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MotoGP, Marc Marquez
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MotoGP, Marc Marquez frena: “Sono ritornato alla realtà”

18 set 2022 di Luigi Ciamburro

Marc Marquez ritorna ad Aragon segnando il 13° posto nelle Qualifiche. Piccoli problemi residui al braccio, ma la strada è quella giusta.

Il ritorno di Marc Marquez nei weekend di MotoGP non è indolore. Bisogna fare i conti con i limiti fisici, quattro operazioni al braccio destro in due anni si faranno sentire ancora a lungo. E poi c’è da gestire una Honda RC213V che ha perso la bussola dell’evoluzione e va alla ricerca disperata dei suoi dati per consentire agli ingegneri giapponesi di apportare le modifiche necessarie. 13° posto al termine delle qualifiche di Aragon, 66 millesimi lo separano dall’accesso al Q2 che invece finisce nelle mani di Johann Zarco.

Problemi fisici al mattino

Dopo oltre cento giorni di stop servirà un periodo di adattamento, per togliersi la ruggine e riprendere forza e automatismi di guida. Eppure Marc Marquez lascia parlare di sé anche per la caduta di sabato mattina e un salvataggio da antologia con il braccio. Tutto indica che il recupero è sulla buona strada e Honda può intravedere una luce in fondo al tunnel, iniziando a programmare la prossima stagione MotoGP. Un primo segnale è il nuovo forcellone in alluminio della Kalex che continua ad essere monitorato dal campione di Cervera. Ma gli occhi sono puntati soprattutto sulle condizioni atletiche del campione. “I problemi sono iniziati nelle FP3, come venerdì non mi sentivo bene al mattino. Al pomeriggio ho guidato meglio“, ha spiegato in conferenza stampa dopo le qualifiche.

Il 13° posto è rappresentativo del pacchetto moto-pilota in questo momento: “Oggi sono tornato alla realtà… Sentivo che molti rivali dicevano che ero da podio, ma conosco la mia realtà. Per essere qui e lottare con i migliori devi avere buone sensazioni e un buon punto di partenza. Il mio ora è giusto, ma l’obiettivo è accumulare chilometri, girare. Certo che spingerò, ma sapendo quali sono i nostri limiti“. Non si pone nessun obiettivo preciso se non arrivare alla bandiera a scacchi, sarebbe un bel successo sostenere 23 giri consecutivi.

La realtà della MotoGP

Buona anche la reazione alla caduta nelle FP3, senza conseguenze, prontamente rialzatosi in piedi per correre ai box e prendere la seconda moto. “Non si vuole mai cadere, ma a un certo punto fare la prima caduta così, scivolare, è un sollievo. Dici: ‘Sono caduto, basta’. Sono passati tre mesi da quando mi trascinavo sull’asfalto a 150 km/h. La sensazione non è la stessa, ma poi sono andato a prendere la seconda moto, il mio braccio non ha sofferto per niente. È importante per prendere confidenza. Ciò significa che quando cado, posso mettere entrambe le braccia, non solo quella sinistra“. Uno step mentale non secondario che servirà per migliorare la confidenza e ritrovare la strada per la vittoria.

Qui ad Aragon sarà un round MotoGP alle corde, costretto a limitare i danni ma indispensabile per oleare tutti gli ingranaggi. “So che ci sono grandi aspettative, ma devi essere realistico“, ha concluso Marc Marquez. “Sarebbe bello uscire, scappare e vincere, ma non è di questo che si tratta in questo momento. La realtà è un’altra“.

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