MotoGP, Joan Mir campione del mondo 2020

MotoGP, Joan Mir: “Suzuki deve migliorare due settori”

Joan Mir, neo campione MotoGP, ha due richieste per migliorare la Suzuki GSX-RR. Con il motore congelato occorre lavorare su telaio ed elettronica.

24 novembre 2020 - 21:15

Joan Mir ha archiviato il discorso mondiale a Valencia, per sua buona sorte. Nell’ultimo round MotoGP a Portimao la GSX-RR è tornata tra i prototipi dei “comuni mortali” alle prese con problemi di elettronica. Anche quella che sembrava la moto perfetta e più costante è rientrata ai box senza vedere la bandiera a scacchi. Una debacle costata il titolo Costruttori a Suzuki ma che non cancella quanto di buono fatto nella stagione 2020. Un week-end disastroso per il neo campione, alle prese con difficoltà di setting fino al sabato mattina. Troppo tardi per tentare l’ingresso nella Q2, ma da questi errori si ripartirà nel 2021.

Due aree da migliorare

Il controllo di trazione è andato a farsi benedire dopo il contatto con Pecco Bagnaia alla partenza. Occupare una delle ultime posizioni in griglia porta con sé simili grattacapi e certe situazioni andranno corrette per il prossimo campionato di MotoGP. Due gli aspetti che Joan Mir intende migliorare, “qualifiche e velocità“, senza però perdere i punti di forza di questo pacchetto. Nonostante molti rivali considerino la GSX-RR la moto più equilibrata, il maiorchino ritiene che ci siano ancora “margini di miglioramento“. Il regolamento non prevede però scongelamenti del motore fino al termine del prossimo Mondiale. “Visto che il motore non può essere cambiato, la parte che può essere migliorata è il telaio e l’elettronica. Questo è quello che chiedo di migliorare, per avere un pacchetto ancora più competitivo e guadagnare velocità“.

La pausa del campione

Joan Mir ci ha messo molto del suo nell’assalto al titolo MotoGP. In un campionato condensato in 14 GP, con diverse gare ripetute sul medesimo tracciato, con 9 diversi vincitori, la costanza l’ha fatta da padrona. Ha iniziato a salire più volte sul podio e coronato il sogno di vincere il suo primo GP a Valencia/1. È maturato nella guida, ha domato la sua aggressività e ha gestito la pressione come un veterano, nonostante abbia 23 anni. A lui il merito di aver riportato la casa di Hamamatsu al vertice della classe regina dopo un ventennio. Da qui al primo test MotoGP c’è una lunga pausa invernale, ma il campione non ha intenzione di adagiarsi sugli allori. Per riconfermarsi servirà alzare l’asticella, specialmente se in pista ritornerà il matador Marc Marquez. “Non vedo l’ora di fare motocross. La vita di un pilota in inverno è completamente diversa, cercando di restare calmo e arrivare forte l’anno prossimo. È stata una stagione breve, ma molto intensa, quindi credo che tutti meritiamo una pausa“.

Foto: Getty Images

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