Jonathan Rea esalta Marc Marquez: "Uno così meglio non averlo contro"

Superbike
mercoledì, 15 luglio 2020 alle 7:41
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Marc Marquez ha sempre vinto il Mondiale dal suo esordio in MotoGP nel 2013, ad eccezione del 2015, una stagione contrassegnata da troppi errori. Parte ancora una volta con i favori del pronostico, dopo un 2019 senza rivali, con peggior risultato un... secondo posto. Punta dritto al nono titolo mondiale all'età di soli 27 anni, in tanti scommettono che raggiungerà i 15 di Giacomo Agostini.
Merito di una capacità di adattarsi alla moto che nessun pilota può eguagliare, portandolo a vincere 56 gare in MotoGP, 82 nel Motomondiale. A descrivere il suo talento naturale è il pentacampione della Superbike Jonathan Rea. "L'abilità tecnica di Marc è incredibile: cosa può fare con la moto quando funziona e cosa può fare quando non funziona", spiega a Motorsport Magazine. “È chiaro che in molti dei suoi campionati non ha avuto il miglior pacchetto, ma è sempre riuscito a vincere".

Marquez oltre ogni limite

Merito anche delle tante cadute rimediate nelle prove libere che lo aiutano a scoprire il limite personale, della sua Honda, della pista. "Sono contento di non correre contro di lui, a dire il vero! La sua capacità di dimenticare il limite e spingere oltre i confini è incredibile - aggiunge Jonathan Rea -. Continuare a spingere per trovare un altro decimo, un altro e un altro. È fiducia. Sembra avere molta fiducia, mentre altri piloti raggiungono il limite e non possono migliorare. Hanno quel blocco mentale, mentre Marc sembra avere la capacità di andare avanti e indietro".
La 'mostruosità' del campione MotoGP non sta solo nello stile di guida. Ma anche nell'abilità ad adattarsi velocemente alla RC213V, alle condizioni della pista, ad un setting non ideale. "Potresti essere su una pista e il bilanciamento del telaio non è corretto; forse perché il set-up è troppo duro o troppo morbido, ma invece di entrare nel box e dire al capo tecnico che il bilanciamento della moto non va, ti ritrovi a capire in pochi giri ciò di cui la moto ha bisogno per andare veloce e inconsciamente si guida in modo diverso". Quasi tutti gli altri piloti, invece, aspettano che sia la moto ad andare incontro al loro stile. "In pochi giri Marc capisce come guidare la moto".
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