MotoGP eSport: un successo in grande crescita

Con il motorsport fermo per l'emergenza Coronavirus, gli eSport raccolgono sempre più interesse. Domenica al via la terza gara virtual MotoGP a Jerez.

29 aprile 2020 - 15:57

Con il mondo del motorsport fermo in attesa di una ripartenza, tutti i riflettori sono puntati sugli esport. Da quando infatti gli autodromi sono sovrastati dal silenzio dei motori spenti e delle tribune deserte, molti piloti professionisti hanno trovato nei simulatori di guida il modo giusto per continuare a guidare, a divertirsi e ad allenarsi, seppure in maniera virtuale.

In questo modo sia la FIA che la Dorna hanno dato vita a diversi campionati virtuali nei quali alcuni fra i migliori simracer del mondo possono combattere fianco a fianco con alcuni fra i piloti più importanti e famosi al mondo. Analogamente a quanto successo con i virtual GP di Formula 1 ai quali hanno partecipato alcune celebrità della F1 come Charles Leclerc, Lando Norris, Johnny Herbert o Jenson Button. Lo stesso sta accadendo per le gare di virtual MotoGP, oggetto di un successo del tutto inaspettato.

Terzo GP virtuale a Jerez

Le prime due gare della virtual MotoGP (la prima sul circuit de Catalunya, la seconda sul Red Bull Ring, Austria) hanno infatti riscosso un grande successo. Sono stati ben 29 i broadcaster internazionali (tra i quali Sky, DAZN, NBC e Canal+) che hanno trasmesso in diretta le prime due gare della Moto GP virtuale. Hanno preso parte i piloti più famosi e titolati del mondo come i fratelli Marquez, Valentino Rossi, Danilo Petrucci e Fabio Quartararo. La stima ufficiale parla di circa 3,2 milioni di spettatori impegnati a seguire in diretta le gare come se fossero reali.

Un successo che ha spinto la Dorna ad organizzare una terza gara, in programma per il prossimo 3 maggio 2020. Nella domenica che avrebbe dovuto ospitare il GP di Spagna sul circuito di Jerez de la Frontera, i piloti delle moto più veloci del mondo torneranno in pista – seppur dietro i loro televisori – per sfidarsi nella terza gara di questo particolarissimo campionato 2020. L’occasione sarà ghiotta per tutti gli appassionati, che potranno seguire in diretta mondiale l’evento. Per la prima volta, prenderanno parte anche i piloti della Moto 2 e della Moto 3, in due gare a loro dedicate, proprio come nella realtà.

L’ascesa degli esport

Le gare di moto virtuali sono però solo la punta dell’iceberg nell’attuale panorama degli esport che sta coinvolgendo sempre di più alcuni fra i più grandi sportivi del mondo come Alex Rodriguez o Shaquille O’Neill. Proprio questi ultimi due fanno parte della NRG esport, una delle più importanti e articolate organizzazioni mondiali in termini di sport virtuali. Il successo della NRG rappresenta abbastanza bene il percorso che hanno fatto gli esport dal 1972 ad oggi. In quella data venne istituito in USA il primo torneo di Spacewar. Per adesso sono praticamente l’unica forma di sport praticato nel mondo a livello professionistico, in una spirale crescente che non accenna a diminuire di intensità. Lasciando aperte numerose domande circa il futuro, sia degli esport che del motorsport “vero”.

Il crescente successo degli esport fa infatti da contraltare alle vicende che negli ultimi anni hanno colpito il mondo automotive, moto comprese. Mentre infatti sempre più persone si avvicinano e rimangono affascinate dai GP virtuali, sempre più persone e istituzioni perdono interesse per le gare vere. Sia l’industria automobilistica che quella motociclistica stanno vivendo anni di crisi. Il mercato arranca e le vendite sono in continuo calo, mentre i costi sono in continua crescita. In questo contesto sempre più case automobilistiche decidono di abbandonare il mondo delle corse. Ultima è l’Audi, che si ritirerà dal DTM segnando molto probabilmente la fine di questo storico campionato. Lasciando presagire un futuro piuttosto fosco per questo tipo di sport e lasciando spazio ad una domanda lecita.

Se il motorsport in futuro non dovesse più esistere o diventare ancor più di nicchia di quanto è già, ci saranno ancora le gare virtuali? È presto per scoprirlo e, sebbene in questo particolare momento storico sono l’unica cosa rimasta agli appassionati, è difficile pensare che questo tipo di attività riusciranno ad eliminare la passione per l’odore di gomma bruciata o il possente vociare di un motore da corsa messo a punto a dovere.

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