Superbike, Scott Redding

Superbike, Scott Redding “Ducati ha perso mezzo secondo sul dritto” Ma è vero?

Scott Redding sostiene che il vantaggio Ducati sul dritto sia evaporato. Ma il problema ad Aragon è stato diverso. Ora serve una scossa per tenere aperta la Superbike

17 settembre 2020 - 19:00

Scott Redding è finito all’angolo e per rimettere nel mirino il Mondiale Superbike servirà una prestazione al top questo fine settimana al Montmelò. Sarà la prima volta delle derivate dalla serie sul tracciato alle porte di Barcellona  e il fattore campo, almeno sulla carta, potrebbe pendere dalla parte del ducatista. Redding qui ha disputato ben undici GP, in tutte le categorie del Motomondiale, contro zero di Jonathan Rea capofila iridato. Inoltre il lunghissimo rettilineo potrebbe essere terreno di caccia per la Panigale. Ma è proprio qui il punto: la Rossa è ancora la regina della velocità di punta? Secondo Scott Redding il primato è evaporato. “Ho visto i riferimenti di Alvaro Bautista 2019, da allora abbiamo perso mezzo secondo sul rettilineo. Avessi avuto lo stesso vantaggio, al Motorland avrei vinto…” Invece ha incassato un pesantissimo break da Jonathan Rea, scivolando a -36 punti dalla vetta. A tre round dalla fine, comincia ad essere un margine preoccupante, specie se di fronte un campione di consistenza come il nordirlandese.

I conti non tornano

Scott Redding piace perchè è un pilota sanguigno, che non ama nascondere le  emozioni. Ad Aragon, dopo la scivolata che potrebbe costargli il Mondiale, si è rincantucciato nel box a piangere. Parla spesso fuori dai denti, ma la puntualizzazione tecnica post Motorland non trova riscontro nei dati. Nel 2019 Alvaro Bautista su quella pista, con la stessa Ducati di Redding, aveva fatto il vuoto in tutte e tre le gare. Nella prima aveva coperto i diciotto giri in 33’14″114 primato sulla distanza rimasto imbattuto. Al  T4, il tratto che comprende un chilometro di rettilineo e l’ultima curva,  nel miglior passaggio aveva fatto  25″879. Sempre in gara 1 nel 2019 la top speed era stata di Chaz Davies con l’altra Aruba.it Ducati, con 323,4 km/h. Jonathan Rea era finito secondo, a 15″ dallo spagnolo, dunque aveva impiegato 33’29” per coprire i diciotti giri. La top speed Kawasaki era stata 318,6. Sempre lo scorso anno, in gara 2, Bautista aveva impiegato 33’16″448, percorrendo il T4 in 26″061, con top speed 321,4 km/h. Rea aveva fatto ancora secondo, in 33’24”, segnando una velocità di 318, km/h.

E il mezzo secondo perso sul dritto dov’è?

Guardiamo i dati 2020, prendendo in esame il Round Teruel, cioè il secondo di fila disputato ad Aragon. Stavolta le temperature aria/asfalto erano più alte, per cui la pista era (leggermente) meno veloce. In gara 1 Scott Redding nel settore T4  ha fatto 26″111 (contro 26″348 di Rea) transitando sul dritto a  317,6. Da notare  che Jonathan Rea sui 18 giri ha impiegato  33’25”, quindi lo stesso identico tempo di gara 2 un anno prima. La Kawasaki  non è andata oltre 307,7. In gara 2 invece Jonathan Rea ha vinto in 33’20″294. Nel T4 il più veloce è stato Michael van der Mark (Yamaha) con 26″094, a seguire Bautista (Honda) 26″138, Rea 26″213 e Redding 26″296. Top speed: Melandri (Ducati Barni) e Bautista (Honda)  322 km/h, Redding 216,7 e Rea 315,8. Al netto di variazioni di temperature e vento, che in quel tratto influiscono molto, non pare proprio che la Ducati abbia perso potenziale nel veloce, tantomeno che il problema di Redding sia stato il T4.

E’ ancora questione di due curve

Oltre che doversela vedere con un Jonathan Rea in stato di grazia, Scott Redding al Motorland ha dovuto fare i conti con un Michael Rinaldi velocissimo con la Ducati 2019. Il 24enne riminese era particolarmente veloce nel tratto guidato, dove il britannico ha sofferto le maggiori difficoltà, inclusa la caduta in gara 1 costatagli carissima. “Al Montmelò troveremo un paio di curve molto simili a quelle che ci hanno messo più in difficoltà ad Aragon” mette le mani avanti Redding. Che, partendo dall’esperienza dei test del luglio scorso (qui i risultati finali), teme di andare incontro ad un altro week end di patemi. Toccherà alla Ducati riportare in carreggiata il britannico. Non solo da punto di vista tecnico, ma anche mentale. Restano nove gare e il Mondiale ha ancora moltissimo da dire.

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