SBK, Toprak Razgatlioglu e Kenan Sofuoglu

Superbike, Razgatlioglu punta al trono: “Voglio vincere per mio padre”

Toprak Razgatlioglu ad un passo dal titolo mondiale Superbike. In Argentina arriva a +24 su Jonathan Rea dopo un week-end portoghese incandescente.

12 ottobre 2021 - 8:34

Il penultimo week-end di Superbike si avvicina, anche se fra molte difficoltà per approdare a San Juan, in Argentina. Sarà il teatro di una tappa decisiva per l’assegnazione del titolo iridato. 24 i punti che separano Toprak Razgatlioglu da Jonathan Rea, in un’atmosfera resa ancora più incandescente dopo quanto accaduto a Portimao. “Se tutto fila liscio un atleta turco vincerà per la prima volta il mondiale di Superbike. Ho investito tutto per questo. Mio padre non c’è più, ma potrebbe confermare se fosse vivo. Spero veda ciò che abbiamo fatto. Gli regalerò questo Mondiale. Spero che accada, davanti alle telecamere voglio dire ‘Questo è per mio padre’“.

L’incendio di Portimao

Un pilota dallo stile rude ma dal cuore nobile, Toprak Razgatlioglu è finito nel mirino delle critiche avversarie. Jonathan Rea e Scott Redding hanno pubblicamente sottolineato come il suo modo di guidare sia al limite del regolamento, a tratti pericoloso. Il nordirlandese della Kawasaki sta vivendo una delle stagioni Superbike più difficili degli ultimi anni. Ha racimolato già cinque cadute in 33 gare, è evidente che la sua Kawasaki Ninja ZX-10 RR abbia qualcosa in meno rispetto alla Yamaha R1. Nel sabato di Portimao ha puntato il dito contro il rivale turco, una guerra psicologica insita nella sfida su pista. Parole incrociate, spazzolate e burnout sul ‘green’. “Ho pulito la pista, ma questo non era per Johnny. Ma forse pensava fosse per lui“, ha ironizzato Toprak. “L’ho sporcata di nuovo“, la risposta di Johnny dopo il trionfo in gara-2.

Kenan senza freni

A gettare benzina sul fuoco ha contribuito anche il manager e mentore di Razgatlioglu, Kenan Sofuoglu. Difende a spada tratta non solo la maniera di guidare del leader Superbike, ma anche di Deniz Oncu. La “scuola turca” come modello esemplare per il motociclismo! “Johnny e Scott si lamentano molto di lui perché non possono più batterlo, non è carino da parte loro. Johnny dovrebbe dire che Toprak è la nuova generazione. Dovrebbe accettare che Toprak lo batte“. E mette il dito nella piaga… “Johnny fa molti errori. Toprak non è riuscito a finire tre gare quest’anno, ma non è mai stata colpa sua. Guida in modo aggressivo, è vero. Ma questo fa parte del motorsport… Devi rispettare i vincitori e non lamentarti di loro. Mi fa davvero male sentire cose del genere da Jonathan Rea. E mi sorprende – contrattacca sulle colonne di Speedweek.com –. Ma se vuole giocare così…“. Lo spettacolo è servito.

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