Il segreto dell’Aprilia RS 660 Factory: potenza e accessibilità

Novità
martedì, 07 ottobre 2025 alle 21:30
aprilia
Aprilia ci ha aperto le porte del Modena Circuit per testare la nuova RS 660 Factory. Una sportiva che ci ha dato subito del tu.
L’obiettivo di Aprilia è ambizioso: ridefinire il concetto di sportiva di media cilindrata. Il mezzo per perseguirlo concreto: l’RS 660. Un gioiello, al contempo semplice e raffinato. 105 CV dal bicilindrico Euro 5+ e winglets per l’aerodinamica racing, sì, ma anche ergonomia studiata per non esasperare lo stress fisico. L’RS 660 offre una guida divertente e accessibile in pista, promettendo il giusto comfort anche in strada. 
L'attesa versione Factory incarna l’anima racing dell’RS. La sportività è esaltata dalla colorazione "Dark Banshee" in stile MotoGP e dalla sella monoposto con alette. Ma il vero elemento distintivo sono le sospensioni Öhlins pluriregolabili: Nix 30 da 43 mm con 120 mm di escursione all’anteriore e monoammortizzatore Stx 46 e 130 mm di escursione con serbatoio integrato al posteriore. Nonostante l’upgrade, il prezzo resta competitivo: 13.999 euro, 2.200 in più della base, includendo anche la versione per patenti A2.

Più potenza, stessa fluidità

Sotto la splendida livrea, il bicilindrico parallelo da 659 cc, ora omologato Euro 5+. Il miglioramento prestazionale rispetto alla precedente RS arriva dai corpi farfallati, il cui diametro passa da 48 a 52 mm. Di conseguenza, la potenza massima sale da 100 a 105 CV a 10.400 giri/min, mentre il picco di coppia si conferma a 70 Nm a 8.400 giri/min. Ciononostante, l’erogazione resta fluida, la moto semplice. Un perfetto equilibrio tra ricerca delle prestazioni e fruibilità.

Elettronica da pista, per la sicurezza anche in strada

La dotazione tecnica di serie include l’APRC (Aprilia Performance Ride Control), una suite elettronica pensata per unire sicurezza su strada e performance in pista. Essa comprende: launch control derivato dalla MotoGP (ALC); traction control (ATC) regolabile; anti-impennata (AWC); cruise control (ACC); controllo del freno motore in chiusura del gas (AEB); quick shifter (AQS); cornering ABS multimappa; acceleratore Ride-by-Wire con diverse mappature, per la strada e per la pista (AEM).

La prova in pista: grinta Aprilia

Un’evoluzione grintosa per la supersportiva di Noale, di cui abbiamo saggiato il potenziale tra i cordoli del Modena Circuit.
All’RS 660 è facile dare subito del tu. Il peso di appena 183 kg (a cui contribuiscono i cerchi in alluminio forgiato) e componenti tecniche di eccellenza (tra tutte, le sospensioni) rendono chirurgica la guida perfino di chi opera per la prima volta. Il telaio a doppia trave in alluminio è la base strutturale di una ciclistica perfetta. 
Allo slancio di confidenza, l’RS ti risponde con una dose di adrenalina, mai nervosa. L’erogazione fluida e l’aerodinamica estrema spingono naturalmente alla ricerca della velocità massima (c.a. 240 km/h). Le pinze radiali Brembo a quattro pistoncini montate sul doppio disco anteriore da 320 mm consentono l’ingresso in curva senza patemi. La loro efficacia porta addirittura a sottovalutarli: giro dopo giro si realizza che la capacità di frenata è tale da poter osare di più. L’anteriore, incollato all’asfalto, ispira fiducia. Il posteriore segue le traiettorie con precisione, ottimizzando la trazione. 
L’RS 660 è gentile con le gomme, e altrettanto con il pilota. Non stanca, non scalda, neanche dopo molti giri. Nonostante la potenza, non sei costretto a lottare con il mezzo. Ed è questa la sua arma vincente: un perfetto bilanciamento tra indole racing e carattere permissivo che strizza l’occhio sia ai rookie sia ai manici.

Continua a leggere

loading

Potrebbe anche piacerti

Altre notizie

Loading