Superbike, Supersport

SOS Supersport, ecco perchè la rivoluzione è necessaria

La serie cadetta della Superbike langue, serve una rivoluzione radicale per ripartire di slancio. Nel 2022 nuove regole per l'ingresso di Ducati 955 V2 e Triumph 765

27 dicembre 2020 - 9:47

Lo schieramento Superbike  2021 promette di essere uno dei più intriganti degli ultimi anni. Ben diverso è il quadro della Supersport, la serie cadetta delle derivate dalla serie. Qui il problema è grande e investe parecchi aspetti: legame sempre più impercettibile con il mercato, impoverimento progressivo del lotto di partecipanti (in numero e qualità), scarsa presenza sui media e di riflesso poco appeal per gli appassionati. E’ una situazione preoccupante, che può svoltare soltanto con una profonda rivoluzione. Per rilanciare il campionato Dorna vuole derogare gli attuali limiti di cilindrata, aprendo le porte alle nuove ipersportive che il mercato sta proponendo. Stiamo parlando, in particolare, della Triumph 765 (tre cilindri) e della nuova Ducati 955 bicilindrica, la sorellina minore della formidabile Panigale V4 R. Bilanciare il regolamento in maniera che le attuali 600 quattro cilindri (Yamaha e Honda) non siano spazzate via non sarà semplice, ma la strada è già tracciata.

Gli attuali limiti e bilanciamento

Ad oggi il regolamento contempla limiti precisi di cubatura in base al frazionamento del motore: 600 cc per le quattro cilindri, fino a 675 tre cilindri e 750 bicilindriche. Pochi lo sanno, ma già nel 2020 è stato introdotto nel regolamento un sistema di bilanciamento di prestazioni fra modelli di marche differenti. Ci sono anche le “parti in concessione”, come in Superbike, cioè una lista di componenti elaborati decisi fra Costruttori e promoter che possono essere introdotti quando un determinato modello non è sufficientemente competitivo. Dorna e Federazione Internazionale hanno già imposto limitazioni di giri e un determinato peso limite, così definito: Honda CBR600RR 16.400/160 chili peso minimo; Kawasaki ZX-6R 16.400/161 chili; MV Agusta F3 675 15.800/160; Suzuki GSX-R600 16.400/161; Yamaha YZF-R6 16.400/164; Triumph 675 (3 cilindri) 15.500/161.  Per aprire le porte alle novità “maggiorate” a Dorna/FIM dunque basterà fissare adeguati valori di giri e peso limite. La parità di prestazioni verrà valutata in base ai risultati e al famoso algoritmo già in uso per garantire equilibro in Superbike e WSSP300.

Solo 17 piloti ad oggi confermati 

Nel 2021 la formula Supersport “Open” verrà sperimentata nel British Superbike, progetto che verrà gestito dal gestore locale MSVR di concerto con la stessa Dorna. Triumph farà correre la 765 ufficiale con il team PTR e un pilota di rango (l’ex iridato Randy Krummenacher?) per prepararsi al Mondiale 2022. La prossima stagione, a livello iridato, sarà dunque una stagione di transizione. Dorna ha ricevuto quindici domande di iscrizione di team e al momento i piloti confermati sono diciassette, sei dei quali italiani. Ricordiamo che il termine ultimo è il 15 gennaio: la speranza è quella di arrivare ad almeno 21 piloti permanenti. Yamaha, Mondiale in carica con Andrea Locatelli e il team Evan Bros, farà di nuovo la parte del leone (ad oggi) con 12 piloti, contro 4 Kawasaki e l’unica MV Agusta presente.

Lo schieramento provvisorio 

Evan Bros Yamaha: Steven Odendaal (SAF)
ParkinGo Yamaha: Manuel Gonzalez (Spa)
GMT94 Yamaha: Federico Caricasulo, Jules Cluzel (Fra)
Ten Kate Yamaha: Dominique Aegerter (Svi), Galand Hendra Pratama (Ind)
RGR Yamaha: Filippo Fuligni (Ita)
AltoGo Yamaha: Kevin Manfredi (Ita)
CM Yamaha: Luca Bernardi (Ita)
Toth Yamaha: Richard Bodis (Ung), Peter Sebestyen (Ung)
WRP Wepol Yamaha: Danny Webb (GB)
Kallio Yamaha: ?
EAB Yamaha: ?
MS Yamaha: ?
MV Agusta: Niki Tuuli (Fin)
Puccetti Kawasaki: Phillip Ottl (Ger), Can Oncu (Tur)
Orelac Kawasaki: Raffaele De Rosa (Ita), Leonardo Taccini (Ita)

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