A questo punto l'unica sarebbe farlo partire in mezzo al gruppo, magari con un braccio legato dietro la schiena.
Nicolò Bulega in questo momento in Superbike non ha confronto. Anche in Ungheria, per la quinta volta di fila (considerando anche Jerez '25) si è preso tutto: tripletta e nuovi record sul giro.
Iker Lecuona sperava che partendo a fianco se la sarebbe potuta giocare. Invece neanche sul toboga del Balaton Park, dove l'anno scorso portò a podio la Honda, lo spagnolo è riuscito a farci niente. Per metà distanza è rimasto abbastanza vicino, a meno di un secondo. Ma Bulega non è solo velocissimo, è anche un campione che sa gestire in maniera perfetta il suo enorme potenziale. Gomme, veicolo, sforzo fisico: tutto sotto controllo, come fanno i fuoriclasse veri. Nicolò potrebbe vincerle tutte? Sembra un'ipotesi assurda, ma può succedere davvero.
Bulega dei record
Nicolò sta correndo nella storia Superbike: sedici vittorie di fila (31 in carriera), il nuovo primato abbattuto sono i 24 podi di fila come Jonathan Rea nel fantasmagorico biennio Kawasaki 2018-19. Ma c'è un dato che fa impressione più di tutti: dal primo round in Australia Bulega ha condotto in testa 206 giri sui 216 complessivi. Un martello irraggiungibile, implacabile: un pilota perfetto, che sarebbe prontissimo per misurarsi coi draghi della MotoGP, dove troverebbe avversari ben più solidi di questi.
Il solco è profondo
La Superbike '26 è identica a quella di un anno fa. Bulega se la vedeva con Toprak Razgatlioglu e la coppia faceva un campionato a parte. Quest'anno, senza il turco, l'italiano ha trovato un pò di concorrenza in casa ma gli altri sono lontanissimi. Yari Montella si è portato un altro podio a casa, con la Ducati Barni: per un privato pagare dodici secondi ci sta, non è il campano che può mettere in discussione il primato. Baldassarri ha chiuso il week end con un quarto posto, mentre Garrett Gerloff finito dietro con la Kawasaki è stato l'unico pilota non Ducati fra i primi otto.
Ducati senza avversarie
In questo round le (ipotetiche) rivali della Rossa sono andate completamente alla deriva. Le BMW non sono partite, per gli infortuni in Superpole Race di
Miguel Oliveira e Danilo Petrucci. La Yamaha ha perso l'unica punta del momento, Andrea Locatelli, per caduta nelle prime fasi di corsa. Questa volta hanno fatto cilecca anche le Bimota, l'unica marca che in questa prima parte di campionato ha retto in qualche modo l'urto. Axel Bassani si è ritirato per un guasto, Alex Lowes si è steso. E la Honda? Con Chantra ancora convalescente e Kunii spaesato sostituto del lungo degente Dixon la CBR-RR si è ancorata tristemente sul fondo della classifica.
Prossima fermata: Most
Il Mondiale Superbike ha archiviato il primo quarto di campionato e ha un vista una serie di impegni ravvicinati. Fra due settimane si resta nell'Europa spostandoci a Most, nella Repubblica Ceca. Un tracciato più veloce di Balaton Park, ma abbastanza particolare. Nicolò Bulega ha dimostrato di essere velocissimo in tutte le condizioni e in ogni tipo di pista. Per gli avversari sarà comunque durissima.
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