MotoGP, Paolo Ciabatti e Gigi Dall'Igna

MotoGP, Dall’Igna: “All’inizio in Ducati mi vedevano come un nemico”

Ducati chiude in crescendo la stagione MotoGP 2021 e inizia a spaventare la concorrenza. Gigi Dall'Igna sottolinea il mix vincente tra piloti e tecnica.

20 dicembre 2021 - 11:36

Non ha vinto il Mondiale Piloti MotoGP, ma Ducati inizia ad incutere timore. L’arrivo di Gigi Dall’Igna da Aprilia è forse la mossa più azzeccata nell’ultimo decennio di storia del team. Ma nella stagione 2021 un altro cambiamento si è rivelato vincente: puntare sui piloti di nuova generazione come Pecco Bagnaia, Jack Miller, Jorge Martin, Enea Bastianini e Luca Marini. Un investimento per il futuro che ptorebbe rivelarsi fruttuoso già dal 2022.

Se in fabbrica hanno lavorato al meglio su aerodinamica e le altre aree della Desmosedici, i piloti hanno sicuramente recitato la loro parte. “Il pilota è molto importante. Il tecnico non è nulla se non ha un buon pilota“. Negli ultimi anni le MotoGP sono diventate sempre più impegnative dal punto di vista tecnico e fisico. Gli atleti della classe regina sono impegnati non solo negli allenamenti in pista, ma anche in sessioni di palestra sempre più intense. E in particolare se guidano una Rossa, che resta per natura una moto muscolosa.

L’impronta di Dall’Igna su Ducati

Al termine della pausa estiva Luca Marini si è reso conto di dover personalizzare la preparazione fisica. Con la Ducati factory potrebbe trovare giovamento dal pacchetto tecnico aggiornato e Pecco Bagnaia ha dimostrato tutto il potenziale nella seconda parte del Mondiale. “Abbiamo solo sviluppato bene la moto – ha aggiunto Dall’Igna -. Sono anche convinto che i nostri piloti siano stati davvero fantastici in questa stagione. Il pilota è molto importante per la prestazione. Penso che quest’anno abbiano fatto davvero la differenza. Se sappiamo come si comporta il pilota, è di grande aiuto per gli ingegneri che stanno sviluppando il telaio e gli ammortizzatori“.

Il direttore generale di Ducati Corse ha impresso il suo timbro sulla Rossa. Un percorso non facile, intrapreso nel 2014 e portato avanti step by step. “Sono testardo. A volte mi spinge a superare i limiti, altre volte è un lato di me che rappresenta un limite. A volte di porta a perdere tempo quando ti ostini a fare cose che non sono oggettivamente giuste…. Quando sono entrato in Ducati probabilmente mi vedevano più come un nemico che come un capo – conclude Gigi Dall’Igna -. Significa che riesco a gestire bene le persone, l’azienda, che è fondamentale in MotoGP oggi“.

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