Sempre al parco chiuso, anche al debutto in una nuova categoria.
Jacopo Cretaro,
campione Stock600 ESBK in carica, s'è subito preso un gran podio nel
primo round dell'Europeo Stock del FIM JuniorGP, nel quale è all'esordio con i colori SF Racing. Un finale davvero superlativo in un weekend partito tutto in salita e concluso invece in terza posizione a Estoril, dietro al vincitore Iker Garcia (Yamaha GV Racing) ed a Borja Gomez (Team Honda Laglisse). Un sorriso per cominciare la stagione, compensando anche il difficile inizio nel FIM EWC a Le Mans... Il suo racconto.
Debutto nell'Europeo Stock con podio! Ci racconti il tuo weekend?
Non è stato facile: non abbiamo fatto nessun test prima dell'inizio del campionato e il tempo a Estoril è sempre incerto. Diciamo che eravamo un passo indietro rispetto agli altri, non abbiamo avuto il tempo di provare molte cose e questo ha reso tutto un po' più complicato. Sabato però, tra le prove libere e la qualifica 1, abbiamo trovato un po' la quadra e poi abbiamo seguito quella strada anche in qualifica 2. È stato quello che ci ha "salvati".
Il momento peggiore del tuo primo round Stock?
Il sabato mattina, quando speri che tutto funzioni. Tra giovedì e venerdì avevamo fatto delle prove che non avevano funzionato, tra venerdì e sabato ne abbiamo fatte altre. E non è andata bene, abbiamo fatto ventesimi giusto prima della qualifica... Eravamo un po' troppo indietro, ma diciamo che ci stavano sia gli errori che metterci un po' di più. Abbiamo fatto fatica fino a sabato, poi in quel giorno stesso siamo riusciti a dare la svolta tra un turno e l'altro. Vuol dire che il team ha lavorato bene e questo aiuta tanto.
In cosa invece ti sei piaciuto?
Ho "mantenuto la calma" assieme al team. Non mi sono fatto prendere dal panico quando mi sono visto ventesimo sabato mattina, stesso risultato che facevamo dal venerdì. Sapevo che saremmo arrivati, non mi aspettavo il podio ma pensavo alla top 10.
Com'è stata la tua prima gara Stock nel JuniorGP?
Bella, mi sono divertito tanto! Anche se sono partito malissimo, credo per un po' di ansia: alla prima curva m'ha sfilato anche la lumaca per terra! [risata] Diciamo che me la sono presa con troppa calma, ma piano piano ho visto che il ritmo c'era. Già al primo giro sono riuscito a tornare abbastanza su, e poi me la sono giocata.
Ti saresti mai aspettato un podio?
Il podio è un risultato che non ti aspetti: cerchi sempre di metterlo in conto, ma in realtà non sai mai finché non inizia il weekend ufficiale di gara. Quando invece arriva e lo tocchi con mano... È molto diverso, è una bellissima sensazione! Poi a Estoril, su una pista bella, ma non tra le mie preferite.
Primo pensiero una volta tagliato il traguardo?
In quel momento è già tanto se ti accorgi dove sei! [risata] È una liberazione, ma al primo impatto non realizzi mai. Tagli il traguardo e per te è la fine di una "gara normale". Poi fai il giro, vai al parco chiuso, e lì inizi un po' a realizzare. In realtà però fino alla sera non realizzi davvero. Sono andato a mangiare e poi sono tornato in hotel: in camera ho fatto notte solo per riguardarmi 20 volte la gara! In quel momento ho iniziato a dire 'Però, è stato bello!' Prima o poi smetterò di rivedermi quella gara [risata]
Arrivi dalla Stock600 ESBK, com'è questa categoria Stock del JuniorGP?
Anche solo entrare nel paddock è fighissimo! Ti accorgi subito che l'atmosfera è un po' più "seria". Direi che è questa la maggiore differenza. Le regole sono più rigide, il livello in pista poi è molto alto. È uno stimolo in più, ad un pilota mette carica. A livello tecnico, alla fine è la moto con cui ho corso nel 2024, non la stessa identica moto ma più o meno siamo lì, la Stock non cambia molto. Un pensiero in meno.
Dovrai cambiare qualcosa nella tua preparazione?
Fortunatamente la preparazione che abbiamo fatto è buonissima. Nessun problema di stanchezza o di sensibilità in moto, si lavora sempre su tanti aspetti durante l'inverno, ma fino alla prima gara non sai mai a che punto sei. Va tutto benissimo, ci siamo preparati bene sia con Luca Fabrizio, in moto, che con Arturo Di Mezza, a livello fisico. Devo cambiare invece l'approccio mio al weekend di gare, mi sono accorto che devo riequilibrarlo.
È il tuo unico punto debole?
L'approccio porta poi tante cose di conseguenza. Come la prima staccata presa con molta calma, che magari la prossima volta eviterei! Ma ci sono anche altri aspetti, come il cambio di format delle qualifiche con Q1 e Q2. Le prove libere per me erano l'occasione per provare qualcosa, invece adesso non devi rischiare di rimanere in Q1. Il livello è altissimo e i posti sono solo quattro, rischi di rimanere fuori e quindi di partire molto indietro. Stavolta andata bene, ma bisogna stare attenti ad ogni minima cosa. Siamo partiti già bene, ora bisogna crescere.
Facciamo un passo indietro: un commento sul primo round FIM EWC a Le Mans?
Il weekend stava andando benissimo, ma le condizioni erano veramente difficili e io purtroppo sono scivolato al 9°-10° giro. Ho fatto un piccolo errore che s'è pagato caro. Ogni giro però vedevo qualcuno che cadeva! Tutti però nelle parti lente, io invece nella parte veloce... E nell'Endurance non ero mai caduto in gara, stavolta invece mi ha detto male. Un peccato perché abbiamo perso tanto tempo, ma col team avevamo fatto un ottimo lavoro e stavamo rimontando. Finché la mattina, quando stava albeggiando, mi ero detto 'Dai, è fatta, devo solo arrivare', ma la moto non ci ha mollato. Me la sono gufata da solo [risata]
Com'è questo continuo "click" tra durata e velocità?
Nell'Endurance in un certo senso è un po' più semplice perché hai più giri da fare, quindi ti 'abitui' alla moto. Alla fine è un più un discorso di passare da un 1000 ad un 600, quindi devi cambiare stile di guida e tutto. Ma ormai lo faccio da tempo. Anzi, adesso devo cercare di raggiungere anche il podio nell'Endurance!