Il passaggio al team Barni, la regola sul peso minimo in Superbike e tanto altro nell'intervista che Corsedimoto ha fatto ad
Alvaro Bautista.
41 anni, ancora tanta voglia di correre ed essere
protagonista.
Alvaro Bautista nel 2026 sarà nuovamente sulla griglia del
Mondiale Superbike, ma con i colori del Barni Spark Racing Team e la nuova
Panigale V4 R. Godrà del supporto tecnico Ducati e ha tutte le intenzioni di
lottare per conquistare risultati importanti. Lo ha spiegato nell’evento di
presentazione della squadra di Marco Barnabò e lo ha ribadito anche
nell’intervista che ha rilasciato a noi di Corsedimoto.
Mondiale Superbike 2026: Corsedimoto intervista Alvaro Bautista
Nuovo anno, nuovo team, nuova moto. Alvaro, come ti
approcci alla tua ottava stagione nel Mondiale SBK?
“Ci sono tanti cambiamenti, sono molto emozionato e carico
nell’affrontare questa sfida. Certamente non sarà facile all’inizio, perché arrivo
in una nuova squadra dopo tanti anni con Aruba Ducati e servirà un po’ di tempo
per instaurare i rapporti con le persone nel box e per abituarmi al nuovo
metodo di lavoro. Non ho in mente alcuna aspettativa particolare, anche perché
ci sarà un nuovo modello di Panigale V4 R e bisognerà scoprirne il potenziale.
A livello di risultati non voglio mettere nessun obiettivo ora, perché non so
cosa arriveremo a ottenere. Sicuramente, la voglia di fare bene e di dimostrare
che sono competitivo c’è”.
A novembre avevi dichiarato che non ti sarebbe
dispiaciuto fare un’impresa come quella di vincere il titolo Superbike con un
team indipendente. “Sono qui per quello, per vincere. Barni Spark Racing Team è
una squadra in crescita, ogni anno migliora i risultati e penso che nel 2026
farà un altro step. Io mi sento pronto a dare il massimo e se voglio continuare
a correre è perché fisicamente e mentalmente mi sento al top per provare a
vincere. Poi vediamo, ci sono tanti cambiamenti, ma la mentalità è quella. Ci
sarà anche il supporto ufficiale di Ducati, un fattore molto importante per me.
Non credo che farò peggio rispetto agli scorsi anni, penso che dovrei riuscire
a lottare per il podio in tutte le gare. Comunque non voglio crearmi
aspettative finché non comincio a lavorare con la squadra e con la nuova moto.
Dobbiamo capire come andare forte, sono convinto che ci arriveremo, ma non so
quanto tempo ci metteremo”.
Hai provato la nuova Ducati Panigale V4 R in un test ad
Aragon. Quali sono state le tue sensazioni? C’è già qualche aspetto che ti ha
colpito positivamente?
“Non è stato un test di performance, abbiamo provato un po’
di cose per Ducati. Comunque le prime sensazioni sono state molto positive,
anche perché il carattere della moto è sempre quello Ducati, non c’è stato uno
stravolgimento. Però è vero che forse con il forcellone bibraccio c’è un passo
in avanti abbastanza grande, subito mi sono trovato molto bene senza toccare
niente della moto. La mia sensazione è che passando al forcellone bibraccio ci
sia stato un miglioramento rispetto a quelli che erano i punti deboli presenti
con il monobraccio. Il feeling iniziale è stato positivo, poi dovremo vedere
come andrà quando cominceremo a spingere forte e a lavorare di più sulla moto”.
Che programma avete stabilito per il primo test SBK 2026
a Jerez (21-22 gennaio)?
“Innanzitutto, dobbiamo iniziare a lavorare assieme e
capirci a vicenda con il mio capotecnico, i meccanici e le altre persone del
Barni Spark Racing Team. Per quanto riguarda la moto, essendo nuova, partiremo
con una base standard Ducati: io vedrò di adattarmi e poi cercheremo di fare
alcune modifiche non troppo grandi, perché i test invernali possono essere
ingannevoli. Le temperature sono basse, la moto funziona diversamente e le
gomme lavorano diversamente rispetto ai weekend di gara. La nostra idea non è
quella di andare forte dal primo giorno, è più importante capire bene la nuova
Panigale V4 R e costruire un buon feeling per poter guidare nel modo più comodo
possibile. Quando sei a tuo agio, puoi spingere di più nel momento in cui è
necessario farlo. Nel test a Jerez cercheremo di non fare tanti cambiamenti.
L’obiettivo è girare e trovare feeling sia con la moto sia con la squadra.
Inoltre, devo ritrovare ritmo, visto che non guido una moto Superbike
dall’ultima gara del 2025. Ci sono tante cose da fare prima di cercare il
limite”.
La battaglia contro la regola sul peso minimo in SBK
Regola sul peso minimo confermata nel Mondiale Superbike
2026. Tolto Jonathan Rea, tutti i colleghi avevano firmato la tua petizione per
abolirla, però per il terzo anno consecutivo dovrai correre con una zavorra
sulla tua Ducati. Quanto ti delude questa vicenda?
“Per me non è una regola giusta e gli altri piloti sono
d’accordo con me, però sono le case a fare le regole del campionato. Mi
aspettavo che FIM e Dorna fossero dalla parte dei piloti, visto che siamo noi
che corriamo e che ci giochiamo la vita. Sappiamo cosa succede quando c’è più
inerzia sulla moto: ti porta fuori nelle curve, può causare più cadute e in
generale comporta più rischi. FIM e Dorna cercano sempre di avere più sicurezza
in pista, dunque mi aspettavo che spingessero le case per cambiare il regolamento.
Purtroppo, tolta Ducati, non sono disponibili a farlo. Non so perché abbiano
paura di togliere questa regola, visto che io sono l’unico pilota della griglia
ad essere penalizzato per il fisico. Ai loro piloti non cambia nulla, cambia
solo a me. Forse hanno ancora paura di me, non lo so. Negli ultimi due mondiali
la vittoria è stata contesa da due piloti grandi. Questa lotta non la sto
facendo solo per me, ma per tutti i piloti piccoli, perché in questo campionato
non c’è spazio per noi. Ora nessuna casa e nessun team vuole piloti leggeri.
Darò il massimo per Barni, a cui sono grato per la fiducia che mi ha dato”.
Quando eri in Honda e non lottavi per le prime posizioni,
il tuo peso non interessava.
“Con Ducati il pacchetto è più competitivo e siamo riusciti
a mettere tutto a posto per vincere. Hanno cercato di penalizzare Ducati e,
quando hanno visto che penalizzandola comunque non riuscivano a fermarmi, hanno
deciso di penalizzare direttamente me. È giusto cercare di creare un equilibrio
tra i costruttori della griglia, ma senza puntare a fermare un singolo pilota”.
Hai 41 anni, hai vinto 3 titoli mondiali (1 in 125 e 2 in
Superbike) e magari altri al tuo posto si sarebbero ritirati, soprattutto
sentendosi vittima di un’ingiustizia come nel tuo caso. È una sfida ancora più
motivante continuare a correre con una regola che ti svantaggia?
“Avrei potuto restare a casa, avendo vinto gare e mondiali,
perché non ho più bisogno di correre. Il problema è che mi piace, che mi sento
competitivo e che sento che posso vincere. Non voglio smettere e poi avere dei
rimpianti per non averci provato ancora. Perché devo smettere di fare una cosa
che mi piace a causa di una regola? Non voglio rimanere a casa per una
decisione di altre persone che hanno voluto mettermi una zavorra”.
Per il 2026 avete nuove idee su come gestire questo
extra-peso? La nuova Ducati Panigale V4 R potrebbe rendere meno complicata la
gestione?
“Barni sta lavorando molto con il suo fornitore per
sistemare la zavorra in modo tale che mi disturbi il meno possibile. Però i 7
chili in più restano. Non so ancora se con la moto nuova avvertirò di più o di
meno questo extra-peso, ma comunque stiamo lavorando per cercare di
distribuirlo diversamente. Poi dipende anche dalle esigenze che ci sono in una
determinata pista il fatto di metterlo in un posto piuttosto che in un altro. Avere
più peso sarà sempre uno svantaggio, però sono fiducioso, perché il team Barni
sta lavorando molto per aiutarmi”.
Rispetto, preparazione, stagione Superbike 2026 e Razgatlioglu in MotoGP
Da quando sei nel Mondiale Superbike ti senti abbastanza
rispettato come pilota? Spesso si è parlato del tuo peso e/o del fatto che
guidassi la moto migliore, magari togliendoti anche dei meriti per le tue
prestazioni e i tuoi risultati.
“Ricordo che quando sono arrivato in Superbike e ho
cominciato a vincere, ciò non è piaciuto a tutti. Credo che nel 2019 tanti
piloti siano stati invidiosi vedendo come ero arrivato nel campionato. Poi
hanno sempre cercato scuse per giustificare il fatto che io vincessi e loro no.
Prima dicevano che la Ducati Superbike fosse praticamente una MotoGP, poi si
sono attaccati al peso. C’era sempre un motivo per giustificare le mie
vittorie, senza mai evidenziare il fatto che fossi stato più bravo di loro.
Tutti sanno la realtà, l'abbiamo vista in pista. Io sono molto contento di quello
che ho fatto e di come l’ho fatto. A me interessa il pensiero della gente che è
vicina a me, gli altri possono pensare ciò che vogliono”.
Passando dalla MotoGP alla Superbike, com’è cambiata la
tua preparazione?
“Sicuramente in MotoGP ci sono più gran premi, però in
Superbike ci sono tre gare a weekend e ciò è stressante sia fisicamente sia
mentalmente. Io ho iniziato a cambiare il mio tipo di allenamento nell’ultimo
anno in MotoGP, facendo delle sessioni aerobiche più corte e più intense. Nella
mia carriera avevo già fatto tanto lavoro aerobico, quindi avevo una buona
base. Inoltre, ho iniziato a fare un lavoro mentale importante. Fare tre gare a
weekend è qualcosa di molto impegnativo, devi fare un reset da una gara
all’altra. L’aspetto mentale è quello su cui mi sono concentrato maggiormente e
credo che i risultati siano stati buoni”.
Che stagione Superbike 2026 ti aspetti?
“Sulla carta, Bulega è il favorito per il titolo mondiale.
Se non ci fosse stato Toprak, negli ultimi due anni avrebbe vinto lui. Per me,
avendo la zavorra, è stato più difficile lottare. Dobbiamo vedere come andranno
tutti i cambiamenti che ci sono stati quest’anno. Vierge è andato alla Yamaha e
ha fatto dei test molto buoni. Vediamo cosa riuscirà a fare Petrucci con la
BMW, dove c’è anche Oliveira, che sarà un’incognita dato che viene da tanti
anni di MotoGP. Vediamo anche quanto ci mettono a capire moto e gomme SBK i due
nuovi piloti Honda che arrivano rispettivamente da MotoGP e Moto2. Sarà un
campionato parecchio interessante, perché ci sono molte novità. L’unica cosa
chiara è Bulega come favorito, poi il resto sarà un punto interrogativo”.
Toprak Razgatlioglu ha lasciato la Superbike per andare
in MotoGP, cosa pensi di questa sua nuova avventura?
“Ha avuto l’opportunità di andare in MotoGP e l’ha presa, è
comprensibile che abbia voluto provare. Ma quel campionato è molto diverso da
quello SBK: moto, gomme, piste, piloti… Inoltre, là se ti lamenti non
interessa a nessuno, devi solo pensare a spingere più forte. Non so cosa
aspettarmi da lui. Chiaramente, Toprak è un pilota con molto talento e con un grande
controllo della moto. Il primo anno sarà molto difficile, perché avrà tante
cose da imparare. Vediamo come se la caverà”.
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