La Superbike 2026 sistema un'altra pedina, una delle più pregiate.
Alvaro Bautista sta definendo gli ultimi dettagli con Barni Racing, quindi allunga la sua carriera (41 anni il prossimo novembre) e soprattutto guiderà anche lui l'attesissima nuova versione della Ducati Panigale V4 R. Il tre volte campione del Mondo sostituisce Danilo Petrucci migrato in BMW e affiancherà il confermato Yari Montella. L'operazione è stata fortemente caldeggiata dalla stessa marca di Borgo Panigale, che conosce benissimo le qualità del madrileno: faranno molto comodo nella fase di sviluppo della nuova moto.
Superbike '25 tutti felici e contenti
Dopo aver rinunciato ad esercitare l'opzione di conferma per l'anno prossimo Aruba.IT (proprietaria del team ufficiale) aveva avuto un ritorno d'interesse per
Bautista. Ma alla fine la soluzione Barni accontenta tutti: la formazione satellite con sede nella bergamasca sostituisce Danilo con un altro pilota di altissima fascia, Alvarito disporrà di una moto identica a Nicolò Bulega (almeno in partenza) mentre il team interno potrà concludere l'operazione Iker Lecuona. L'attuale pilota Honda HRC è coetaneo di Bulega, quindi in sostanza è "
il giovane da preparare per il dopo Nicolò" di cui il capo del team Stefano Cecconi aveva parlato a giugno al momento della conferma dell'attuale pilota di punta.
Bautista, la voglia matta di correre
La scelta di
Alvaro è da pilota vecchio stampo, un mastino delle piste che dopo oltre vent'anni di carriera in tutte le categorie condite da vittorie e tre Mondiali, ha ancora una voglia matta di correre, di misurarsi con gli avversari e impreziosire il palmares. Con Barni Racing Bautista continuerà ad avere un potenziale tecnico altissimo, e quindi la possibilità di continuare a correre per posizioni nobilissime della classifica. Pensate che succederebbe se la Federazione Internazionale, finalmente, decidesse di abolire la norma sul peso pilota-moto che obbliga Alvarito a portarsi dietro oltre cinque chili di zavorra. Adesso che è diventato pilota di una squadra indipendente, rimetterlo in condizione di parità con gli avversari sarebbe un bellissimo gesto di sportività.
MotoGP? No, grazie
Per correre da privato in Superbike
Alvaro Bautista ha rifiutato la possibilità di fare il tester MotoGP. Un pilota della sua esperienza avrebbe fatto comodissimo ai costruttori impegnati nella top class. Conosce benissimo le metodologie di lavoro della Pirelli, fornitore unico dal 2027, inoltre ha gareggiato in MotoGP fino al 2018. Adesso le moto sono molto diverse da quelle che lui aveva lasciato, ma come tester delle gomme sarebbe stato un extra lusso. Probabilmente Bautista avrebbe percepito un ingaggio maggiore rispetto ai 150 mila € di Barni. Ma la voglia di andare avanti è stata più forte del denaro. Comunque vada, la nuova pagina sportiva di Bautista è una bellissima lezione di vita.