MotoGP, Jorge Lorenzo

MotoGP, Jorge Lorenzo risponde a Puig: “Chi ha detto che ho paura?”

Jorge Lorenzo ribadisce di non avere intenzione di tornare in MotoGP. E risponde alle recenti accuse di Alberto Puigi: "Chi ha detto che ho paura?".

3 aprile 2020 - 11:07

Il neo collaudatore MotoGP Jorge Lorenzo resta nella sua stanza di hotel a Dubai, dove ormai è in quarantena da alcune settimane. L’emergenza Covid-19 negli Emirati Arabi conta un migliaio di casi e 8 morti, non desta particolare preoccupazione come in Europa. Ma si vive seguendo le restrizioni per scongiurare l’espandersi del contagio. Al momento di tornare a Lugano non gli passa per la testa. Nella cittadina elvetica non si segnalano contagi, ma in Svizzera il numero dei positivi supera quota 14mila, quello dei decessi sale a 536.

LA REPLICA ALLA HONDA

L’ex campione di MotoGP ha raccontato la sua quarantena a Cope.es e Radio Marca. “Dalla mia finestra puoi vedere il traffico ma c’è poca gente. La gente è a casa, ma l’emergenza non è così forte come in Italia e in Spagna. Sono abituato a stare abbastanza tempo a casa, ma ovviamente questo non è mai accaduto, non è facile ma pensi positivo e ho creato una sfida ginnica per le persone“. Jorge Lorenzo ritorna sulle polemiche dei giorni scorsi scatenate dalle dichiarazioni di Marc Marquez e Alberto Puig. “Chi ha detto che avevo paura di andare in moto? Ho detto che mi ero fatto male. Ho sempre avuto molto rispetto per le moto, ma da lì a temere ce ne passa. Quella moto non mi dava molta fiducia e non ho avuto il tempo di cambiarla. A 32 anni, le circostanze mi hanno portato a prendere quella decisione“.

IL RAPPORTO CON LE MOTO

Dopo tre titoli in MotoGP gli manca la “sensazione di vincere, competere e sentirmi molto euforico“. Tornare in pista a tempo pieno non è il suo pallino, come si sente dire da più parti. Ci sarà il tempo, forse, per cambiare idea.  Però al momento nessuna intenzione di salire sulla M1 del team Yamaha Petronas SRT. Jorge Lorenzo prova una sorta di rigetto per la costante pressione con cui un pilota deve fare i conti. Essere collaudatore, invece, gli consente di girare in MotoGP per pochi giorni all’anno, divertirsi senza stress. “Posso competere in un GP, ma non devo lottare per il titolo mondiale“. Nella vita di tutti i giorni può dilettarsi con le sue Ferrari, Lamborghini, Pagani… non con le moto. “Non ho una moto perché non potrei andare piano, non sono mai stato lento su una moto“.

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