Il Re di Imola mette a nudo Aprilia e Ducati

Paolo Gozzi Blog
domenica, 10 maggio 2015 alle 15:15
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Mettete il pilota più forte sulla moto più equilibrata ed ecco il risultato. Jonathan Rea sbanca Imola per la sesta volta e a un terzo del cammino il Mondiale Superbike è virtualmente assegnato. La Kawasaki sale a +87 sull'Aprilia di un frastornato Leon Haslam che nel gran volo al Tamburello ha lasciato pure qualche costola. Rea avanza inarrestabile: otto centri in dieci sfide, quando è andato male ha fatto secondo. Ha già due GP di vantaggio sugli otto che restano. I 65 mila appassionati di Imola sono rimasti incantati dal numero 65: era destino. Interrogativo di giornata: Rea è un fenomeno o le debolezze di Aprilia e Ducati hanno spianato la strada?
HASLAM IMPUTATO – Avevamo sottolineato a febbraio che la coppia Aprilia non era all'altezza della RSV4 vincitrice di sette Mondiali nelle ultime cinque stagioni. Facile profezia. Leon è un cuore di Leone ma non la sensibilità necessaria per portare al limite la quattro cilindri veneta, che va guidata più di fino che di forza. Prendeva paga da Rea in Honda e la prende adesso che nell'arco di un campionato Aprilia e Kawasaki probabilmente si equivalgono. I conti tornano. Nel 2014 Noale aveva vinto il braccio di ferro puntando su due top rider, Guintoli e Melandri, adesso il secondo è un debuttante della categoria sbarcato da metà classifica Moto2. Servirebbe ben altro che Jordi Torres per “spingere” Haslam. Il terzo posto di Imola è un contentino ma lasciano perplessi i 26 secondi di distacco.
DUCATI FRAGILEImola ha riabbracciato Davide Giugliano, subito velocissimo (pole e podio) al rientro dopo la lunga convalescenza. Senza l'incidente in precampionato la storia del Mondiale sarebbe stata diversa. Sono convinto che in Australia con questa Ducati avrebbe fatto cappotto, poi avrebbe lasciato il segno anche ad Aragon e Assen, dov'è sempre stato velocissimo. Magari Rea non sarebbe esploso così, sono i dettagli che cambiano l'inerzia dei campionati. Recuperato il Bandito, sorge il problema affidabilità. Chaz Davies è stato tradito sia dalla sua moto che da quella di riserva utilizzata nella seconda sfida. La Panigale ha cominciato a volare ma viene il dubbio che l'ultimo step di sviluppo motore abbia messo in crisi qualche componente. Contro questa Kawasaki non c'è tempo da perdere, a Giugliano serve una rossa che vada forte e non si rompa.
RANGHI RIDOTTIImola e la Superbike si amano, il successo di pubblico è stato superiore alle aspettative. Direzione dell'autodromo e Dorna stanno discutendo un rinnovo che diamo per scontato, vista la reciproca convenienza. L'entusiasmo generale però non deve nascondere le pecche di questo Mondiale, per esempio l'ordine d'arrivo con appena tredici classificati. Dietro allo spettacolare confronto tra Kawasaki e le due italiane al momento c'è poco. La Suzuki praticamente non corre da tre GP, cioè da quando è stata costretta ad adottare l'elettronica a norma regolamento 2015 in coda alla deroga ottenuta nei due iniziali. Perchè un team così esperto non riesca a far funzionare i software è un mistero. Sta sparendo dai radar anche la Honda in bilico tra problemi tecnici e tensioni con lo sponsor che già sta pensando alle alternative 2016. Peccato, perchè sulla CBR ci sarebbe una coppia coi fiocchi, il campione in carica Guintoli e l'astro nascente van der Mark. Magari li avesse l'Aprilia...
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