiorate ma mai realmente incontrate. In questo 2024 ero tornata a sentirlo regolarmente. Corsedimoto segue da sempre anche i campionati cosiddetti minori e la partecipazione di Luca Salvadori, per la prima volta, al CIVS, cioè il campionato italiano di velocità in salita, ci aveva coinvolto molto. Seguire Luca nella sua prima avventura nelle gare su strada affascinava i lettori e chi lo seguiva su YouTube, ma anche noi che raccontavamo le sue vittorie. Salvadori al CIVS, cioè una serie di nicchia per super appassionati, era un mix strano e affascinante. Un pilota comunque famoso e seguitissimo a sfidare gli specialisti delle road races su percorsi inerpicati su colline e montagne.
La vittoria più bella
La settimana scorsa lo avevo sentito per raccogliere il suo commento sulla vittoria al National Trophy . Venerdì scorso gli avevo chiesto un' opinione sul circuito di Cremona in cui aveva conquistato una bellissima vittoria sotto la pioggia. Il prossimo week end sulla pista lombarda arriverà il Mondiale Superbike, qualche big durante i test ha storto un pò la bocca ma il giudizio di Luca Salvadori era stato, come sempre, qualificato e graffiante: "Tutte scuse, la pista è piccola ma sicura". L'ultima volta che mi ha risposto era molto indaffarato nella preparazione della gara IRRC di Frohburg, cui teneva molto. Lo avevo distolto dal suo obiettivo ma era stato disponibilissimo, come sempre del resto.
Ecco, la disponibilità: questa è la nota di Luca che mi ricordo con maggior piacere. Non era gentile solo con i giornalisti, ma anche coi tifosi. La gente impazziva per lui. All'EICMA, il salone della moto a Milano, i ragazzini facevano più selfie con lui che con i piloti di MotoGP. Aveva conquistato il cuore e di migliaia di persone. Luca ha vinto tante gare, ma conquistare l'amore della gente è stato senza dubbio il suo successo più bello.