Coronavirus, Svezia

Coronavirus: Perchè in Svezia è tutto aperto e ci sono solo 5 mila casi

Il governo nordico ha scelto una linea morbida: tutto aperto, ma misure prudenziali a cui i cittadini svedesi si attengono scrupolosamente. Ad oggi contati 5 mila casi e 282 decessi

2 aprile 2020 - 15:03

Il Coronavirus continua tenere blindati in casa gli italiani, e i cittadini di gran parte del Mondo. Ad oggi si stima che circa 3 miliardi di persone siano in quarantena. Da noi il sistema produttivo e l’economia sono fermi da quasi un mese, non va meglio in gran parte dei Paesi europei nè in America. Lo sport è fermo dovunque e non è chiaro quando e come potrà ripartire. In Italia il contagio dà timidi cenni di rallentamento, ma la nostra nazione resterà in lockdown almeno fino al 13 aprile, poi si vedrà.

IN SVEZIA E’ TUTTO APERTO 

La Svezia invece ha deciso di seguire un’altra strategia. Nessuna chiusura di scuole, locali pubblici e attività economiche. Sono soggette alla quarantena solo le persone positive. Nella foto d’apertura: una strada di Stoccolma il primo aprile 2020.  Eppure il Sars-Cov2 è anche lì una minaccia: l’ultima statistica, aggiornata alle 14 del 2 aprile (qui i dati), riporta 5.466 casi con 429 persone ricoverate in terapia intensiva. I decessi attribuiti al Coronavirus sono 282: solo 33 svedesi deceduti avevano meno di 70 anni. Qualche limitazione ovviamente c’è anche in Svezia: sono vietate le iniziative con più di 50 presenti, le case di riposo dal 31 marzo scorso sono off limits per chiunque. La Svezia ha circa 10 milioni di abitanti, gli stessi della Lombardia, ma ha un’estensione molto maggiore rispetto all’Italia: circa 500 mila chilometri quadrati, contro 300 mila. La densità di popolazione è dunque molto bassa: anche in Italia nelle zone più periferiche la diffusione del Sars-Cov2 è bassa.

PERCHE’ QUESTA STRATEGIA?

La risposta al virus che il governo svedese ha scelto si basa sulla fiducia: le autorità hanno stilato un decalogo di consigli, e i cittadini si attengono scrupolosamente. “L’esperto principale è Anders Tegnell, l’epidemiologo di stato” spiega Eva-Kristin Pedersen, sull’Internazionale.  “Di fronte alle molte critiche che ha ricevuto in patria e all’estero, ha risposto che alla Svezia serve una strategia adatta alla società svedese, non a quella di un altro paese. Diverse caratteristiche della società svedese favoriscono la strategia scelta da Tegnell, per esempio l’elevatissimo numero di persone che vivono da sole, il fatto che pochissimi adulti vivono con i genitori o con i nonni, l’abitudine di salutarsi senza baci e abbracci. Insomma, c’è molta più distanza fra le persone che in paesi come l’Italia o la Spagna.”

Foto Credit: TheLocal.se

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