MotoGP, Marco Melandri

MotoGP, Melandri: “Valentino Rossi aveva la stampa dalla sua parte”

Marco Melandri e Valentino Rossi hanno lottato per il titolo MotoGP nel 2005. Il ravennate chiuse 2° e confessa: "Era molto difficile batterlo".

30 novembre 2021 - 13:33

Marco Melandri ha chiuso con la Superbike nel 2020, correndo quattro round sulla Ducati Panigale V4 del team Barni. Ha lasciato le piste, ma non certo la sua passione per le corse. Continua ad essere commentatore MotoGP per DAZN e ambasciatore di Soriano Motori, marchio italiano di moto elettriche. Classe 1982, porta con sé un ampio bagaglio di ricordi ed esperienze, avendo partecipato a 14 stagioni nel Motomondiale e otto nel WorldSBK, vincendo un titolo mondiale nella classe 250 con Aprilia (2002).

Il confronto con Rossi

Il ravennate non ha mai digerito il confronto con Valentino Rossi. È stato un peso, qualcosa che non cercavo perché sono molto diverso da lui”. Ha commentato ai microfoni di ‘AS’ l’addio dell’ex rivale, che ha chiuso una carriera prestigiosa durata ben 26 anni. “Valentino ha avuto una carriera lunghissima e ritirarsi non è mai facile. Forse Valentino aveva bisogno di più tempo per capire o rendersi conto di quello che aveva fatto in passato, perché quando corri pensi solo a migliorarti. Quindi devi vedere quali sono i tuoi punti deboli e quelli positivi. Poi devi comprendere una vita diversa, senza pressioni“.

Nella stagione MotoGP 2005 ha conteso il titolo mondiale al Dottore arrivando secondo. Era l’epoca d’oro di Valentino Rossi, quando riusciva a fare la differenza fuori e dentro la pista. “Era molto difficile batterlo perché era forte dal punto di vista psicologico. Tutti i media e la stampa erano dalla sua parte, perciò non era facile batterlo“.

La nuova era di Marquez

Un altro campione che ha apposto il suo timbro “genetico” sulla MotoGP è Marc Marquez. Ha costretto tutti i piloti ad alzare l’asticella, ad adottare un nuovo stile di guida più estremo, a cadere per trovare un nuovo limite. Il nuovo infortunio costringe il fuoriclasse di Cervera al riposo e restano incerti i tempi di recupero. La speranza è di rivederlo in griglia di partenza a Losail. “Ha aperto le menti della nuova generazione di piloti, insegnando a muovere molto il corpo sulla moto e ha anche aumentato la velocità“, ha sottolineato Marco Melandri. “Spero che Marc sia al cento per cento dalla prima gara“.

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3 commenti

voiedegarag_15199617
13:40, 1 dicembre 2021

Marc Marquez “Ha aperto le menti della nuova generazione di piloti, insegnando a muovere molto il corpo sulla moto e ha anche aumentato la velocità“

Certamente vero, ma probabilmente ha anche aperto nuove carriere agli ortopedisti specializzati nei traumi sportivi, perché spiace dirlo, ma a soli 28 anni lo spagnolo ha già due spalle al limite, un occhio che si fa i fatti suoi e un’ombra sul seguito della carriera.
Però almeno lui si è portato a casa almeno 8 titoli ; ma se la generazione seguente farà come lui nessuno potrà svettare con altrettanta superiorità, ma probabilmente a forza di cadere sempre fisicamente gli assomiglieranno tutti.

fabu
21:11, 30 novembre 2021

E perché tutti i media e la stampa erano dalla parte di Valentino Rossi?

    voiedegarag_15199617
    13:48, 1 dicembre 2021

    Perché era biondo, giovane, simpatico, estroverso e vinceva tanto senza sembrare arrogante.
    Il sogno di ogni giornalista, infatti è stato il solo motociclista (con forse Agostini e sicuramente Sheene) che si è fatto conoscere al di fuori del proprio mondo.

    Melandri era introverso, vinceva meno e aveva l’aria meno simpatica e poi essenzialmente è arrivato dopo Rossi quindi è finito nel “cono d’ombra” della macchina mediatica, che è molto poco giusta perché pur di avere UN personaggio che “buca lo schermo” può sacrificargli l’insieme dei suoi avversari.
    Purtroppo siccome la gente non vuole seguire uno sport ma vuole tifare per un semi-dio, le cose vanno in questo modo.

    Il giorno in cui nelle pagelle il “10” l’avrà preso uno che è finito a punti su una moto di 3 stagioni prima ne riparleremo, ma prima bisognerebbe che una parte significativa del pubblico smetta di guardare solo il podio.

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