Ha appena 15 anni, è italiano ed è già una stellina del motociclismo americano. Alessandro Di Mario è terzo nella classifica generale della Twins Cup del
MotoAmerica su Aprilia RS 660. È stato il pilota più giovane di sempre ad essere salito sul podio e poi a vincere una gara del MotoAmerica. In passato aveva già trionfato nella North America Talent Cup. Di Mario è originario di San Salvo, come Andrea Iannone. Ha ereditato la passione per le moto da suo padre Luigi e pure sua madre lo ha sempre supportato. Da bambino ha corso in Italia in minimoto nel CIV Junior A, B e C con buoni risultati ed ha vinto poi vinto la coppa Italia ASI. A 10 anni, al termine delle scuole elementari, si è trasferito con la sua famiglia degli Stati Uniti ed ha scoperto che lì avrebbe già potuto gareggiare su moto a ruote alte.
Alessandro Di Mario, come ti sei avvicinato al motociclismo americano?
"Come prima cosa ho preso la licenza WERA da pilota con una Aprilia 125cc 2 tempi che ci eravamo portati dall’Italia. Durante l’inverno mio padre mi ha comprato una Yamaha R3 e con l’aiuto del Bike e Motor Racing Team di Teramo e l'ha preparata. Con quella moto nel 2020 ho vinto le 30 gare della mia categoria vincendo anche 4/5 campionati. Nel 2021 abbiamo continuato a correre con WERA perché per MotoAmerica servono 14 anni. Correvo come Expert facendo incetta di vittorie e campionati. Nel 2022, sempre con mio babbo come meccanico e con l’aiuto telefonico di Stefano ed Alessandro del Bike e Motor Racing Team, ho partecipato e vinto la North America Talent Cup. Quell'anno sono stato insignito del “Nicky Hayden AMA Horizon Award”, un riconoscimento molto importante qui negli USA ed in passato è stato vinto da piloti come lo stesso Nicky Hayden, il fratello Roger, Ben Spies ed altri".
La North America Talent Cup ti ha aperto delle porte?
"Nel 2023 ho partecipato alla MotoAmerica Junior Cup ma è stata dura. La moto non era competitiva ma nonostante tutto ho fatto la prima pole position della stagione ed ottenuto 2 podi. Fortunatamente l’anno prima eravamo stati notati dal team Robem Engineering che è praticamente l’Aprilia ufficiale qui negli USA. Ci ha proposto di correre con loro il campionato Endurance. Abbiamo vinto 4 gare su 5 ma purtroppo, avendo saltato la prima gara, siamo arrivati secondi in campionato. Nel 2024 il Team Robem Engineering mi ha voluto nel MotoAmerica Twins Cup, appoggiato al Team Rodio Racing".
Quest'anno i risultati sono eccezionali.
"Nel primo weekend di gara a Daytona ho ottenuto subito un podio in gara 2 e sono stato il pilota giovane di sempre ad esserci riuscito. Mi sono ripetuto con un altro podio nel secondo weekend di gare ad Atlanta ed infine ho ottenuto la mia prima vittoria nel terzo weekend di gara al Barber in gara 2. Al Barber in gara 1 purtroppo sono scivolato nel finale mentre ero in testa poi sono ripartito ed arrivato settimo. Senza quell'episodio ora sarei a 10 punti dalla vetta. Quel week-end però ho fatto anche il record della pista".
Chi è il tuo pilota preferito?
"Danilo Petrucci. Lo so che sembra incredibile ma è venuto lui a conoscermi. Quando gareggiava nel MotoAmerica é venuto a trovarmi e mi ha detto che il giorno dopo sarebbe venuto a vedere la mia gara. Io stentavo a crederci invece è venuto realmente ed ha seguito la mia gara al muretto con la mia famiglia. Danilo Petrucci è veramente una persona eccezionale. Quest'anno ho poi avuto modo di conoscere Roberto Tamburini che è venuto a gareggiare al MotoAmerica". Quest'anno punti alla vittoria del campionato?
"Sì l'obbiettivo è quello anche se non è facile dato che sono al primo anno. Ora poi sono alle prese con un piccolo infortunio quindi nella prossima gara non sarò al cento per cento. Per l'anno prossimo poi si vedrà. L'obbiettivo è approdare successivamente al MotoAmerica Supersport".
Il tuo sogno?
"Chiaramente è quello di tutti i piloti: arrivare in MotoGP. Però sto seguendo tanto anche il Mondiale Superbike e mi piace moltissimo. Tra l'altro qui in America non si corre mai con i prototipi quindi si viene inevitabilmente indirizzati verso le derivate di serie".
Come ti trovi negli USA?
"Molto bene. Sono stato subito accolto nel modo migliore. Qui c'è un clima, come dire...quasi più rilassato. Ci si aiuta tanto, si è tutti amici: l'ambiente motociclistico americano è bellissimo e sono davvero contento di essere qui".