24 Luglio 2022

MotoGP, Bradl alza il velo sulla crisi Honda: “Decide Marc Marquez”

Stefan Bradl parla dell'evoluzione della Honda, dei problemi e delle decisioni: il pluricampione MotoGP Marc Marquez detta la direzione.

MotoGP, Marc Marquez e Stefan Bradl

Il collaudatore Honda Stefan Bradl ha disputato 22 GP nella classe MotoGP dal 2020 ad oggi, in gran parte come sostituto di Marc Marquez dopo la serie di infortuni, oltre che come wild card. Conosce la RC213V alla stregua di un pilota e in questo momento rappresenta il punto fermo del marchio, dato che la line-up pilota verrà quasi totalmente scardinata: Alex Marquez e Pol Espargarò lasceranno HRC a fine anno, Taka Nakagami potrebbe vestire i panni del collaudatore, arriveranno Alex Rins, Joan Mir, forse il giovane Ai Ogura. Ma da qui al prossimo inverno la priorità va alle soluzioni tecniche di una moto che ha perso feeling sull’avantreno e causa sin troppe cadute.

Problemi all’anteriore per la RC-V

Nelle prime undici gare della stagione 2022 i quattro piloti Honda hanno collezionato un totale di 44 cadute, pari al 23,6% del totale in griglia. Ogni pilota cade in media una volta ad ogni Gran Premio. Ne sa qualcosa il tester tedesco Bradl che è già a quota 6 cadute e al Sachsenring ha dovuto fare i conti anche con problemi di surriscaldamento della carena. Tanto da riportare un’ustione al piede (si indaga anche sull’abbigliamento tecnico di Stefan). Il problema numero uno della RC213V sta negli “slittamenti delle ruote anteriori, sono il nostro problema generale in Honda. Finora non sappiamo esattamente come possiamo tenere sotto controllo questo problema“.

L’assenza di Marc Marquez nella stagione 2020 e fino alla primavera del 2021 ha fatto perdere la bussola agli ingegneri che lavorano sul prototipo MotoGP. E nella ricerca forsennata di più grip al posteriore hanno creato un forte squilibrio all’anteriore, a cui si cerca di porre rimedio con aggiornamenti del telaio e rivisitazione dei pesi. Dopo la pausa estiva vedremo a che punto è il lavoro dell’azienda di Tokyo.

La parte giapponese del team

Il secondo problema del team nipponico sta nella risposta troppo lenta alle richieste dei piloti. Una mancanza di coraggio e intraprendenza che andrà risolta con una miglior comunicazione tra vertici e squadra, tra la parte giapponese e quella europea. Per alcuni il responsabile sarebbe anche Stefan Bradl, incapace di sviluppare la moto dopo anni di esperienza con questo brand. “Per i giapponesi, la massima priorità è non portare nulla in pista che non sia stato adeguatamente testato… Non sono così sfacciati come forse Ducati, Aprilia o KTM. Non osano provare cambiamenti grossolani“.

Inoltre lo sviluppo passa innanzitutto dalle mani degli ingegneri: “Oggi il compito degli ingegneri è diventato molto complesso, soprattutto per quanto riguarda tutti i dispositivi di partenza, di accelerazione e i vari sistemi elettronici, oltre a tutta l’aerodinamica“, ha spiegato Stefan Bradl a Speedweek.com. A questo punto la patata bollente passa nelle mani di Marquez… “La direzione dello sviluppo è sempre determinata dal leader. Questo è sempre stato Marc nel corso degli anni. Quindi devi capire un po’ cosa piace a Marc e cosa gli piace fare“.

L’evoluzione del prototipo MotoGP

Inoltre i tecnici devo considerare una gran mole di dati, tanto che spesso preferiscono ascoltare un computer piuttosto che i vari feedback dei piloti. “A volte i tecnici pensano di conoscere meglio la soluzione perché la leggono dal computer“. Il collaudatore è in stretto contatto con Marc Marquez e le loro impressioni sono quasi identiche, con la differenza che le parole del campione vengono prese in maggior considerazione. “Ha un’enorme responsabilità come pilota e leader. Hai 30 ingegneri di fronte a te e se dici loro qualcosa di sbagliato, lo sviluppo può andare nella direzione sbagliata“.

In più comunicare nella stessa lingua è un grande vantaggio: “Tutti i piloti spagnoli di Ducati e Aprilia parlano un ottimo italiano. Non è facile trasmettere le proprie impressioni ai tecnici giapponesi“. La stagione MotoGP 2022 della Honda non prevede cambiamenti sensazionali, i problemi sono noti, ma le soluzioni richiedono tempo, forse almeno un paio di mesi. In questi giorni il tester ha tenuto una giornata di test privato a Jerez, a dimostrazione che il lavoro dei tecnici non si è fermato. “Non posso dire quando ci sarà una svolta, non è nelle mie mani – ha concluso Bradl -. Ma ci siamo avvicinati ai problemi“.

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