
EICMA 2026, meno ingombri e più innovazione: ecco come le soluzioni miniaturizzate di EasyBlock e Astemo cambiano le due ruote.
All'EICMA 2026 sicuramente si sta prendendo grande spazio la "meccanica miniaturizzata". Nello specifico, la capacità di integrare parti complesse in spazi già esistenti, come ad esempio i piedini di una forcella od i blocchetti tendicatena, eliminando così elementi esterni che possano essere d'intralcio. Vi citiamo due esempi in particolare: il sistema italiano EasyBlock, un antifurto piuttosto interessante, e le soluzioni della multinazionale giapponese Astemo (nata dalla fusione di Hitachi Automotive Systems con Showa, Nissin e Keihin) tra propulsione e impianti frenati. Vi raccontiamo brevemente queste novità viste al Salone milanese.
EasyBlock: miniaturizzazione e sicurezza
Il sistema italiano è un esempio lampante, e c'è chi già lo definisce il miglior antifurto. Si tratta di un sistema meccanico blocca-ruota progettato e fabbricato in Italia che rimane installato in modo permanente sulla moto o sullo scooter, sostituendo direttamente il blocchetto originale del registro tendicatena (pur mantenendo le stesse dimensioni) oppure si ancora ai punti di fissaggio del forcellone o del cavalletto. A differenza dei tradizionali bloccadisco o delle catene, non deve essere trasportato nel sottosella o nello zaino ed elimina anche il rischio di essere dimenticato a casa.

Ecco qualche caratteristica tecnica: è realizzato in acciaio ad alta resistenza, pistone interno in acciaio inossidabile (dal peso tra i 750 grammi e 1,5 kg). La sua posizione incassata lo protegge contro lo scasso, visto che rende difficile l'uso di flessibili o tronchesi, o lo smontaggio del dado del perno ruota. Ha una serratura con 16.000 combinazioni, con due chiavi incluse e ugello dedicato per lubrificare il sistema ogni 2-3 mesi. Il costo di listino per moto e scooter è di 199,99 euro, 200 euro insomma.
Astemo: come cambiano propulsione e freni
Come detto inizialmente, sono due le innovazioni principali: presentate dal gruppo giapponese a EICMA 2026: un motore elettrico "in-wheel" integrato direttamente nel mozzo ruota, e un piedino forcella Showa, che incorpora in un unico blocco la pinza freno Nissin. Un'innovazione questa già testata nel campionato Superbike giapponese. Nel primo caso: parliamo di un propulsore elettrico compatto inserito totalmente nel cerchio posteriore, dalla potenza compresa tra i 6 ed i 10 kW, con raffreddamento ad aria naturale, sfruttando il movimento del cerchio con speciali alette rotanti. Una soluzione che lascia libera la zona centrale del telaio, che sia per batterie più capienti o per vani portaoggetti. Foto credits: motor-fan.jp
Guardando ora agli impianti frenanti, una fusione vera e propria dei componenti Showa (forcelle) e Nissin (pinza freno), visto che prevede un unico blocco che unisce il piedino della forcella direttamente con il corpo della pinza freno. Come detto, è un sistema già provato su pista, precisamente nella JSB1000 (la Superbike giapponese) sulla Honda guidata da Kohta Nozane per il team Astemo Pro Honda SI Racing. Sul peso si risparmiano circa 236 grammi rispetto ad un impianto standard, la dissipazione termina migliora fino al 6%, e la pista ha mostrato maggiore sensibilità e controllo in staccata per il pilota grazie ad una giusta rigidità flessionale.
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