Andrea Iannone che torna dopo cinque anni rischia di diventare il principale catalizzatore d'interesse del GP di Malesia. Si, avete letto bene: non è un'esagerazione. La sfida Mondiale punto a punto fra Jorge Martin e Pecco Bagnaia eccita noi appassionati, ma arriva poco o niente al grande pubblico generalista. Invece il salto senza rete che il pilota di Vasto si appresta a compiere ha tutti gli elementi per coinvolgere il grande pubblico. Non solo perchè Iannone è, oggi, l'unico pilota di moto da rotocalco, in virtù dei suoi sconfinamenti in trasmissioni televisive nazional popolari e della relazione con una fidanzata talentuosa e famosa come Elodie. E' proprio il non senso tecnico dell'operazione che renderà questo rientro particolarmente appassionante.
"Non è una buona idea"
Nicolò Bulega, pilota ufficiale Ducati in Superbike reduce da una stagione d'esordio coi controfiocchi, sarebbe stato il naturale candidato alla sostituzione di Fabio Di Giannantonio. Con l'uscita dal giro Ducati di Pramac Racing, il team VR46 ha guadagnato i galloni di formazione "satellite" ufficiale nel 2025, per cui lanciare nella mischia il nuovo pupillo di Luigi Dall'Igna sarebbe stata un'operazione comprensibilissima. Ma Bulega (e sicuramente anche Ducati Corse) hanno valutato non fattibile l'operazione.
"Correre con una MotoGP senza averla mai provata non mi pare una buona idea" ha affermato senza mezzi termini Nicolò. Vale anche per Andrea Iannone, ovviamente. Ha gareggiato l'ultima volta in top class a Valencia nel 2019, con l'Aprilia. Oggi le MotoGP sono veicoli assai differenti da quelli di cinque anni fa.
Una follia tecnica
Andrea Iannone avrà unicamente le due sessioni del venerdi, più un altro breve turno il giorno dopo, per prendere confidenza con la GP23 del Team VR46. Dovrà adattarsi alla gestione dell'abbassatore, che costringe i piloti a continue manovre per intervenire sull'assetto, alla potenza ben superiore alla Ducati Panigale V4 Superbike che ha utilizzato questa stagione, alle gomme Michelin diversissime dalle Pirelli disponibili nelle derivate dalla serie. Con l'incognita del meteo, che a Sepang è sempre ballerino e minaccia di accorciare ulteriormente il tempo a disposizione. Se non piove, la Malesia è una fornace. "Gli ultimi 5-6 giri di quel GP sono una cosa terrificante, non avete idea dello sforzo necessario" ha commentato Danilo Petrucci, uno che ha vinto una tappa alla Dakar.
E allora il senso dov'è?
Se Andrea Iannone nelle due gare malesi riuscisse a non arrivare ultimo sarebbe già un'impresa sportiva da ricordare. Perchè ipotizzare che possa fare meglio, è una pura suggestione senza base tecnica. Inesperienza e livello altissimo degli avversari e della competizione sono dati di fatto oggetti. Ma è proprio l'insita follia che rende l'operazione assai suggestiva, per Andrea ancora di più. A 35 anni, dopo quattro stagioni di stop per squalifica, è tornato veloce (talvolta velocissimo) in Superbike, con una Ducati privata gestita da un piccolo team. Ha riassaportato il gusto della vittoria, al Motorland di Aragon, nel "giorno più importante della mia vita".
Divertiti, ragazzo!
Iannone, oggi, è un ragazzo tornato a fare quello che ama di più, il pilota. Gli è arrivata una proposta che, alla sua età, potrebbe non capitargli più. E lui l'ha afferrata al volo, con lo spirito giusto. Qualunque cosa dirà il cronometro, non ci sarà che da togliersi il cappello di fronte al coraggio, alla voglia e alla passione di questo ragazzo. Lui è
"elettrizzato dall'idea" e noi che lo seguiremo da fuori non vediamo l'ora. Finalmente questa
MotoGP robotizzata riscopre il romanticismo e la follia dei vecchi tempi. Divertiti, Andrea!