Il lato oscuro del motorsport: account falsi, VIP pass inesistenti e truffe

Storie di Moto
venerdì, 12 dicembre 2025 alle 19:00
Il grande pubblico del motorsport
Il grande pubblico del motorsport
Nulla ha più valore delle emozioni e dei sogni. In particolare quelli dei propri figli. Ci sono genitori che vendono perfino la casa di proprietà per consentire al proprio "bambino" di gareggiare. Tanti s'indebitano, vanno in rovina per permettere ai figli di provare a diventare piloti. Figuriamoci allora se non ci sono genitori disposti a spendere qualche centinaio di euro per consentire al figlio d'incontrare il proprio idolo.
Non entriamo in merito di questioni educative, non è la sede, ma è giusto far luce su un fenomeno esistente, diffuso e per certi aspetti inquietante: chi attraverso i social si spaccia per un campione per estorcere denaro in cambio di fantomatici incontri.
Chi ha lavorato nel motorsport di solito è un po' scafato e normalmente riesce a capire se c'è puzza di truffe. Tanti genitori però non hanno la benché minima esperienza di paddock, al massimo hanno guardato una gara dalla tribuna di un autodromo. Così è facile che si lascino abbindolare da loschi individui.

Uno scenario, uno dei tanti

Compleanno del figlio: 18 anni. Il ragazzo è un semplicissimo appassionato, un fan, non vuole diventare un pilota o lavorare nel paddock ma vorrebbe "solo" incontrare di persona il proprio idolo dei motori per scambiare due parole e fare una foto. Niente di male, di sbagliato, è un desiderio lecito. Se un genitore conosce il motorsport sa benissimo che le strade essenzialmente sono due o tre. La più semplice ed economica è tesserarsi al fans club ufficiale del pilota. Durante le cene del fans club di solito è possibile fare un selfie e due chiacchiere. Se il genitore è disposto a spendere di più può prenotare il pacchetto desiderato su MotoGP Premier (o su Formula1 Experience) e scegliere ciò che desidera in un ampio catalogo di "experience" che comprende incontri con i piloti ed i team. Uno paga, partecipa poi al paddock tour ed incontra i piloti (i prezzi sono pubblici, basta consultare gli appositi siti). Un'altra strada è contattare i team: spesso hanno dei pacchetti molto validi per i fans disposti a mettere mano al portafoglio.

L’industria delle “experience” false

Se il genitore non conosce i canali ufficiali? Ingenuamente contatta tramite social il campione amato dal proprio figlio. Se il profilo è vero difficilmente riceve una risposta. Sui social però gli account falsi profilerano, alcuni sono fatti così bene che sono quasi impossibili da distinguere. E così un papà manda un messaggio privato chiedendo come può fare per organizzare un incontro. Toh, chissà perché arriva immediatamente una risposta gentile, magari infarcita di emoticon. Se il genitore non risponde subito, il presunto campione insiste "Mi fa tanto piacere, possiamo organizzare volentieri un incontro, ma come puoi ben capire ci sono regole da seguire, procedure... Ti faccio contattare dal mio management". Chiaramente se la guardano bene dal dare nomi, cognomi e numeri di telefono ma avviene tutto tramite social. E così il genitore un po' ingenuotto viene bersagliato di richieste di denaro per ipotetici Vip Pass necessari per gli incontri con il pilota. Grazie anche all'utilizzo dell'intelligenza artificiale le truffe sono confezionate così bene ed infiocchettate con tale cura che neppure un regalo di Natale è così attraente.
"Ma cosa vuoi che sia spendere 700 euro per il 18esimo compleanno di mio figlio, ci tiene così tanto a incontrare il proprio idolo". Pensa tra sè e sè il papà. Magari 700 euro corrispondono a mezzo stipendio mensile di un papà con tre figli ma questi sono dettagli. Nella mente si prefigura già l'incontro, le emozioni del ragazzino, la gioia. Invece no! Nulla! Nessuna cena con il campione ma solo una gran rabbia ed un senso di... disgusto. C'è chi si ravvede in tempo e non manda neppure un centesimo e chi invece perde dei soldi con i quali avrebbe potuto magari comprare un biglietto experience attraverso i canali ufficiali.
La storia del motorsport è piena d'illeciti milionari quindi "truffette" da 800/1000 euro quasi non dovrebbero scandalizzare ma sono estremamente squallide perché vanno a colpire le persone più ingenue.
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