Aprilia ormai da qualche anno è la grande assente del Mondiale Superbike. Gli appassionati sperano di rivederla in futuro per rivivere quelle emozioni uniche rimaste nel cuore. L'Aprilia partecipò al Mondiale Superbike per la prima volta nel 1999. Aveva disertato le prime edizioni perché all'epoca spadroneggiava nel Mondiale 125 e 250, classi seguitissime in quel periodo. Aprilia desiderava però espandersi nel segmento delle moto più potenti e confrontarsi con le grandi case motociclistiche come Ducati, Honda e Yamaha, era una mossa naturale. Entrare nel Mondiale Superbike offriva ad Aprilia l'opportunità di sviluppare nuove tecnologie e di testarle in un ambiente altamente competitivo. La Superbike con la sua grande visibilità internazionale, era considerata una piattaforma ideale per aumentare la propria notorietà a livello globale.
L'esordio in Superbike
Nel 1999 debuttò dunque in Superbike con la RSV Mille, una moto che sarebbe diventata una delle più importanti mai prodotte dalla Casa di Noale. La moto venne affidata a Peter Goddard ma il primo anno fu piuttosto avaro di soddisfazioni: il miglior piazzamento fu un quinto posto ed il 12esimo in classifica finale. Tra l'altro in quell'anno partecipò ad un Gran Premio con Aprilia Alessandro Antonello.
Nel 2000 il marchio di Noale iniziò a farsi notare grazie a Troy Corser che conquistò la prima vittoria in Superbike per Aprilia chiudendo la stagione con cinque successi e un terzo posto in classifica generale. L’anno successivo Corser salì sul podio 10 volte conquistando due vittorie ma non riuscì a lottare per il titolo. Nel 2002, con Noriyuki Haga, Aprilia continuò ad ottenere risultati di rilievo, ma alla fine dell’anno decise di ritirarsi dal campionato per concentrarsi sul progetto MotoGP.
L'epoca Biaggi
Dopo un periodo di assenza, il 2009 segnò il ritorno trionfale di Aprilia nel Mondiale Superbike con la rivoluzionaria RSV4, affidata a
Max Biaggi e Shinya Nakano. Il pilota romano in passato aveva vinto 3 titoli mondiali con Aprilia e voleva replicare in Superbike. Il debutto fu promettente, con il quarto posto in classifica generale per Biaggi con una vittoria e 9 podi complessivi in bacheca.
Nel 2009 ci fu un podio Aprilia veramente indimenticabile. Marco Simoncelli partecipò per la prima e unica volta al Campionato Mondiale Superbike, sostituendo l'infortunato Shinya Nakano sull'Aprilia RSV4 al Gran Premio d'Italia ad Imola. Qualificatosi ottavo, in Gara 1 cadde al nono giro ma nella seconda gara face un sorpasso spettacolare su Biaggi all'ultima variante conquistando il terzo posto.
Nel 2010
Max Biaggi vinse il titolo piloti con 10 successi diventando il primo italiano a trionfare in Superbike. Aprilia si aggiudicò anche il campionato costruttori dopo una stagione veramente straordinaria. L'anno successivo "Il Corsaro" lottò per il titolo ma un un infortunio gli impedì di partecipare a 3 appuntamenti. Poi comunque Carlos Checa ne aveva di più: in quella stagione lo spagnolo della Ducati era quasi imbattibile.
Nel 2012 Biaggi si riconfermò Campione del Mondo dopo una stagione con un finale incredibile. Nonostante fosse stato in testa della classifica per gran parte della stagione, la lotta per il titolo si trasformò in un autentico duello a tre, con il britannico Tom Sykes in sella alla Kawasaki ZX-10R e Marco Melandri sulla BMW S 1000 RR a dare del filo da torcere. La resa dei conti finale si consumò nell'ultimo appuntamento stagionale a Magny-Cours, dove, al termine della seconda gara, Biaggi mise le mani sul titolo mondiale, superando Sykes per solo mezzo punto. Questo distacco è il più ristretto mai registrato nella storia della Superbike. Aprilia vinse anche il titolo costruttori.
La consacrazione di Sylvain Guintoli
Il ritiro di Biaggi lasciò l'Aprilia senza un'autentica punta, favorendo la rivincita di Tom Sykes e della Kawasaki. Ma due anni dopo, nel 2014, la RSV4 tornò prepotentemente a ruggire infiammando il mondile con il duello in famiglia fra Marco Melandri e Sylvain Guintoli. Il francese, velocissimo e ultra consistente, riuscì ad avere la meglio sul compagno di squadra e a presentarsi alla resa dei conti finale in Qatar con un piccolo ma decisivo vantaggio sul solito Tom Sykes. Lo spareggio fu un romanzo sportivo di rara intensità, una delle pagine più belle della storia Superbike, con Sylvain Guintoli che festeggiò nella notte di Lusail il suo unico, meritatissimo titolo Mondiale.
Le ultime stagioni in Superbike
Nel 2015 Aprilia lanciò la nuova versione della sua RSV4, la RSV4-RF, con Leon Haslam e l'esordiente Jordi Torres, proveniente dal Motomondiale, come piloti principali.
Max Biaggi, invece, partecipò solo ad alcune gare come wild card. Nei successivi due anni, 2016 e 2017, Aprilia rimase nel Mondiale Superbike, fornendo le RSV4-RF a team privati. Nel 2018, la collaborazione con il team inglese Milwaukee continuò, con la stessa coppia di piloti dell'anno precedente. Lorenzo Savadori chiuse al decimo posto in classifica, mentre Eugene Laverty, con due podi e una pole, terminò ottavo. L'ultima apparizione di Aprilia in Superbike risale al 2020 quando Christophe Ponsson ha gareggiato come wild card con il team Nuova M2 Racing conquistando quattro punti.