MotoGP, Andrea Dovizioso con la Yamaha M1

MotoGP, Andrea Dovizioso: “Posso aiutare gli ingegneri Yamaha”

Andrea Dovizioso porta in Yamaha la sua lunga esperienza in MotoGP. Un contributo prezioso in vista dell'evoluzione della YZR-M1 del prossimo anno.

12 ottobre 2021 - 9:09

Su tracciato di Austin Andrea Dovizioso ha raccolto i primi punti iridati con la Yamaha. Alla seconda gara MotoGP in sella alla YZR-M1 arriva al traguardo come secondo miglior pilota del marchio. Il 13° posto con 25 secondi di distacco dal vincitore non sono certo un grande stimolo, ma il risultato va preso con le pinze. Non solo perché si ritrova su una moto completamente diversa dalla sua ex Ducati, non solo perché è rimasto fuori dal Mondiale per dieci mesi. Ma c’è da considerare che il suo pacchetto è quello del 2019 ereditato da Franco Morbidelli.

L’italobrasiliano, nei primi otto Gran Premi del 2021 prima dell’operazione al ginocchio, ha raccolto un podio e un 4° posto come migliori risultati. Nelle restanti sei gare ha centrato solo una volta la top-10, a dimostrazione di quanto sia difficile competere con la M1 “old edition”. Ma Andrea Dovizioso non è stato ingaggiato solo per ottenere risultati, ma anche in vista dell’evoluzione del prototipo 2022. La sua esperienza e il bagaglio che si porta dietro dall’esperienza Ducati possono aiutare i tecnici Yamaha. “Soprattutto con il telaio la sensazione è meravigliosa, ma ovviamente è solo una parte del pacchetto. Devo essere più veloce e guidare meglio per capire la moto…“.

Il 35enne romagnolo ha ora completato un totale di otto giorni in sella alla M1. Dopo il GP di Misano, ci sono stati altri due giorni di test MotoGP e il week-end al COTA. Il forlivese riuscirà ad influenzare davvero la moto per il 2022 pur guidando una versione di due anni fa? “Sono abbastanza sicuro che gran parte della moto rimarrà la stessa“, ha sottolineato Andrea Dovizioso. “Il feedback che posso dare agli ingegneri è molto importante, hanno bisogno di molte informazioni. Perché posso usare la mia esperienza per spiegare come si comporta questa moto. I piloti Yamaha possono ovviamente dare molti feedback. Ma non è così facile capire cosa sta realmente accadendo alla moto e perché. Ecco perché penso che il mio feedback sia molto importante per Yamaha“.

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