MotoGP, Valentino Rossi

Jorge Martínez: “Valentino Rossi è ricco, ma continua a rischiare”

Jorge 'Aspar' Martínez tesse le lodi di Valentino Rossi: "Come è possibile che io mi sia ritirato 23 anni fa e lui continui a correre?"

28 giugno 2020 - 22:29

Jorge Martínez ha ripercorso la sua lunga carriera nel Motomondiale, dal 1982 al 1997, i suoi quattro titoli iridati. Intervenuto su DAZN per commentare la sua vittoria in Sudafrica nel 1992, non ha esitato a lanciare uno sguardo sulla MotoGP di oggi. Da un lato sull’insistenza di Valentino Rossi, mai pago di stimoli e vittorie. E in procinto di firmare l’ennesimo contratto della sua carriera. Dall’altro al campione irrefrenabile Marc Marquez.

UNA CARRIERA DA INCORNICIARE

37 vittorie in carriera, da incorniciare la stagione 1988 che portò alla conquista di ben due titoli, uno nella classe 80 l’altro nella 125, sempre con Derbi. La vittoria più importante è la prima in assoluto, “ad Assen nel 1984 e serve a vedere quello che vali. Quindi, ci sono due vittorie molto speciali per me: nel 1998 e nel 1990. Al Salzburgring, con Antonio Cobas, tutti avevano messo le gomme da asciutto e io da pioggia. E ho superato Capirossi nell’ultima curva. E nell’88, viceversa, tutti con le rain e io con le slick“.

Dopo l’addio alle corse non ha smesso di seguire la scia della sua passione. Ha fondato un suo team e vinto mondiali  con Alvaro Bautista nel 2006, con Gabor Talmacsi nel 2007, con Julian Simón nel 2009 e con Nico Terol nel 2011. Solo l’emergenza Coronavirus l’ha potuto fermare. “Non potevo credere a quello che stava succedendo, a casa, ad Alzira, con mia moglie e le mie figlie. E senza essere in grado di fare nulla, facendo mestieri diversi. Non ero mai stato in casa mia per così tanto tempo“.

L’ELOGIO DI ROSSI

Jorge Martínez, ritiratosi all’età di 35 anni (oggi 57 anni), non nasconde la sua ammirazione per Valentino Rossi. “Quando criticano Valentino, è evidente che avrà fatto cose sbagliate, perché nella vita abbiamo commesso tutti degli errori. Ma voglio dire… Come è possibile che mi sono ritirato da 23 anni e questo ragazzo continua a correre? Ha vinto il suo primo GP nel 1996 a Brno, è ammirevole che a 41 anni si stia rompendo la faccia con Márquez e con i piloti che hanno fame“. Pochi riusciranno a prolungare la propria carriera così a lungo. “Quando hai qualche anno perdi l’aggressività, il desiderio di combattere e rischiare. Lui, finanziariamente, è pieno di soldi, ha un team Moto3, un team Moto2, una scuola… Non dovrebbe correre rischi, ma Valentino Rossi è Valentino Rossi“.

L’ASCESA DEL CABRONCITO

E poi c’è Marc Márquez, l’otto volte campione, da quattro stagioni MotoGP leader incontrastato. Un fuoriclasse in continua ascesa come dimostra il minor numero di cadute. “Márquez si sta evolvendo. L’anno scorso abbiamo visto che non è aggressivo come prima, non cade più tanto. È il pilota da battere, ma c’è l’incognita di come saranno le moto, per vedere chi ha svolto il lavoro migliore. Nei test sembrava che la Yamaha fosse un po’ più avanti. Sarà molto interessante – ha concluso Jorge ‘Aspar’ Martínez -. Vincerà chi commetterà il minor numero di errori“.

1 commento

matteochiarello197_14424442
15:56, 29 giugno 2020

Giustissima l’opinione di tutti ma quando parliamo di FATTI,allora si entra in un’altra dimensione e non è soggettiva ma OGGETTIVA! FATTO:marquez domina dal 2013!!!!Rossi di fatto,causa età, non è mai stato un serio rivale del 93,ma perché di fatto,nessuno lo è stato!!!stiamo parlando di chi l’anno scorso DA SOLO ha vinto tutto!seconda HRC in campionato:NONA!!!rossi mi pare sia arrivato settimo in campionato…..parliamo da amanti seri di questo sport:NON LI STIAMO COMPARANDO SERIAMENTE, VERO?

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