MotoGP, Valentino Rossi

MotoGP, Valentino Rossi: “Problemi Yamaha nascono tra 2016 e 2017”

Yamaha archivia un'altra opaca stagione in MotoGP. Valentino Rossi sottolinea come negli ultimi 4 anni la YZR-M1 non è più una moto vincente.

14 dicembre 2020 - 11:12

Yamaha vincente ma poco costante nella stagione 2020 della MotoGP, con il titolo piloti finito nelle mani di Joan Mir. A poco sono servite le tre vittorie di Fabio Quartararo con la M1 factory 2020, le tre di Franco Morbidelli con la “spec-A”. E’ andata peggio ai piloti del team Monster Energy Yamaha: un solo trionfo (e due podi) per Maverick Vinales, un podio per Valentino Rossi. Il titolo costruttori è andato in fumo per la penalizzazione dovuta alle valvole “fuori regolamento”. Ancora una volta la casa di Iwata si lecca le ferite e fa mea culpa dal punto di vista ingegneristico, con i suoi alfieri che hanno patito troppi alti e bassi.

Il rebus valvole dei motori

Nonostante le vittorie di Jerez, con un podio tutto Yamaha nel secondo GP, subito è apparso chiaro che qualcosa non andasse per il verso giusto. Problema al motore per Vinales nelle prove libere, per Valentino Rossi in gara, per Franco Morbidelli in gara-2. “Ma penso che l’errore che abbiamo fatto quest’anno sia stato commesso prima dell’inizio di quest’anno“, ha sottolineato Lin Jarvis. “E’ stato fatto a metà dell’anno scorso. Abbiamo avuto questo problema con il fornitore di valvole a luglio, quando non poteva continuare a produrre le valvole che volevamo utilizzare. A questo punto, la Yamaha ha deciso di avere due fornitori di valvole, questo è stato il malinteso dei regolamenti“. Ma il manager britannico residente in Piemonte non ritiene possa essere un problema anche per la stagione MotoGP 2021. “A parte la debolezza di alcune valvole che abbiamo noto, il nostro motore è stato molto affidabile per il resto della stagione. Alcuni dei nostri motori superano i 3000 km, il che è davvero incredibile! E hanno dovuto farlo perché abbiamo dovuto mettere via un intero lotto di motori“. Quindi c’è massima fiducia e tranquillità per il prossimo anno.

Quattro stagioni con i soliti problemi

Il dato di fatto è che nelle ultime quattro stagioni Yamaha fa fatica a tenere il passo del gruppo di testa. Nel Mondiale appena concluso ha vinto ben sette GP su quattordici, ma in mancanza di aderenza la M1 fa più fatica degli altri. Dopo aver conquistato il successo nella stagione MotoGP 2015, qualcosa sembra si sia inceppato nel meccanismo aziendale. Soliti problemi di mancanza di grip al posteriore e di velocità di punta, senza riuscire a trovare una soluzione. “Dal 2016 al 2017 è stato un anno cruciale per Yamaha e M1 – ricorda Valentino Rossi -. Perché è stato allora che abbiamo iniziato ad avere problemi. La nostra moto è stata molto competitiva fino al 2016“. Il campione di Tavullia ha lamentato una mancanza di ascolto da parte dei vertici giapponesi, l’assenza dell’anello di congiunzione tra Giappone ed Europa. Ruolo che dovrebbe rivestire Lin Jarvis, come ad esempio avviene in Suzuki con Davide Brivio…? “Potevi vincere le gare e il mondiale. Ma da quel momento in poi abbiamo avuto difficoltà – conclude il Dottore –. Non so quanto sia colpa della Yamaha o degli altri costruttori che sono migliorati“.

Foto: Getty Images

3 commenti

fabu
18:26, 14 dicembre 2020

problemi di grip al posteriore li lamentava già Lorenzo nel suo ultimo anno in Yamaha, cioè 2016. lo stesso anno dell’inizio della monofornitura Michelin.

fzanellat_12215005
12:00, 14 dicembre 2020

La gomma posteriore portata dalla Michelin è stata un chiaro vantaggio per Yamaha.
Non l’hanno sfruttata al 110% per vari gp altalenanti,
ma 7 vittorie non sono noccioline.
Se 3 piloti hanno vinto, almeno un gp ,e uno sta a
zero da 3 anni vorrà pur dir qualcosa.

    Mattia B.
    16:36, 14 dicembre 2020

    Veramente, lamentarsi della moto che ha vinto il 50% di gare è demenziale.
    Io direi che la Yamaha è la migliore moto del lotto solo che i piloti (a parte Morbido) non la sanno sfruttarein tutto il suo potenziale.

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