Dieci giri a perdifiato, tre sorpassi, qualche rischio sotto la pioggerellina ma solito verdetto:
Nicolò Bulega a Phillip Island si mangia anche la Superpole Race.
Adesso sono ventidue i trionfi in carriera per il pilota Ducati che raggiunge Marco Melandri nella classifica degli italiani più vincenti in Superbike. Sul saliscendi australiano Bulegas trionfa da cinque corse di fila, sei centri in otto sfide da quando corre in top class. Giù il cappello davanti alla classe di questo ragazzo.
Un pò di mischia, solita storia
Sulla distanza sprint il Mondiale ha ritrovato quel pathos che lo schiacciante dominio di Bulega hanno completamente cancellato. In gara 1 era partito a razzo, fuggendo via senza pietà. Stavolta invece è partito molto cauto sul tracciato cambiato per le mutate condizioni meteo. Con l'identica scelta di gomme del giorno precedente il mattatore ha impiegato un giro per addomesticare l scorbutico Sam Lowes, poi si è avventato su Yari Montella che al via si era lanciato davanti. Un sorpasso al burro nel tornantino in discesa, e via.
Axel Bassani gonfia il petto Bimota
Era solo il terzo giro e le emozioni non erano ancora finite. Perchè appena Bulega è andato al comando è uscita bandiera bianca per segnalare goccioline di pioggia lungo il circuito. Un veemente Axel Bassani ha portato la Bimota KR998 in coda alla Ducati, ma appena Nicolò ha capito che non c'era niente da temere, perchè l'asfalto non si bagnava, ha riacceso il turbo e l'ha chiusa lì. Bassani ha perso terreno, ma ha portato a casa il primo podio con la marca riminese, che ha festeggiato anche il terzo posto di Alex Lowes. In questo momento la piccola marca riminese, motorizzata e spinta dal budget Kawasaki, è l'unica a reggere il confronto.
Yari Montella, il sogno accarezzato
Il pilota campano del team Barni, splendido secondo posto in
gara 1, ha percorso i suoi primi tre giri dal leader Superbike ma una volta subìto l'implacabile attacco di Bulega si è un pò disunito nel momento delle gocce sul capolino. E' finito largo in curva 1 nel finale, ripreso il ritmo, non è riuscito a sbarazzarsi della Bimota di Alex Lowes. Il quarto posto non è una sconfitta, anzi impreziosisce ulteriormente il week end da top rider. Nella Sprint solida prestazione della nuova Kawasaki di Garrett Gerloff, sesto: Phillip Island si conferma amica della marca di Akashi, che ha piazzato tre motorizzazioni nella top sei. Boccata d'ossigeno anche per Alvaro Bautista, settimo dopo la scivolata del giorno precedente.
BMW, non ci siamo proprio
Miguel Oliveira aveva compiuto una rimonta meglio ancora di quella di sabato (ottavo) ma la M1000RR ha avuto un problema tecnico proprio all'ultimo giro, vanificando lo sforzo. In quel momento il portoghese si era già sbarazzato di un Danilo Petrucci che ancora non trova la misura: solo decimo, a oltre dieci secondi dal vincitore. Il pilota umbro deve sperare che la terza e ultima sfida si corra sul bagnato, per provare a ridare un senso alla prima uscita BMW nel dopo Toprak Razgatliogu.
Yamaha notte fonda
Neanche la Superpole Race ha riportato il sereno nel box blu. Xavi Vierge non è partito per un problema alla R1 sullo schieramento. Andrea Locatelli invece continua ad annaspare nelle retrovie, senza trovare soluzione ai problemi di assetto lamentati fin dai test d'inizio settimana. Il bergamasco ha preso paga pure dal debuttante Stefano Manzi, ma parliamo di posizioni di coda. Che succede alle Yamaha?
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