La MotoGP corre con un piede e mezzo nel futuro, dopo un mercato piloti che ha cambiato le carte in tavola spostando i pezzi grossi su uno schieramento 2019 che stuzzica moltissimo. Invece in
Superbike girano gli stessi nomi per le stesse squadre: c'è perfino la possibilità che resti tutto com'è adesso. Il problema non sono i soldi, ma la mentalità: adesso che la Kawasaki è riuscita ad evitare la fuga di
Jonathan Rea, per provare a scalfire il dominio che dura da tre anni (quasi quattro...) ci vorrebbe qualcosa di nuovo. Invece regna la conservazione, e anche se ci sono più candidature che moto buone, al momento pare che i manager dei piloti abbiano il pallino in mano. (
qui gli orari di Laguna Seca)
SITUAZIONE - Le moto ufficiali libere sono appena cinque: una Kawasaki (Tom Sykes non ha ancora rinnovato e si guarda intorno), due Yamaha e altrettante Ducati. I pretendenti sono di più:
Chaz Davies,
Marco Melandri, Alex Lowes, Michael van der Mark, Tom Sykes oltre a Eugene Laverty e Lorenzo Savadori, visto che il team Milwaukee non ha ancora chiarito i programmi. Quindi, solo limitando l'orizzonte a chi corre già in
Superbike, dovrebbero essere le squadre ad avere in pugno la situazione. Qualcuno fra i pesci grossi rischia di restare senza moto.
CONCORRENZA - In
Superbike il mercato piloti è strano. La Kawasaki conferma
Jonathan Rea, che da tre anni e mezzo si sta prendendo gioco degli avversari, e le sfidanti (cioè Ducati e Yamaha) stanno parlando con gli stessi piloti che contro Cannibale si tolgono qualche soddisfazione ogni tanto. Magari l'arrivo della Ducati V4 potrebbe sovvertire i valori tecnici, ma rischio di partire battuti in partenza c'è. Il fondato sospetto è che Rea, con gli avversari di adesso, giochi al gatto con il topo.
ALTERNATIVE - La Honda ha esercitato l'opzione con Leon Camier, che quindi anche nel 2019 sarà sulla CBR-RR, e per il secondo pilota le alternative non mancherebbero. Il mercato MotoGP lascerà a piedi parecchi piloti di un certo calibro, e anche in Moto2 ci sono ragazzi veloci. "Ma pensiamo che i piloti
Superbike siano la scelta migliore, già in passato si è visto che pescare fra i resti della MotoGP non porta lontano" è convinto Kervin Bos, direttore di Red Bull Honda. Lì brucia ancora, evidentemente, il fallimento di Stefan Bradl. Che fa poco testo, perchè la Honda 2017 era a picco e il tedesco ex MotoGP si era demotivato subito. Uno
Scott Redding non farebbe comodo? Il britannico ha vinto la sua prima gara Mondiale (in 125GP) a soli 15 anni. In MotoGP non è stato all’altezza dei supertop, ma in qualche occasione se l’è cavata. Poi, sempre spaziando sui “resti” del GP, ci sarebbero liberu - fra gli altri -
Bradley Smith, Tom Luthi, magari anche Jonas Folger, se tornerà in forma fisicamente. Tornando nel recinto Superbike, c’è un Michael Rinaldi (nella foto) che al debutto, a 22 anni, sta sempre più spesso incalzando gli ufficiali Melandri e Davies. A
Laguna Seca, questo week end, non ci sarà perchè per adesso la Ducati Aruba lo fa correre solo nei round europei. Non sarebbe una bella ed eccitante scommessa?