Mattia Rato a tutto tondo: il futuro rookie Superbike sul primo test, l'accordo, il parallelo con la sfida motard quest'anno, la Supersport ed il CIV 2025. La nostra intervista Ci si aspettava di vedere
Mattia Rato nel Mondiale Supersport (le offerte c'erano), invece ecco la sorpresa Superbike. Di questi giorni l'ufficialità della firma con
Yamaha Motoxracing WorldSBK Team per il salto nella classe maggiore delle derivate di serie. Una grande sfida per il monzese classe 2005, con un primo assaggio della R1 della squadra di Sandro Carusi svolto proprio ieri nei test di Jerez (
qui tempi e cronaca). Chiuso un anno da protagonista nel CIV Supersport, primo anno completo in 600 con il 3° posto nella generale ed anche una wild card mondiale, ecco un bel salto, cosa ne pensa? La carica non manca, ecco le sue parole all'indomani della giornata sulla pista andalusa.
Mattia Rato, com'è andato il primo test Superbike?
È andato abbastanza bene, ho girato tanto e ho sempre preso un po' di feeling sulla moto. Sono ancora un po' rigido, ma era un bel po' che non usavo un 1000, in più questo va anche più forte! Alla fine sono andato anche abbastanza bene, ho visto con Sofuoglu, Manzi... Le linee che facevano e ho capito un po' di cose, è stata una bella giornata. Ovviamente finché non si è primi non si è mai contenti, ma persone in Yamaha e nel team hanno detto che sono andato bene, quindi mi fido di loro! Mi hanno detto che si aspettavano un 1:42, invece ho fatto un 1:41 [1:41.243]. Bene, ma si può andare più forte!
Solo quest'anno sei passato a tempo pieno in Supersport, nel 2026 sei già in Superbike! Com'è successo?
Il mio capotecnico ed il mio telemetrista avevano già lavorato con Motoxracing e con Sandro Carusi per anni. Si conoscevano, probabilmente parlando è venuto fuori il mio nome e al Mugello, durante il weekend del CIV, ci siamo incontrati. Avevo anche proposte per il Mondiale 600, però la Superbike capita una volta e spesso non capita neanche se vinci il Mondiale Supersport. Anche a livello di budget era più abbordabile, quindi abbiamo deciso. Io volevo andare al Mondiale, sicuramente mi sentivo più pronto per la Supersport, però ho voluto fare questo salto.
È stata una sorpresa. Non hai avuto qualche dubbio sul fatto che forse è un salto "troppo alto"?
Ammetto che anche io sono ancora sorpreso. Sì, l'ho pensato, finché non provi una moto non sai quanto puoi andare forte o essere competitivo, quindi il dubbio l'ho avuto, ma mi piacciono le sfide. Come nel motard quest'anno: avevo fatto solo l'Italiano sull'asfalto, quindi categoria S4, però guardando l'S1 con asfalto e sterrato ero gasato e ho iniziato a rompere sia al team Transilvania che a TM per fare l'ultima tappa del Mondiale Supermoto. Mi dicevano di stare calmo, perché non avevo mai provato e comunque è complicato. A fine anno è arrivata la chiamata della Federazione per fare il Supermoto delle Nazioni con l'Italia
E sei andato piuttosto bene, giusto?
Sono stato sempre davanti nella Junior, la mia categoria: in una gara ho fatto 2°, in una m'hanno steso e ho chiuso 11°, e poi ho vinto! Era una sfida, perché avevo provato solo una volta tutt'e due le discipline. Ho poi fatto l'ultima tappa del Mondiale, oltre ad essere asfalto era anche cittadino, che non avevo mai provato. Ho però fatto 6°, quindi sono andato bene anche lì. Mi sono comunque divertito un sacco nella S1, difficilissimo perché vanno tutti forte e ho fatto una gran fatica, però è stato molto bello. Anche questa nella Superbike è una nuova sfida, spero possa andare bene allo stesso modo!
Il 2025 è stato il tuo primo anno nella Supersport, come lo valuti?
Il CIV è andato molto bene, soprattutto perché siamo sempre riusciti a migliorare. Sono partito bene anche a Misano, dove faccio sempre un po' fatica, e solo per una bandiera rossa non mi sono giocato il 4° posto. Al Mugello sono stato sfortunato in Gara 1, ma ero comunque nel gruppo dei primi, quindi un passo avanti. A Vallelunga sono stato molto veloce da subito e ho fatto due podi in tre gare, alla seconda di Misano ho faticato ancora, ma in Gara 2 ho avuto anche un po' di fortuna e ho fatto podio. Negli ultimi due weekend mi sono sentito davvero forte, più del resto dell'anno: a Imola sono stato sempre davanti, in Gara 1 Ottaviani mi ha superato solo all'ultimo, mentre in Gara 2 e nelle due del Mugello ho vinto. Una progressione continua, sono molto contento. Credo anche di aver capito come si vince una gara, non mi era mai capitato prima con una moto grossa.
C'è una gara più bella per te?
Gara 1 a Imola. Anche se non ho vinto, in tutti i giri facevo sempre lo stesso tempo. Magari sbagliavo da una parte, poi però recuperavo da un'altra e alla fine era sempre lo stesso tempo. È stata sicuramente la mia gara più bella! Poi ovviamente ce ne sono state anche altre, come Gara 1 al Mugello, dove me la sono giocata con Farioli fino all'ultimo centimetro: è stata bellissima. Però non come quella di Imola.
Quest'anno hai anche disputato una wild card mondiale.
Mi è servita tanto, stare in mezzo ai piloti del Mondiale mi ha spronato, mi ha aiutato a guidare ancora più forte. Rispetto al CIV però cambiavo moto, gomme, team... Anche per questo è stato un weekend un po' complicato. Prove libere e subito qualifiche, se non hai un lavoro dietro con la squadra sei un po' svantaggiato. Non mi sono trovato benissimo con la moto, poi lavorandoci abbiamo trovato un buon passo, anche se ormai era tardi per fare bene in qualifica. Nelle gare poi sono riuscito a risalire, da 27° ho recuperato una decina di posizioni.
Qualcosa ti tornerà utile anche per la Superbike, oppure no?
Per quello che devo fare l'anno prossimo, poco o niente. La moto è un altro pianeta e non ho neanche imparato una pista in più, Cremona la conoscevo già. Moto, freni, elettronica... È tutto diverso, è come ricominciare un po' da zero.
Hai dato un'occhiata alla Superbike. Qual è ora il programma per arrivare pronto al 2026?
Stiamo vedendo se è possibile fare qualche test privato nostro prima della fine dell'anno. Come allenamenti, poi vedrò col mio preparatore ma sicuramente dovremo intensificare tutto. Quest'anno comunque sono riuscito ad andare forte perché ho girato tanto in moto, tra motard e la mia R6. Negli anni scorsi non riuscivo per questioni di budget, invece quest'anno giravo tanto e arrivavo al weekend già pronto. Come preparazione atletica cambierà qualcosa, in moto sarà sempre lo stesso, girare il più possibile e magari andare a vedere anche qualche pista che non conosco, come Assen o Balaton, così non arrivo totalmente impreparato.