Ducati 999, da “eretica” a icona: la superbike discussa che oggi conquista i collezionisti

Storie di Moto
mercoledì, 29 ottobre 2025 alle 20:30
Neil Hodgson nel Mondiale Superbike 2003 con la Ducati 999
Critiche alla linea, elogi alla guida: la vincente incompresa di casa Ducati vive una seconda giovinezza.
Quando fu presentata nel 2002, la Ducati 999 fece storcere il naso ai ducatisti integralisti. I puristi delle linee senza tempo disegnate da Massimo Tamburini, decise e seducenti, la aborrivano. L’avveniristico design, firmato da Pierre Terblanche, sovvertiva l’ordine costituito, non professando i dogmi stilistici delle sorelle che sostituiva. E succedere senza rimpianti alla 998, a sua volta erede di miti come la 996 e la 916, era già di per sé una missione ardua. Eppure, il tempo ha sanato le fratture che quella linea divisiva aveva creato. Oggi la Ducati 999 è un pezzo da collezione interessante, anche per il prezzo.

I trionfi in Superbike non evitarono il flop

La storia della 999 è un racconto dai due volti. Da un lato, tre titoli mondiali in quattro stagioni di Superbike, con Neil Hodgson, James Toseland e Troy Bayliss. Un dominio che certificava efficacia e affidabilità di un mezzo innovativo. Dall'altro, la mancata risposta del pubblico, con numeri di vendita ben al di sotto delle attese. Per gli appassionati, la delusione per la rottura stilistica pesava più del prestigio dato dalla pista.

Oltre l’estetica: i pregi di una superbike che non stanca

Uno dei punti di forza della Ducati 999 è la posizione di guida, comoda per la categoria. I manubri sono ben distanziati e non costringono a guidare eccessivamente chiusi. La distanza dal serbatoio regolabile e le pedane fissabili in cinque posizioni rendono la moto “su misura”.
Il propulsore della 999 regala uno dei primi esempi di potenza educata. L'erogazione è pronta e decisa, ma rinnega la brutalità, tipica Ducati, che metteva in difficoltà anche i più esperti. Le vibrazioni si fanno sentire, soprattutto sopra i 7.000 giri/min, ma la moto non si scompone. La ciclistica è perfetta. L’impianto frenante potente e dosabile.
I difetti sono pochi, e comprensibili se si contestualizza la 999 nella sua era: la durezza della frizione e l'eccessivo calore irradiato dal motore e dallo scarico

Classica al giusto prezzo (per ora)

Le quotazioni basse, ma in ascesa anno dopo anno rendono la 999 molto ricercata da appassionati e collezionisti. Per una 999 base o S in buone condizioni oggi si spende tra i 7.500 € e i 12.000 € circa, a seconda del chilometraggio. Un decennio fa le quotazioni erano la metà. Non aveva ancora guadagnato lo status di “classica”.
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