MotoGP, Franco Morbidelli

MotoGP, Franco Morbidelli: “In Yamaha sanno cosa mi serve”

Franco Morbidelli è l'unico pilota Yamaha a non avere ancora il dispositivo holeshot: "Sto spingendo da tempo, me lo daranno prima possibile".

21 luglio 2020 - 8:36

Nella prima gara del campionato MotoGP 2020 ci ha pensato Andrea Dovizioso a tenere alto il tricolore, ma poco più dietro, ad appena un secondo, c’è anche Franco Morbidelli. La vittoria del suo compagno Petronas, Fabio Quartararo, ha adombrato la sua ottima prestazione. Decimo al termine della Q2, ha avanzato due posizioni in griglia grazie ai ko di Rins e Crutchlow. Ha gestito in maniera esemplare nella prima parte di gara, tenuto dietro il suo amico e maestro Valentino Rossi, per poi passare all’attacco.

Negli ultimi due giri aveva abbastanza fiato in corpo, e gomme a sufficienza, per mirare al podio. Ma la Ducati di Andrea Dovizioso aveva un pelino in più. “Cercheremo di migliorare la prossima settimana“. A cominciare dalle qualifiche. Il suo compagno di squadra ha dimostrato quanto sia importante partire dalla prima fila per ambire al podio, specie per una YZR-M1 che ancora fatica a sorpassare di potenza. “Il nostro punto debole è la qualifica. Combattendo con molti piloti usi la gomma e la tua energia. Essere davanti è sempre meglio, specialmente questo fine settimana con questo caldo“.

‘Morbido’ prossimo pretendente al podio

Serve anche un aiuto in partenza, a cominciare da quel dispositivo holeshot che Franco Morbidelli ancora non possiede. A conti fatti il sistema anti-impennata regala due decimi dopo lo start. “Solo le persone Yamaha sanno quanto sto spingendo [per il dispositivo holeshot]”, ha sorriso Franco Morbidelli dopo la gara di Jerez. “Penso di essermi già innervosito per questa faccenda!“. In MotoGP ogni dettaglio fa la differenza. “Perdo almeno due decimi all’inizio e questo è uno svantaggio se vuoi lottare per ottenere buoni risultati. In realtà il personale Yamaha è molto gentile con me, ci sta lavorando e me lo daranno il prima possibile“.

Nel finale ha provato a insidiare la posizione di Jack Miller, rischiando di rovinare una gara quasi perfetta. “È stato un mio errore, ho visto uno spazio e ci ho provato, ma non era uno spazio completamente aperto. Sono stato molto fortunato perché ho chiaramente rischiato di schiantarmi e rovinare una gara meravigliosa, ma ero affamato di podio, quindi va bene fare degli errori“. Il suo airbag è esploso e per qualche istante ha perso la concentrazione, riuscendo però a ricongiungersi con il gruppo di testa e sorpassando Pol Espargarò. “Ho visto che sono lassù, quindi è davvero incoraggiante. Non posso che puntare a buoni risultati“.

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