MotoGP, Marc Marquez cade a Phillip Island 2016

MotoGP, Marc Marquez e un infortunio (statisticamente) inevitabile

Dall'esordio in MotoGP nel 2013 al 2019 Marc Marquez ha riportato oltre 120 cadute senza mai un serio infortunio. A Jerez 2020 la condanna della statistica.

13 agosto 2020 - 12:02

Marc Marquez assente anche nel primo dei due GP austriaci di MotoGP 2020 e probabilmente salterà anche l’appuntamento del 23 agosto. Dopo le due operazioni al braccio in meno di due settimane Honda si ritrova a fare i conti con una line-up piloti che difficilmente potrà dare l’assalto al podio. Takaaki Nakagami ha raggiunto il 4° posto a Jerez, per poi retrocedere 8° a Brno. Alex Marquez ancora deve prendere piena confidenza con la RC213V, Stefan Bradl ultimo nella gara del suo esordio stagionale come sostituto del campione di Cervera.

L’unico a poter ambire alle posizioni di vertice è Cal Crutchlow, che però accusa ancora qualche problema allo scafoide e i soliti freni di natura tecnica della moto. Per la stagione MotoGP 2021 resta ancora senza un contratto, messo alla porta da HRC, non certo la miglior situazione dal punto di vista psicologico. Il team diretto da Alberto Puig paga a caro prezzo una filosofia aziendale che ha basato tutto su Marc Marquez, senza riservarsi alternative con i giovani piloti. Del resto si respingono tutte le accuse con lo sbandieramento di sei titoli negli ultimi sette campionati in classe regina.

Le cadute di Marc e la politica del pilota unico

Eppure l’infortunio del Cabroncito era nell’aria da tempo, per quel suo stile di guida sempre al limite che lo ha proiettato nell’olimpo dei più grandi piloti della storia. Si è spesso esaltata la sua preparazione fisica impeccabile che gli consentiva di attutire ogni caduta, abbinata all’inedita capacità di evitare incidenti con salvataggi al limite della fisica. Ma non senza un pizzico di fortuna. Perché dall’esordio nel 2013 Marc Marquez ha collezionato più cadute di ogni altro collega della MotoGP. Nel 2019 il fenomeno di Cervera è finito a terra 14 volte, primato negativo nel 2018 con ben 23 cadute (test esclusi).

Procedendo a ritroso, nel 2017 è caduto in 27 occasioni, nel 2016 17 volte sull’asfalto (con ben tre ko nel solo week-end di Le Mans). 13 scivoloni nel 2015, 11 nel 2014, 15 l’anno precedente. Tutti senza conseguenze gravi o che lo hanno costretto ad un intervento chirurgico d’urgenza. Nella stagione MotoGP 2020 è arrivato l’incidente di Jerez inevitabile (almeno dal punto di vista delle statistiche) che stavolta lo costringe a saltare le gare. Per buona pace della Honda che ha incentrato tutto su Marc Marquez, compresa l’evoluzione del suo prototipo MotoGP. Nell’era del monogomma e della centralina elettronica unificata, la casa di Minato ha voluto puntare erroneamente sul pilota unico. Dopo anni di trionfi ora è il momento di pagarne le conseguenze.

1 commento

fzanellat_12215005
13:36, 14 agosto 2020

Ah perchè le operazioni alle spalle non sono infortuni?
Sono state operazioni nelle pause invernali,
ma pur sempre infortuni di un certa gravità.

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