MotoGP, Valentino Rossi

MotoGP, Valentino Rossi: “Passi da gigante per KTM e Suzuki”

Valentino Rossi ha apprezzato i passi da gigante compiuti da KTM e Suzuki nell'ultima stagione MotoGP. Il team VR46 potrebbe virare in questa direzione?

27 dicembre 2020 - 11:13

Le previsioni di Valentino Rossi per la prossima stagione MotoGP non sono delle più ottimistiche. Negli ultimi week-end tra Valencia e Portimao ha messo in pubblica evidenza quelli che sono i problemi irrisolti della Yamaha M1: grip e motore. Se sul primo punto sarà possibile apportare delle parziali modifiche lavorando su telaio, elettronica e airbox, sul secondo resta un punto interrogativo. Infatti il regolamento stilato dalla Dorna impone il congelamento dei propulsori fino al termine del 2021. In un campionato dove gli avversari fanno passi da gigante, la casa di Iwata sembra essersi arenata negli ingranaggi di un’azienda incapace di rivoluzionarsi. “Le aspettative per la M1 2020 erano molto alte, ma in realtà non abbiamo fatto molti progressi“.

KTM e Suzuki opzioni reali

Il prossimo sarà un anno decisivo per il “club” di Tavullia che sta pianificando un nuovo team VR46 in classe regina. Lin Jarvis sembra escludere un’affiliazione con l’eventuale scuderia satellite. Il team Petronas SRT ha collezionato numeri troppo prestigiosi nei primi due anni, pensare ad un divorzio sarebbe un azzardo. KTM ha strizzato l’occhio a Valentino Rossi, Suzuki sarebbe interessata. Entrambi i marchi hanno la stima del Dottore: “La MotoGP è cambiata molto negli ultimi anni. La nostra competizione ha fatto passi da gigante, basta guardare a KTM e Suzuki“. Entro la primavera servono progetti e idee chiare, ci sarebbe l’appoggio di Monster e Sky. Per gli annunci ufficiali forse dovremo attendere più a lungo. Per il veterano di Pesaro c’è ancora una stagione (forse due) da correre in veste di pilota, prima di pensare ad un ruolo manageriale.

Il Dottore oltre ogni generazione

A febbraio Valentino Rossi spegnerà 42 candeline, resta un caso a parte sulla griglia di partenza. “Sono più vecchio di Dovizioso, Pedrosa e Jorge. Erano la generazione più giovane dopo di me“. Ora sono tutti offside, il Dottore è ancora lì a giocarsela con grandi motivazioni, ma scarsi risultati. “Ognuno ha la propria storia, la propria motivazione e passione. L’età è solo uno dei fattori“. Dopo qualche giorno di relax a Madonna di Campiglio è tornato subito al Ranch per allenarsi con gli allievi dell’Academy, ultima sessione prima del nuovo anno. Sarà poi la volta di un assaggio del suo futuro con le corse automobilistiche nella 12 Ore del Golfo, al volante della Ferrari GT3 del team Kessel.

Febbraio è la data del ritorno in MotoGP con il primo test invernale a Sepang. “Sono felice di poter guidare il prossimo anno e spero di essere competitivo. È sempre difficile perché i giovani piloti continuano a diventare più forti. È una grande sfida, ma ci proverò“, ha assicurato Valentino Rossi. Quando ha disputato il suo primo Gran Premio nel 1996 ben otto piloti della griglia attuale non erano neppure nati. I “vecchi” colleghi come Cal Crutchlow hanno dato le dimissioni, anche se ritroverà il britannico al suo fianco in veste di collaudatore. “Ho molti ricordi con lui. Abbiamo duellato in molte gare. Ricordo la sua prima vittoria a Brno nel 2016 quando vinse la gara sul bagnato e io arrivai secondo“. Ricordi che volgono nei libri di storia in attesa di conoscere il futuro…

Foto: Getty Images

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