MotoGP, Lucio Cecchinello

MotoGP, Lucio Cecchinello: manager per “colpa” di Valentino Rossi e Carlo Pernat

Lucio Cecchinello è un manager MotoGP di grande successo. Ricorda l'esordio da 'boss' dopo il no di Carlo Pernat che doveva dare spazio a Valentino Rossi...

25 marzo 2021 - 8:22

Se Valentino Rossi festeggia i 25 anni dal debutto mondiale, Lucio Cecchinello i 25 anni dal muretto. Da pilota a manager quasi per caso. Erano gli anni Novanta e andava alla ricerca di un team con cui correre. Un netto rifiuto arrivò dal manager Carlo Pernat. “Diciamo che mi ha costretto lui“, scherza Lucio in un’intervista a ‘La Gazzetta dello Sport’. “Quando sono arrivato nel Mondiale era il 1993 e avevo 23 anni. Tardi insomma. Dopo un paio di stagioni con moto private, raccogliendo qualche punticino a fatica, nel 1995 col team Pileri sono tornato nell’Europeo 125, vincendolo. Ma avevo 25 anni, quindi sostanzialmente già vecchio. A fine stagione incontrai Pernat all’Eicma di Milano e chiesi di mettermi in uno dei loro team, ma per me non c’era posto. Così decisi che avrei fatto la mia squadra”.

Il motivo del rifiuto da parte del manager ligure è presto detto. “Non ho nulla contro Carlo, ha sempre fatto in maniera egregia gli interessi Aprilia. E in quel momento aveva interesse a investire sul ragazzino che era finito 3° alle mie spalle nell’Europeo, Valentino Rossi, che aveva 16 anni. Dovermi occupare delle due cose mi ha tolto energie psicofisiche, ma grazie a questo doppio ruolo oggi sono in questa posizione“. 25 anni sono volati, sembra come se fosse ieri. “Mi pare impossibile. È la conferma che la MotoGP va in fretta, ma pure il tempo. È un orgoglio, un quarto di secolo nell’ambiente che amo è magico“.

Nella sua esperienza da manager, Lucio Cecchinello ha lanciato i futuri fuoriclasse. Uno su tutti: Casey Stoner. Adesso proverà a fare lo stesso con Alex Marquez. “Alex ha sorpreso tutti per la rapidità con la quale si è adattato alla MotoGP. È vero, nei test ha faticato, cadendo tanto, ma mi aspetto che riparta da fine 2020, tra i primi 6-7 con qualche acuto per il podio“. E attende che finalmente sbocci Taka Nakagami: “Taka deve fare un podio per togliersi questo peso di essere un pilota veloce che però non concretizza. Ma avendo visto i dati della telemetria, credetemi: sulle curve veloci, è più rapido lui di Marc Marquez”.

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