In circa due anni il Circuito Internazionale di Aprilia sta piano piano rinascendo. Merito di Natale Putortì e del socio Marco Poma (entrambi genitori di due giovani piloti), che hanno rilevato la proprietà della pista e, mossi dalla passione per le due ruote, hanno messo tutto l'impegno possibile per rigenerarlo. Il picco, ovvero il maggior riconoscimento arrivato per la nuova gestione, al momento è stato il 5° e penultimo round del CIV Junior 2024, spostato in corsa dalla pista di Viterbo al tracciato in provincia di Latina.
Purtroppo qualche intoppo c'è stato, non dovuto all'organizzazione bensì ad un guasto ENEL, a cui è stato posto rimedio solo ore dopo. Putortì però proprio lo scorso weekend, 4° evento CIV Junior, ha potuto celebrare con commozione la tripla vittoria del figlio Daniel, alias "Pedrosino", in FIM MiniGP Italy Series Ohvale 160, in trionfo nella Sprint del sabato e nelle due gare di domenica. Tornando al circuito di Aprilia, conoscete la storia della sua ripartenza? Ce la siamo fatta raccontare, l'intervista.
Natale Putortì, quand'è nata la tua passione per le moto?
È nata da piccolo, l'ho sempre coltivata ed è cresciuta nel corso degli anni. Quand’ero un po’ più giovane ho anche corso a livello amatoriale. Nella vita quotidiana però io mi occupavo completamente di altro, sono sempre stato nel commercio. Con la nascita di mio figlio abbiamo cominciato a girare con le minimoto per varie piste, quindi la passione ha cominciato a farsi sentire un’altra volta.
Quando hai iniziato ad interessarti al circuito di Aprilia?
Un giorno c’è stata la possibilità di parlare col proprietario dell’impianto. Mi era arrivata voce che lo voleva dar via. Vivendo a Roma, mi sono quindi avvicinato al proprietario per capire cosa voleva fare. La prima cosa che ho visto è che non era solo una pista, ma c’era proprio un complesso: piscina all’aperto, piscina al chiuso, palestra… È un’ambientazione carina. Ci siamo messi a chiacchierare e abbiamo trovato un punto d’incontro con la proprietà. Questa pista, diciamolo, lavorava poco e niente, quindi nei weekend c’erano 3-4 moto, 3-4 kart… Nulla di che, deserta.
Un impegno però che non hai preso da solo.
No, l’abbiamo ripresa io e Marco Poma: quando mi sono accorto che la trattativa era molto grande l’ho chiamato. Suo figlio Lorenzo correva con mio figlio Daniel nelle minimoto, ci rispettavamo molto. L’ho chiamato, era contento e si era offerto di darmi una mano, ma io gli ho chiesto se voleva essere mio socio. In 10 minuti al telefono abbiamo fatto l’accordo. Ho venduto tutto quello che avevo e mi sono dedicato solo a questo, a quello che mi piace.
Una ripartenza non semplice.
Abbiamo trovato l'accordo il 1° luglio di due anni fa. Abbiamo riattivato il noleggio, abbiamo inserito in questo progetto anche Luca Fabrizio: la sua Academy allora era più piccola, ma ci siamo subito trovati ed è diventato un fratellino minore. Piano piano siamo cresciuti: abbiamo fatto enormi sacrifici, siamo aperti tutti i giorni e non c'è giorno in cui non venga in pista. Come sta crescendo il circuito di Aprilia?
La sala briefing non esisteva, né il rimestaggio o la segreteria... Non c'era nulla, abbiamo fatto tutto dopo. Soprattutto l'ambiente ha fatto la differenza: si sono creati gruppi di ragazzini in gamba, anche il ragazzino "stronzetto" è sempre stato messo a posto assieme agli altri... Si è creata una grande famiglia. Da lì abbiamo inserito il preparatore atletico Marco Di Marcello, diventato parte integrante del nostro progetto, e la scuola d'inglese, grazie alla collaborazione con la Pingu's English di Aprilia che due volte a settimana viene a fare i corsi. Facciamo i campus d'estate, tra piscina e allenamenti... C'è un bel movimento.
A livello di moto, com'è cambiata la situazione ad Aprilia?
Mio figlio aveva già corso nel 2023, chiudendo 2° in 110 al debutto. Da lì sono arrivati a me, abbiamo fatto una chiacchierata e hanno portato i Talenti Azzurri per tre giorni. Abbiamo poi iniziato a spingere con i lavori, la messa in sicurezza e tutto il resto, finché non ci hanno portato il CIV Junior. In due anni per noi è stato un momento incredibile, considerando che aiuti esterni non ne abbiamo mai avuti, è tutta farina del nostro sacco. Non è qualcosa che puoi spiegare, senza passione non puoi fare una cosa del genere! Anche perché essendo genitori e girando tante piste si riesce a capire cosa vuole la gente. Quando fai con passione tutto viene più facile. Certo non basta, bisogna crederci e farsi il mazzo, qualcosina esce fuori.
Com'era la pista quando l'avete rilevata?
L'asfalto non era messo male, anche se sui cordoli ad esempio non c'era tutto questo colore... Un po' alla volta abbiamo operato tante migliorie, poi s'è parlato molto in giro dell'ambiente che si era creato, della Academy, di come accoglievamo questo e quello. La Federazione Motociclistica Italiana ci ha dato una mano in questo. Non smetteremo mai di ringraziare sia Marzio Leoncini sia Simone Folgori per l'opportunità che ci hanno dato. Il mese scorso poi abbiamo fatto la Promo Race Cup, la Coppa Italia con i kart tre mesi fa... Piano piano stiamo crescendo.
Ci spieghi bene tutte le attività sulla pista di Aprilia?
Ne abbiamo tante, considerando che c'è anche l'impianto di irrigazione: i corsi di guida sicura in auto e delle ambulanze... Abbiamo anche la drifting academy, che ha la sua sede qui, o la scuola kart, la Academy di Luca Fabrizio che sforna tanti pilotini... Luca Lunetta adesso è nel Mondiale, ma non ha la patente e ancora lo passo a prendere per venire ad allenarsi ad Aprilia! Questo è l'ambiente che s'è creato. Le moto erano nate prima di tutto, ma solo dopo sono cresciute sempre di più.