Il Motor Ranch di Valentino Rossi

La magia del Ranch di Valentino Rossi: in Spagna provano a copiare

Il Ranch di Valentino Rossi vestito a festa natalizia. In Spagna provano a copiare questo modello, finora con risultati molto scarsi.

20 dicembre 2020 - 13:30

Il Ranch di Valentino Rossi è “dove passione e sogni si mescolano in un luogo speciale“. Sono arrivate moto nuove con tanto di scarico Akrapovic, un bel regalo di Natale per gli otto piloti “made in Tavullia”. Si respira aria di feste, una “magia” come la definisce Alessio Salucci, con tanto di luci natalizie. Perché il lavoro dei campioni e degli aspiranti tali non si ferma certo durante la pausa invernale, anzi. Questo è il periodo in cui investire sulla preparazione personale, in palestra e in moto, dopo un periodo di relax ristretto a causa dell’emergenza Covid-19. Un modello di allenamento e un esempio di vita impareggiabile, perché non si tratta di una semplice struttura organizzata e appositamente allestita.

Un progetto nato quasi per gioco dieci anni fa ad opera di Valentino Rossi e papà Graziano. Nel tempo è diventato il grembo di futuri astri nascenti, come testimonia la presenza di Franco Morbidelli, Pecco Bagnaia e Luca Marini nella classe MotoGP. Il segreto è nell’empatia instaurata nel gruppo di lavoro. Cosa significa far parte dell’Academy? “Essere parte di una famiglia – spiega Marini -, è un ottimo gruppo di allenamento… 80% famiglia, 20% scuola… Sono cresciuto anche come persona“. Una scuola che non ha eguali nel resto del mondo, nonostante i vari tentativi intrapresi finora in Spagna. Maverick Vinales è stato ospite al Ranch tra le due gare di Misano e non ha nascosto lo stupore. “Molto strano che i piloti spagnoli non abbiano qualcosa del genere. Siamo in tanti in MotoGP e abbiamo un alto livelllo… Mi piacerebbe una cosa del genere“.

Le principali strutture iberiche

Lo scorso settembre Dorna ha inserito nel programma “Road to MotoGP” il Campus Circuit Parcmotor, un centro sportivo ad alte prestazioni sul circuito di Castellolí, vicino a Barcellona. Un complesso che si estende su 800.000 metri quadrati di terreno, con un circuito di 4,1 km, che offre l’opportunità di allenamenti in motocross, dirt track e supermotard. Una struttura dotata anche di aule dove tenere lezioni di lingua, ingegneria, telemetria, psicologia dello sport. Il programma di formazione è stato supervisionato persino da Alberto Puig. Ma la struttura è attualmente chiusa a causa dell’emergenza sanitaria.

Le alternative per i piloti spagnoli sono il Rocco’s Ranch, nato da un’idea di Ricky Cardús che propone una pista da motocross, una pista TT, un grande ovale di sterrato di 400 metri con una pista sterrata interna e anche un percorso Enduro di due chilometri. Più di recente in Andorra hanno rispolverato il circuito di Pas de la Casa, situato a 2400 metri di altezza. Dimensioni però ristrette e clima rigido nei tempi invernali. Di questi tempi bisogna infatti fare i conti con la neve alquanto copiosa. Finora il modello Ranch di Valentino Rossi resta impareggiabile: alla base di tutto c’è il cuore…

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