Addio Guido Mancini, il mago: pilota, costruttore e talent scout

Storie di Moto
mercoledì, 26 giugno 2024 alle 13:37
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Il rombo dei motori ha fatto da colonna sonora all'ultimo saluto. Guido Mancini, "il mago Mancini" o confidenzialmente "Guiden", è una leggenda del nostro motociclismo e si è spento qualche giorno fa all'età di 86 anni. Nato nel 1938, si è appassionato alle moto e per un po' ha fatto il pilota. “Erano gli anni 70. Lavoravo in officina, quindi mi andavo ad allenare la mattina presto – raccontava Guido Mancini nel documentario di Jeffrey Zani – Venivo in spiaggia a Pesaro e camminavo prima su sabbia asciutta e poi bagnata, per un chilometro. Arrivavo alle rocce e saltavo da uno scoglio all’altro. Così allenavo i riflessi. Cadere lì in mezzo sarebbe stato peggio che in moto, mi sarei rotto una gamba di sicuro”.
È come costruttore, tecnico e talent scout che Guido Mancini è entrato però nella storia. Tra i tanti piloti con cui ha lavorato negli ultimi anni ci sono Loris Capirossi, Bruno Casanova, Romano Fenati, Michele Pirro, Franco Morbidelli, Andrea Dovizioso e Valentino Rossi.

Guido Mancini dagli anni 70 ad oggi

Facciamo un passo indietro. Negli anni settanta Guido Mancini diede vita alla Iprem, la sua piccola casa motociclistica se così la si può definire. La Iprem 50 era un vero gioiello e con quella moto nel 1980 Eugenio Lazzarini si laureò Campione del Mondo classe 50. Corse nel Mondiale anche con la Iprem 125. Nel 1988 costruì la 125 Mancini TM con cui Loris Capirossi partecipò al Campionato Italiano. Nel 1992 Mancini ha lavorato come capo tecnico al team Scott e due anni dopo ha realizzato la Sandroni, un prototipo 125 motorizzato Rotax con cui ha corso anche Valentino Rossi.
Nei primi anni duemila il team italiano di riferimento nella 125 era RCGM, un autentico trampolino di lancio anche grazie a Guido Mancini, geniale capo tecnico. Con la squadra romagnola diretta dal "Mago" Andrea Dovizioso si è laureato Campione Europeo 125 su Aprilia, Michele Pirro ha vinto il primo dei suoi nove titoli italiani e tanti altri ragazzi si sono messi in evidenza per poi spiccare il volo. Nel 2006 ha messo in sella un ragazzino di appena 11 anni: Franco Morbidelli.
Guido Mancini ha lasciato ricordi indelebili: era un super appassionato, un genio ma nello stesso una persona alla mano che sapeva ascoltare.

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