Filippo Rovelli ha la passione per le competizioni scritta nel DNA. Suo padre Giuliano è stato un pilota di buon livello ed il fondatore dello storico team ParkingGo, Campione del Mondo Supersport, Supersport 300 e protagonista in Superbike La carriera sportiva di Filippo però non è stata in discesa, anzi. Il ventitreenne di Gallarate ha sempre dovuto lottare. Ora è tra i principali protagonisti del National Trophy 1000 con la BMW del team Pistard e partecipa ad alcune gare del CEV Superbike. Il suo idolo è Casey Stoner: non a caso ha scelto di gareggiare con il numero 27. Come tutti i piloti sogna la MotoGP ma il suo obbiettivo al momento è approdare al Mondiale Superbike.
"Mio padre era un pilota e pure io volevo correre ma lui all'inizio non voleva - racconta Filippo Rovelli a Corsedimoto - non è stato facile convincerlo. A forza d'insistere sono riuscito a provare un 125, a 15 anni. Non ho corso con le minimoto come tanti altri piloti ma ha subito dimostrato un buon potenziale, fin dalle prime gare nella R125. All'inizio sono andato a Varano e sono subito stato il più veloce poi a Cervesina avevo fatto il miglior tempo, poi un secondo posto e nell'ultima gara me la sono giocata fino all'ultimo per la vittoria con Arcangeli. Sono poi approdato al Mondiale Supersport 300 in cui ho gareggiato per diversi anni".
Com'è andata?
"All'inizio non è stato facile. Il primo anno ho pagato l'inesperienza perché gli altri piloti conoscevano già le piste poiché arrivavano o dalla Rookies Cup o dall' Europeo. Poi, sono sincero, ho commesso degli errori. Mi scaldavo subito, me la prendevo con la moto, non mi assumevo le responsabilità. Nel 2018 comunque ho vinto il MES 300 e sono andato avanti gareggiando sia a livello italiano che internazionale. Nel 2019 avevo iniziato il CIV con due vittorie ed è stato un anno molto bello tuttavia ci sono stati alcuni sbagli e degli episodi sfortunati quindi ho terminato il campionato al terzo posto. Sono rimasto in 300 e nel 2021 sono approdato alla Supersport".
Nel 2021 hai rischiato di smettere?
"Io in realtà non non hai pensato di lasciare le competizioni però c'è stata una brutta caduta ad Imola e per alcuni mesi sì, ho smesso. Poi a faine stagione ho fatto un test su un 300 e sono tornato. Nel 2022 tra l'altro ho fatto la R7 Cup, mi sono qualificato per la finale Europea ed a Barcellona ho vinto gara-1 in finale sfiorando poi il bis in gara-2 in cui sono caduto mentre ero in testa".
Filippo Rovelli, nella 1000 hai trovato la tua dimensione?
"L'anno scorso ho iniziato a gareggiare sul 1000 nel National Trophy e mi sono trovato subito a mio agio. Nelle prime gare su una Yamaha R1 sono andato bene poi ci sono state delle modifiche alla moto e il feeling è un po' mancato. La mille comunque è la mia categoria, quella che mi piace di più e si adatta maggiormente al mio stile di guida. Per altro l'anno scorso ho fatto anche duewild card nella Twins Cup del MotoAmerica e sono andato benissimo. Ho debuttato a Laguna Seca, pista spettacolare. Ho subito fatto il miglior tempo, già in gara-1 ho lottato per il podio e mi sono poi classificato secondo in gara-2: un'emozione unica. Mi sono classificato poi di nuovo secondo a New Jersey sul bagnato su un circuito molto difficile. Tra l'altro non avevo mai corso con le Dunlop ma mi sono piaciute".
Quest'anno punti al titolo nel National Trophy?
"Nella prima gara partivo sedicesimo e mi sono poi classificato secondo quindi l'inizio è stato molto buono. Chiaramente il favorito è Luca Salvadori ma io sono convinto che ce la possiamo giocare, in particolare su quelle piste in cui conta un po' meno il motore. Pistard mi ha messo a disposizione una gran moto e tecnici di alto livello come Rossano Innocenti e Simone Casaroli. Tra l'altro la squadra ha vinto le ultime tre edizioni del National Trophy 1000. Abbiamo fatto dei test a Vallelunga e siamo andati molto bene. Credo che sarà un gran bel campionato, oltre a me e Salvadori ce ne sono anche altri che possono puntare in alto come Baiocco, Andreozzi e quelli che si aggiungeranno. Io sono maturato molto quest'anno grazie anche ai consigli della squadra che mi sta aiutando tanto. Mi trovo benissimo con tutti: dal Team Manager Gianluca Galesi a tutti i ragazzi. Potremo dire la nostra. Farò inoltre due gare del CEV Superbike".
A proposito di Spagna, perché hai scelto di vivere a Valencia?
"Mi sono trasferito nell'ottobre 2022 ed abito con Manuel Gonzalez. Mi sono trasferito per allenarmi alla scuola KSB Elite assieme a tanti piloti del Motomondiale e del Mondiale Superbike. Se si vuole cercare di andare avanti nel motociclismo è fondamentale un'adeguata preparazione fisica e mentale, andare in moto, allenarsi con gli altri piloti e lì c'è tutto. Se ci si allena in moto raramente come facevo quando abitavo in Italia è tutto più difficile".
Filippo Rovelli, qual è il tuo sogno e quale il tuo obbiettivo?
"Il sogno è la MotoGP, lo stesso di tutti i piloti. L'obbiettivo reale invece è approdare al Mondiale Superbike entro i prossimi due anni, se magari fosse possibile anche prima. Intanto cerco di fare il massimo in questa stagione poi vediamo cosa succederà".