Serafino Foti, il manager psicologo che sussurra ai piloti (e li fa vincere)

Superbike
mercoledì, 04 febbraio 2026 alle 19:00
Serafino Foti e il segreto del team manager vincente
Nel mondo delle corse, dove la differenza tra vittoria e sconfitta si misura in millesimi, c’è un aspetto decisivo che non compare nelle telemetrie: il fattore umano.
Serafino Foti, in occasione della presentazione ufficiale del team Aruba.it Racing – Ducati per la stagione WorldSBK 2026, racconta come il suo ruolo da team manager vada ben oltre la gestione sportiva in senso stretto. Accanto alla dimensione organizzativa e tecnico-operativa c’è quella umana, altrettanto (se non addirittura più) importante. Il team manager diventa anche un po' psicologo.
"Ci sono tantissimi dettagli che non si possono sottovalutare" spiega Foti. "Anche quelli apparentemente più piccoli possono fare la differenza". Se da un lato il lavoro tecnico-strategico e di sviluppo è seguito in modo maniacale da Marco Zambenedetti e dal suo gruppo, dall’altro il team manager si concentra anche e soprattutto sulle persone.

L'aspetto umano

"Io, con l’aiuto del team, cerco di lavorare molto sull’aspetto umano, soprattutto sul rapporto con i piloti. Creare alchimia, fiducia, stima reciproca è fondamentale: sono elementi che tornano utili nei momenti difficili, ma anche in quelli chiave della stagione. È importante saper tenere la tensione all’altezza giusta, ma anche essere in grado di stemperarla quando il momento lo richiede".
Un concetto che assume particolare rilievo se si considera la posta in gioco. "Sappiamo tutti quali sforzi economici ed energetici richiede un progetto come questo, in un campionato come la Superbike. Arriva la gara, si spegne il semaforo e tutto è nelle mani – anzi, nella testa – dei nostri due piloti. In un attimo può cambiare tutto. Il weekend può essere vincente o disastroso, in un secondo. È una pressione continua. Ragion per cui l’aspetto mentale è qualcosa che non si può e non si deve mai sottovalutare".

Il segreto di Serafino Foti

Emblematico è l’esempio di Nicolò Bulega, con cui Foti ha lavorato anche dal punto di vista emotivo per portarlo a giocarsi il mondiale. Tra il team manager e il vice campione del mondo c’è un legame sincero, che va oltre le corse.
Lo stesso tipo di sintonia che ora Foti punta a instaurare con il nuovo arrivato Iker Lecuona: "Amo le sfide e guardo a chi arriva da anni difficili: portare Iker al successo, dopo stagioni complicate, sarebbe bellissimo, una grande sfida vinta".
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