Nel giro d'onore non si è fermato a fare pipi lungo la pista, come fece una volta Valentino Rossi proprio a Jerez. Quando vince raramente regala siparietti, e quando succede si vede da lontano che non è farina del suo sacco. Non si è mai travestito da super eroe, non ne ha bisogno. Il super eroe è lui,
Marc Marquez (
qui cronaca e classifica)"POTEVO ANDARE PIU' FORTE"
E' il pilota più vittorioso di questa epoca: 7 Mondiali e 72 vittorie, a soli 26 anni. E' sbagliato dire che “okay è veloce, ma non è personaggio”. Lui, Marc, lo è a modo suo. Adesso che non è più un bambino, ha imparato a ferire gli avversari con finezza. “Non mi piace vincere così” è stato l'epitaffio con cui, in Spagna, ha seppellito l'autostima degli avversari. Significa: non mi diverto a battervi, non siete all'altezza. Ha aggiunto: “Avrei potuto andare più forte, ma non c'era bisogno”. Se la Honda non lo avesse tradito ad Austin (caduta per un problema elettronico) adesso sarebbe già in fuga verso l'ottavo Mondiale. Ma ormai abbiamo capito come funziona, è solo questione di tempo: da qui a Valencia, novembre prossimi, chi volete possa pensare di fermarlo? Nessuno.
HONDA HA IL JOLLY IN MANO
In Superbike dicono che non è questione di supremazia Ducati, perchè con quella moto solo Alvaro Bautista sa fare magie. E in
MotoGP, allora? Jorge Lorenzo, pilota da cinque Mondiali, con la stessa Honda di Marquez è arrivato 12°, a 18 secondi. A Jerez, la sua pista preferita. Cal Crutchlow di secondi ne ha incassati "solo" 10 (ottavo posto). Applicando il “teorema Bautista” alla top class, si può affermare che senza Marquez la Honda non esisterebbe. E' vero, e lo sanno anche i giapponesi: per questo gli pagano 15 milioni d'ingaggio l'anno....