Dopo l'anno del ritorno, un progetto che vede
Black Flag Motorsport,
Kawasaki e
Xavi Artigas, ex Motomondiale, in grande spolvero in questa stagione CIV Supersport 2025. Da subito protagonisti, sono pienamente in lizza per il titolo, anzi dopo il round di Vallelunga si sono tolti la soddisfazione di comandare le classifiche piloti, costruttori e team. Situazione cambiata dopo l'appuntamento della Racing Night concluso a Misano, ma davvero di pochissimo sia per lo spagnolo (che ha corso nel ricordo sia di
Pau Alsina che di
Borja Gomez), che per la squadra e per Kawasaki.
Artigas infatti è 2° ad un solo punto da Luca Ottaviani, Black Flag Motorsport è 2° ad un punto da Extreme Racing, Kawasaki è 3° a -19 dal leader Ducati ed a -9 da MV Agusta. Con due gare e quindi quattro gare ancora da disputare, è tutto pienamente in gioco! Ma cosa c'è dietro questi nomi? Ne abbiamo parlato con il team manager Andrea Tanzi, che le due ruote le ha proprio nella genetica. Suo zio era Tarquinio Provini, bicampione del mondo 125cc-250cc negli anni '50, una parentela importante che condivide con la cugina Kiara Fontanesi, pluricampionessa del mondo di cross.
LA STAGIONE 2025 NEL CIV SUPERSPORT
Iniziamo dalla stretta attualità: questo campionato con Xavi Artigas
L'anno scorso eravamo ritorno nel Campionato Italiano dopo un paio d'anni di assenza. Abbiamo vinto il National con Farinelli e Marcheluzzo, sempre con Farinelli siamo rientrati nel CIV, in cui abbiamo ottenuto anche qualche risultato importante. A fine 2024 sapevamo già della moto nuova da Kawasaki, c'era quindi un maggiore impegno che avrebbe aiutato sia a livello tecnico che di attrattiva. Ci siamo detti quindi di mettere giù un progetto, sapendo che il cardine è sempre il pilota, che in questo sport fa ancora la differenza. Se volevamo fare un progetto di spicco, avevamo bisogno di una guida di un certo tipo.
Come siete arrivati alla scelta di Artigas?
Da settembre/ottobre abbiamo iniziato a parlare con diversi piloti nell'ambito italiano, però c'era lo scoglio Kawasaki e il fatto che tutti preferivano una Ducati o una MV Agusta, più performanti... Nonostante il discorso della moto nuova, un po' ci limitava. Parlando con Manuel Puccetti, con cui ho lavorato negli anni in cui ha vinto il Mondiale Supersport, gli avevo detto che cercavo un pilota di un certo livello. Tra gli altri avevamo contattato anche Borja Gomez... Alla fine si è risolto tutto abbastanza velocemente. Vicino a Natale Xavi s'è trovato a piedi, noi eravamo interessati e anche Kawasaki. Nel giro di due settimane ci siamo coordinati col suo manager e all'inizio dell'anno abbiamo firmato. Ad inizio anno ci si pongo certi obiettivi, ma vi aspettavate una stagione CIV così?
Dopo i primi test mi sono subito reso conto che il livello del pilota era importante. Ma non è mai facile, era comunque al debutto in una categoria nuova e veniva da anni complicati nel Mondiale. Ripartire da zero in un campionato di cui non conosci gomme, moto, così via, non è mai semplice. Possono volerci 2-3 gare come essere competitivo già alla prima gara, ci sono piloti e piloti. Sicuramente ha trovato un ambiente familiare e ha capito di essere al centro di un progetto, quindi s'è sentito importante e sicuramente l'ha aiutato come carica e motivazione. Certo non ci aspettavamo un inizio come quello, forse non se l'aspettava nemmeno lui.
Prima di Misano eravate in testa al campionato, ora siete comunque vicinissimi. Una sorpresa oppure no?
Anche quella è stata una sorpresa. Diciamo che a Vallelunga abbiamo avuto un weekend molto, molto buono, fin dai test abbiamo notato che aveva già preso dimestichezza con la pista. Abbiamo trovato condizioni veramente impegnative, ma Xavi è riuscito a gestire tutto molto bene ed è stata una tripletta importante. Poi abbiamo avuto un "aiuto" da parte dei nostri avversari, ma ci può stare vista la situazione. Già dalla prima gara però s'è capito che poteva giocarsi il campionato, ora diventa difficile anche per noi: quando sei dietro cerca di fare il meglio per recuperare, quando sei davanti devi mantenere quel livello. Anche perché Ottaviani non mollerà sicuramente!
Essere stati anche primi in classifica CIV Supersport è una grande motivazione, no?
Forse ci sminuiamo un po' troppo come team, ma stiamo sempre coi piedi per terra e lavoriamo in modo egregio. È ovvio poi che ci dev'essere un po' tutto, dal pacchetto tecnico alle persone. Alla fine però sulla moto c'è lui.
Artigas come s'è trovato con l'alternanza notte-giorno?
Di recente ha fatto una gara di endurance, la 24 Ore di Barcellona [con Kawasaki Català Aclam, ndr], facendo quindi anche qualche turno di notte. Cambiano poi la moto e lo stile di guida, ma quelle sensazioni l'hanno aiutato, in parte sapeva cosa l'aspettava.
BLACK FLAG MOTORSPORT, LA STORIA
Prima del team, chi è Andrea Tanzi? Da dove inizia la tua storia di moto?
Sono nato nel '73 a Parma. Non sono mai stato un pilota, né mi è mai venuta l'idea, anche perché ho dato a 17-18 anni con un incidente. La mia prima esperienza nel motorsport è nata quasi casualmente negli stage estivi post scuola, frequentavo l'ITIS. Ho iniziato a 17-18 anni come "garzone" con Davide Bulega quando aveva ancora il team nel Mondiale Supersport, la prima uscita è stata al Lausitzring. Ho cominciato in quella categoria e siamo sempre lì intorno. Ho poi lavorato nel team Triumph BE1 per diversi anni, con Davies, McCoy, David Salom. Sono stato in Australia per un anno, sono tornato e sono rientrato nel mondo delle moto.
Da dove sei ripartito?
Ho lavorato per Daniele Corradini, il motorista di Puccetti, quindi nel 2013 sono tornato in pista nel Mondiale col team di Manuel, allora aveva Riccardo Russo. Nel 2015-2016 ero responsabile dei motori in pista e capotecnico prima di Marco Faccani, poi di Axel Bassani, con cui abbiamo vinto l'Europeo, mentre con Kenan Sofuoglu abbiamo vinto il Mondiale. Da lì sono successe un po' di cose, finché non ho aperto la mia attività personale insieme a Mathia Beatrizzotti [specializzato in sospensioni], che adesso fa il Mondiale Supersport con Motozoo.
Un nuovo capitolo che vi porterà al CIV
Nel 2017 abbiamo aperto un'officina, insieme ma ognuno con le sue attività, a Pilastro di Langhirano, Parma. Nello stesso anno ho fatto la gestione della moto dalla A alla Z di GP Project per Stefano Valtulini. A fine anno ci siamo trovati particolarmente bene col pilota, nel 2018 quindi abbiamo fatto un team ad hoc per lui, più una joint venture. Era il primo anno e abbiamo rischiato di vincere il CIV Supersport! Ci siamo giocati il campionato fino a Vallelunga, poi è caduto ed è andata così. Nel 2019 invece abbiamo aperto Black Flag Motorsport, dal nome dell'officina, e da lì è partito tutto.
Inizia ufficialmente il percorso.
Sempre con Kawasaki, siamo il loro riferimento nella velocità. Nel 2022 abbiamo fatto la Superbike con lo ZX-10R, ma a livello tecnico è stato uno sforzo non ripagato, tra un mezzo inferiore ed un pilota, Cavalieri, forse non coinvolto nel progetto. Allo stesso tempo però abbiamo continuato anche nella 600 con il National Trophy assieme a Farinelli e Marcheluzzo, chiudendo 1° e 3° nel campionato. Nel 2023 abbiamo fatto solo il National con gli stessi piloti e gli stessi risultati, mentre nel 2024 siamo tornati nel CIV Supersport con Farinelli. L'avevano tagliato fuori dal National per i tempi, ma anche noi avevamo voglia di rientrare nel CIV, o comunque cambiare il percorso tornando nell'Italiano. Marcheluzzo invece ha portato avanti il progetto nel National e abbiamo vinto anche l'anno scorso.
Torniamo al 2025, in cui siete grandi protagonisti nel CIV Supersport.
Sempre con il supporto diretto di Kawasaki, non abbiamo mai mollato e anzi ho sempre creduto nel potenziale della moto. Quest'anno sicuramente abbiamo fatto uno step importante col pilota e con la moto, che prestazionalmente parlando ci dà qualcosa in più. Come ciclistica siamo ad un buon livello, abbiamo anche fatto un upgrade a livello elettronico con una persona dedicata, e abbiamo cercato pian pianino di migliorare gli aspetti più carenti. Da un paio d'anni poi collaboriamo con Luca Federzoni, tecnico Ohlins storico, e alla wild card mondiale a Misano abbiamo avuto il supporto ufficiale del marchio.
Ad una prima wild card mondiale potrebbe seguirne una seconda quest'anno?
Avevamo piacere di fare una wild card quest'anno, cerchiamo sempre di fare qualcosa in più. Poi è andata com'è andata, ma se guardo al weekend non sono neanche scontento. In Gara 2 abbiamo ottenuto un buon risultato e ci siamo avvicinati ad un livello interessante. Adesso però preferiamo concentrarci sul percorso che stiamo facendo nel CIV, per il momento siamo focalizzati su questo.
Dove vuole andare Black Flag Motorsport?
Dopo il rientro nel CIV, il progetto di quest'anno, con moto nuova e pilota importante, ha aumentato l'attenzione sulla squadra. Chiaramente il sogno sarebbe quello di arrivare nel Mondiale. Il team è nato da due persone, poi c'è stato l'ingresso di un gruppo seguito da Emilio Tognetti, il nostro terzo socio subentrato da un paio d'anni. Con lui negli ultimi anni abbiamo cercato di pensare ad una progettualità a lungo termine. Dove vogliamo arrivare, cosa vogliamo creare? Certo ci sono tanti scogli. Chissà, magari se tutto procede per il verso giusto!