“Niente scuse: Rea è super, a Jerez la MotoGP ha preso paga e basta”

“Niente scuse: Rea è super, a Jerez la MotoGP ha preso paga e basta”

Al due volte Mondiale Andrew Pitt non sono piaciute le “spiegazioni” dei piloti top class: gomme, circuito e condizioni c’entrano poco, è il talento che fa la differenza.

2 commenti

di Andrew Pitt*

Spiegherò il semplice motivo per cui Jonathan ha girato così forte  a Jerez. Ho notato che il tempo di 1’38″721 ha avuto un grande impatto fra la gente sui social,  perché per le persone che fanno le regole questo non dovrebbe mai accadere.

 Jonathan ha girato così forte con Kawasaki ZX-10R già in configurazione 2017 perchè è  uno dei migliori piloti del mondo:  voglio dire uno dei migliori quattro o cinque, considerando tutte le categorie.  Per fortuna il pilota può ancora fare la differenza nel nostro sport. Il tempone di Rea non deve sorprendere chi capisce veramente di sport. Ha fatto  miracoli sulla Honda SBK e purtroppo ha aspettato troppo a lungo che la Honda stessa gli fornisse  l’occasione di salire in Motogp. Ogni anno si parlava di una Honda per Jonathan, ma poi vinto la politica, come al solito in MotoGP, e sulla Honda ci sono rimasti piloti del calibro di Bautista e Bradl. Nessuno era interessato a Jonathan per una posizione da top rider,  lui non si è mai adattato ai diktat degli sponsor  e c’era anche chi diceva che fosse troppo vecchio. Ma pensate a quanto è andato forte con la Honda di Casey Stoner a Misano (nel 2012, ndr), il venerdi era pure bagnato e volevano conservare il motore per l’australiano. Sull’asciutto ha ottenuto due risultati migliori (8° a Misano, 7° ad Aragon)  rispetto a molti dei piloti MotoGP di adesso. Chiedete a Cal Crutchlow che opinione abbia del talento di Jonathan Rea.

Naturalmente i piloti migliori della MotoGP sono  su un altro pianeta, ma dietro c’è il vuoto  e credo che se gli fosse stata data l’occasione Jonathan adesso potrebbe essere coi grandissimi. Il problema è che chi decide le sorti del motociclismo vuole che in MotoGP salgano i piloti della Moto2, non quelli del Mondiale Superbike. Quando ha capito che in top class per lui non ci sarebbe stato spazio Jonathan ha accettato la sfida Kawasaki e ha dominato il Mondiale Superbike per due anni di fila. Lui adesso si diverte a vincere titoli e giocare coi suoi due bambini durante la pausa pranzo dei test. Spera di vincerne un altro o due, poi andrà con la sua famiglia a godersi la pensione. Ho letto sui social che la gente pensa che gli pneumatici siano stati l’asso nella manica a Jerez. La gente non sa che le gomme che la Pirelli realizza per la Superbike si possono acquistare nel negozio sotto casa. Certo, può aver usato una copertura da qualifica per scendere in 1’38” ma quando mai una Pirelli è stata considerata simile alle Michelin che si usano in MotoGP?

Il giorno prima aveva fatto 1’39” basso utilizzando una soluzione da gara che Pirelli aveva lasciato nel box di Jerez dalla gara Mondiale dell’ottobre scorso. Brava la Pirelli, certo, ma questo tempone è frutto del talento di un ragazzo rilassato nella vita, che ama la sua squadra ed è in grado di guidare una moto molto molto velocemente. Comprendo che ai ragazzi della MotoGP non abbia fatto molto piacere stare dietro, ma scuse a parte ciascuno di loro aveva a disposizione moto e gomme migliori di quelle di Rea. Lui ha semplicemente fatto la differenza guidando la Kawasaki 2017 che per regolamento è più standard della 2016 perchè adesso è obbligatorio l’alternatore  della stradale e nessuna modifica è ammessa sui corpi farfallati.  Per altro la Kawasaki usa le sospensioni Showa che in MotoGp nessuno ha voluto, ma che con Jonathan funzionano eccome.  Ottimo lavoro JR e Kawasaki Racing Team.

E vogliamo parlare del circuito? Jerez non è una pista nuova, i top rider della Superbike e della MotoGP ci girano diverse volte l’anno da tanti anni. Certo in inverno è un pò più veloce ma è lo stesso per tutti, nello specifico giorno.  Questa è la semplice verità. Proprio non capisco perchè nel nostro sport tante persone continuino a negare l’evidenza.

*Andrew Pitt, australiano, ha vinto due Mondiali in Supersport, un round Superbike e vanta 23 presenze in MotoGP. 

Jonathan Rea l’Uomo Nero dei piloti MotoGP

Test Jerez cronaca e tempi 

2 commenti

2 commenti

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  1. marcogurrier_911 - 1 settimana fa

    Mi piacerebbe leggere pagelle del campionato SBK’16 firmate dal Dott.Gozzi
    Altro desiderio: Vs. intervista al numero 1IndimenticatoFolleNitroNori#41. Magari!
    Continuate così, Applausi!
    Una buona settimana

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  2. marcogurrier_911 - 2 settimane fa

    bravo Andrew. E che cavolo, i paragoni al contrario non li fa nessuno?!
    JR gioca con Sykes, lo stesso Tom che ha perso due mondiali di fila sul filo di lana con uno che ha vinto 4 titoli nel motomondiale. Questo non si sottolinea mai?

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