Superbike: Scott Redding ai ferri cortissimi con la BMW, manca l'accordo

Superbike
domenica, 27 ottobre 2024 alle 18:00
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Nei primi test della Superbike 2025 c'è stato un pilota che ha fatto notizia senza percorrere neanche un metro. Parliamo di Scott Redding, l'ex bimbo prodigio di scuola britannica. Vinse il primo GP a soli 15 anni, in 125 GP a Donington 2008, e dette l'illusione di essere la nuova stella capace di seguire le orme di Barry Sheene e Carl Fogarty. Invece la sua carriera è stata un continuo susseguirsi di alti e bassi. In Moto2 nel 2013, si giocò fino alla fine il Mondiale contro Pol Espargaro. Ma nelle successive cinque stagioni MotoGP, con Honda e Ducati, è finito sul podio solo due volte. In Superbike nel biennio 2021-21, da ducatista ufficiale, è stato molto competitivo per due stagioni di fila, mettendo a segno dodici vittorie. Andò in BMW con l'aspettativa di cambiare il destino della marca tedesca, invece è cambiato il suo. In tre anni soltanto due podi (nella prima stagione), poi una parabola ostinatamente discendente.

Un mare di soldi

L'unico aspetto positivo della questione, per Scott Redding, è il mare di soldi che ha incassato dalla BMW. I tedeschi sono stati così generosi da fargli firmare, a dispetto dei risultati, un biennale a metà Mondiale '23. Per cui il britannico sarebbe un pilota della Casa anche l'anno prossimo, il problema è che alla marca tedesca manca una moto per farlo correre. Con la conferma di Toprak Razgatlioglu e Michael van der Mark nel team interno e il mancato rinnovo della collaborazione con Bonovo, che per due stagioni ha goduto di un trattamento coi fiocchi incluso l'ingaggio dei piloti, Redding si è ritrovato con il contratto in tasca ma senza una sella. Il nuovo programma di Bonovo con Ducati pareva la soluzione per risolvere il groviglio. Già: pareva...

Per adesso niente accordo

Bonovo non ha ancora ricevuto la Panigale V4R che verrà utilizzata nel prossimo Mondiale Superbike, per cui la Ducati aveva spedito in Spagna un'esemplare del test team (quindi: ufficiale...) per permettere a Scott Redding di prendere confidenza con la Rossa. Ma la moto non si è neanche accesa. La liberatoria BMW che Ducati pretendeva per far salire in sella Redding non è mai arrivata in Andalusia, nonostante le incessanti trattative fra la dirigenza sportiva della casa di Monaco e il manager personale di Redding, il belga Michael Bartholemy. La soluzione non è semplice, perchè per uscire dal contratto con scadenza '25 Redding pretende una compensazione economica. Che, evidentemente, BMW non pare disposta a concedere.

C'è una soluzione?

Ducati è alla finestra, in attesa che la situazione si sblocchi. Ma le parti coinvolte fanno sapere che non sarà un contenzioso breve. In questi frangenti è difficile arrivare ad una soluzione se le parti restano rigidamente sulle loro posizioni, come appare nel caso di specie. Redding non è rimasto contento del trattamento ricevuto, cioè della disparità di attenzioni che BMW ha creato fra lui e il nuovo arrivato Toprak Razgatlioglu. Avere in mano un contratto firmato '25 gli offre il destro di avere, almeno economicamente, la sua soddisfazione. Ma, per contro, la BMW potrebbe impedirgli di salire sulla Ducati. La prossima finestra di test utile sarebbe il 26-27 novembre, sempre a Jerez, ai qual per altro la Ducati ufficiale non prenderà parte. Facile che se ne riparli a gennaio. Basteranno due mesi per sciogliere i nodi?
Foto: Instagram

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